Faenza, in barba alla crisi non si rinuncia alle spese per la scuola

Faenza, in barba alla crisi non si rinuncia alle spese per la scuola

Faenza, in barba alla crisi non si rinuncia alle spese per la scuola

L'anno scolastico inizia senza sorprese: alle spese per i figli non si rinuncia, neanche in un momento di austerity. Ecco quanto emerge, in sintesi, dall'indagine condotta dal Centro studi Iscom Group di Confcommercio Emilia Romagna, in collaborazione con le Associazioni del territorio, sull'andamento delle vendite nel periodo di avvio anno scolastico, che ha interessato in particolare le cartolibrerie e i negozi di abbigliamento per bambini e ragazzi.

 

"Il piccolo commercio - commenta Paolo Caroli, Presidente di Confcommercio Ascom Faenza e del Sindacato Cartolibrai faentino - sta mostrando oggi la volontà e la capacità di reagire, complice anche la crescita della fiducia dei consumatori registrata all'inizio del periodo autunnale, alle difficoltà degli ultimi mesi". Un dato evidenziato anche da una recente indagine di Unioncamere e Confcommercio regionali sull'andamento del commercio, e che è confermato dall'analisi Iscom Group. In base a quest'ultima, è infatti emerso un andamento delle vendite nel periodo di inizio anno scolastico tendenzialmente stabile rispetto a quello dello scorso anno (per il 52% del campione le vendite sono stazionarie o in crescita), nonostante permanga , come conferma anche Caroli, una concorrenza agguerrita da parte della grande distribuzione.

 

Dall'indagine emerge il profilo di un cliente sempre molto attento al prezzo, generalmente orientato su prodotti di marca media (che hanno registrato, in generale, un incremento delle vendite del 37% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno), disposto a spendere qualcosa di più se si tratta di acquistare un prodotto "importante" destinato a durare tutto l'inverno, come lo zaino o il capo-spalla, e che non rinuncia al prodotto griffato, ad esempio al diario di tendenza o alla maglietta con il personaggio di moda, facendo magari economia sui prodotti di consumo o sull'abbigliamento sportivo "da tutti i giorni".

 

Per quanto riguarda la spesa media per negozio, si differenzia a seconda della tipologia di attività: nei punti vendita di prodotti per la scuola e giocattoli si riscontra una spesa media di circa 60 euro, mentre nei negozi di abbigliamento e calzature per ragazzi e bambini si registra una spesa media tendenzialmente più alta, attorno agli 85 euro per negozio.

 

"I nostri commercianti - conclude Caroli - manifestano con l'inizio dell'autunno un cauto ottimismo, confermato dalla volontà delle famiglie di non rinunciare, seppure in un momento di grande attenzione per il bilancio famigliare, agli acquisti per la scuola e per i figli". Complessivamente il giudizio degli intervistati per l'andamento delle vendite nel periodo dell'inizio dell'anno scolastico-periodo autunnale è "discreto" per il 62% degli intervistati, lasciando presagire una stagione tutto sommato stabile, anche se fin d'ora emerge da parte degli acquirenti una forte attenzione alla convenienza.

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