Faenza: inaugurata nuova ala del Mic destinata alla Ceramica del Novecento

Faenza: inaugurata nuova ala del Mic destinata alla Ceramica del Novecento

Faenza: inaugurata nuova ala del Mic destinata alla Ceramica del Novecento

Sono passati dodici anni dalla riapertura del Museo Internazionale delle Ceramiche nella forma e nei percorsi che l'hanno contraddistinto fino a ieri. Dal moderno progetto di restauro e ampliamento che contemplava tanto aspetti architettonici quanto aspetti funzionali e distributivi, il cantiere è rimasto sempre aperto in piena continuità di intenti, anche se a volte altalenante fra intenzioni e riprese.


Nel 1998 ne era stata realizzata una grande parte senza mai perdere di vista la visione d'insieme e la piena fattibilità degli interventi finalizzati a stabilizzare il Museo in una forma consolidata di struttura culturale policentrica, dettata un secolo fa dal suo fondatore, Gaetano Ballardini, e mai smentita dai responsabili che si sono succeduti.

In quella occasione l'allora direttore Gian Carlo Bojani parlava giustamente di necessità di una nuova legittimità del Museo quale istituzione specialistica e centro di documentazione transculturale della ceramica da raggiungere attraverso l'ampliamento e la ristrutturazione volute e impostate dall'Amministrazione Comunale.

E' bene ricordare come tutto il progetto nato dalla proiezione ideale delle finalità originarie del Museo, aveva convinto l'Amministrazione all'acquisizione di aree e soprattutto ad una impostazione globale del problema.


Fatti salvi alcuni spazi diversamente utilizzati, oggi può dirsi completata ogni fase di ampliamento grazie al rapporto incessante di proficua collaborazione fra progettisti, direzione scientifica e Uffici Tecnici Comunali. La parte di investimenti pubblici statali concessa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali attesta, se mai ce ne fosse bisogno, l'interesse e il merito rivestiti dal Museo a livello nazionale.


La nuova ala che raddoppia la porzione moderna affiancata dalla vecchia fabbrica conventuale entro cui insistono le raccolte storiche del Museo è stata destinata essenzialmente ad ospitare i percorsi della ceramica del Novecento e della contemporaneità, nonché ad ampliare gli spazi finalizzati alle iniziative temporanee.

I dati tecnici dell'intervento
Sono stati recentemente completati gli spazi espositivi ospitati nell'ex Ebanisteria Casalini, che conterranno le sezioni delle ceramiche contemporanee e zone per mostre temporanee. Il progetto, iniziato nel 1998, si è articolato in due stralci funzionali: un primo stralcio, che ha occupato circa la metà dell'area totale, è stato completato nel 2000. Il secondo stralcio di lavori - oggetto del presente intervento - è stato invece appaltato nel 2006 a seguito dell'ottenimento di un finanziamento Stato-Regione-Comune (importo totale 2.324.057 euro).

 

A questi si aggiungono alcuni lavori di completamento della palazzina liberty d'angolo tra viale Baccarini e via Nuova, finanziati nel 2009, che daranno una prima agibilità a questi spazi, anche se non completati interamente. Le superfici utili nette sono di circa 3.500 metri, a cui si aggiungono 330 metri di terrazzi e i 500 metri quadrati della palazzina storica. Gli spazi sono articolati su tre piani: un piano interrato, un piano terra e un piano primo, con alcune zone a terrazzo; l'edificio storico dell'ex ebanisteria è anch'esso su tre livelli, con il piano sottotetto al posto dell'interrato.

 

Il tutto è collegato con un ascensore panoramico in vetro e una rampa per disabili, mentre due scale serviranno le uscite di sicurezza. L'attuale intervento ha interessato 2.300 metri quadrati di superficie. I lavori - diretti degli architetti Rita Rava e Claudio Piersanti - sono stati realizzati dall'impresa EURIS di Napoli. 


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