Faenza, l'industria perde un'eccellenza: l'Omsa verso la chiusura

Faenza, l'industria perde un'eccellenza: l'Omsa verso la chiusura

FAENZA – Si chiude un’era nella storia industriale di Faenza. La Omsa, fabbrica numero uno nella produzione di calze fino a pochi anni fa, ridurrà progressivamente la produzione fino a giungere alla completa delocalizzazione dello stabilimento faentino (che oggi occupa 355 dipendenti). Per salvare i lavoratori e le loro famiglie, si sta trattando sul possibile cambio di destinazione della fabbrica, per incentivare l’ingresso di imprenditori anche di altri settori.


La decisione della proprietà dello storico marchio di trasferire la propria produzione nei Balcani è motivata dalla necessità di aprirsi a nuovi mercati, vista la ‘saturazione’ ormai raggiunta dal mercato italiano nel settore delle calze. I costi elevati della manodopera, la troppo elevata pressione fiscale e la sempre più accesa competitività a livello globale, hanno fatto il resto.


A questo punto le trattative tra sindacati e proprietà vertono sulla possibilità di fare intervenire un nuovo imprenditore (o un nuovo gruppo imprenditoriale), operante anche in altri servizi, che sia in grado di rilevare lo stabilimento e salvare i posti di lavoro (o almeno parte di essi). Un ruolo decisivo lo gioca anche il Comune, che dovrà concedere l’autorizzazione al cambio di destinazione d’uso dell’edificio.

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Del resto l’area è più che appetitosa: è ubicata sull’autostrada, in posizione ben evidente e facilmente raggiungibile. L’auspicio è che qualche imprenditore o qualche cordata, abbiano le risorse (e un progetto industriale serio) per rilanciare un pilastro dell’industria faentino e più in generale romagnola. A patto che non si tratti dei ‘soliti’ speculatori immobiliari.


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