Faenza, il PD: "Stiamo assistendo allo smantellamento della scuola pubblica"

Faenza, il PD: "Stiamo assistendo allo smantellamento della scuola pubblica"

Faenza, il PD: "Stiamo assistendo allo smantellamento della scuola pubblica"

FAENZA - Lunedì scorso in Consiglio Comunale il Partito Democratico ha presentato un ordine del giorno sulla scuola. Durante la discussione, la consigliera Antonella Baccarini ha rilevato come "Mentre autorevoli rapporti sullo stato della società, dell'economia e della scuola italiana pongono l'accento sul bisogno di diffondere l'istruzione e di qualificare la formazione, il Governo continua a considerare la scuola pubblica come un terreno su cui risparmiare anziché investire".

 

"Stiamo, infatti, assistendo allo smantellamento della scuola pubblica statale, iniziato con scelte operate dai Ministri Tremonti e Gelmini nell'estate del 2008, quando decisero di tagliarle 8 miliardi di euro".


«Nella provincia di Ravenna - ha aggiunto la Baccarini - oggi le scuole pubbliche statali vantano crediti nei confronti dello Stato pari a 8 milioni di euro. Si tratta di crediti che servono per retribuire i supplenti, le attività già svolte dal personale, per acquistare la carta igienica, il sapone, per pagare i fornitori, gli appalti di pulizia. Sono risorse che il Ministero non accredita, indebolendo e destrutturando il sistema della scuola pubblica, mettendo in crisi la qualità del servizio e il suo stesso funzionamento. E mentre si smantella con tagli d'accetta la scuola pubblica, i fondi a favore delle scuole private sono triplicati, passando da 540 milioni a 1,6 miliardi».


La consigliera Patrizia Ercolani, nel presentare l'ordine del giorno, ha rilevato che, nell'ultimo anno, in provincia di Ravenna si è registrata un'ulteriore riduzione, rispetto ai tagli già effettuati l'anno precedente, di 102 docenti e 55 unità di personale ATA, fra amministrativi e collaboratori (i bidelli). «Tutto ciò a fronte di un aumento, solo nell'ultimo anno, di 907 studenti, di cui 460 della scuola dell'infanzia e della scuola primaria. L'aumento di studenti ha confermato il trend di crescita degli ultimi anni: l'anno scorso era il 3,6 per cento, quest'anno il 2,2 per cento. A fronte quindi di una popolazione scolastica in crescita, il governo taglia insegnanti e personale ATA, creando un problema drammatico su due fronti. Da un lato l'espulsione dalla scuola di migliaia di precari che da anni attendono stabilità nella loro condizione di lavoro e cessazione di contratti a tempo determinato per i collaboratori scolastici, creando quindi disoccupazione; dall'altro eliminando di fatto tutti gli elementi di qualità come il tempo scuola, la contemporaneità, i laboratori e rendendo più difficile integrare i portatori di handicap».


«L'obiezione che la nostra scuola "non è di qualità" e non può essere una sorta di ammortizzatore sociale e quindi va riformata, è generica e superficiale, perché, se c'erano sprechi o situazioni di criticità, su quelli si doveva lavorare con un progetto articolato e mirato, estendendo invece situazioni positive o addirittura di eccellenza presenti nel nostro territorio. Una riforma come questa, basata su tagli a pioggia, sconsiderati, azzera il buono alla stregua di quello che andava effettivamente riformato. Per tornare alla nostra provincia, l'assegnazione dei posti in questo anno scolastico è largamente insufficiente per dare una giusta risposta alla domanda delle famiglie di generalizzazione della scuola dell'infanzia, del tempo pieno e del tempo prolungato nella scuola dell'obbligo. E qui - ha concluso la Baccarini -
vengo alla richiesta al Sindaco ed alla Giunta, per quanto di loro competenza, di costruire e comunicare un pensiero forte sulla formazione, sull'educazione e sull'istruzione. E' inoltre necessario sostenere le iniziative dei genitori, che a Faenza hanno dato un ottimo esempio quando hanno condotto la loro battaglia per la sezione musicale della scuola media Strocchi e i tempi prolungati nella scuola media».

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