Faenza, la storia della maiolica in una conferenza pubblica

Faenza, la storia della maiolica in una conferenza pubblica

FAENZA - Sabato 20 novembre alle ore 10,00 nella sala polivalente del Rione Giallo, via Bondiolo 85, si terrà a Faenza una conferenza di Alberto Piccini dal titolo: "approfondimenti sulla storia della maiolica Rinascimentale italiana. Influssi orientali (soprattutto cinesi) nella produzione dal 1450 al 1550. La conferenza organizzata dal Rione Giallo, con il patrocinio dell'Associazione degli Amici della Ceramica e del MIC, verrà introdotta da Claudio Casadio, direttore della Pinacoteca Comunale di Faenza.

 

Nella conferenza di parlerà di vasai e figuli artigiani che sono già veri e propri imprenditori, con botteghe aperte contemporaneamente in più centri di produzione: per esempio Ravenna, Acquapendente, Siena, Cafaggiolo. Tali sono, per citarne alcune, le botteghe di Paolo di Antonio di Giunta, di Sante di Francesco Carini detto il "rosso", di Julius Britto. In particolare Piccini parlerà delle tre famiglie di grandi figuli che, secondo i suoi studi, dal 1450 al 1550 circa, per 3 o 4 generazioni di seguito, dipingono la maggior parte delle maioliche artistiche presenti attualmente nelle collezioni private e nei principali Musei del mondo occidentale e cioè i Del Berna o Bernardi o di Nanni, originari di Montelupo, i De Rubeis o Rubei o Rossi/o che vengono da Russi e i De Pace o Pacis che provengono da S.Angelo in Lizzola-Pesaro.

 

Il secondo argomento della conferenza riguarderà gli influssi orientali sulla maiolica del Rinascimento ed in particolare quel fenomeno straordinario sviluppatosi a Ravenna nella seconda metà del XV secolo e strettamente connesso ai sette viaggi (dal 1405 al 1433) del grande Ammiraglio ed esploratore Zheng-He, eunuco e mussulmano, comandante di una enorme flotta che dalla Cina raggiungeva il Mar Rosso e l'Africa Orientale. Di questa esperienza voluta dal secondo imperatore Ming, Yongle, una importante testimonianza ceramica è conservata a Faenza nei depositi del Museo della Ceramica. Simboli, decori e forme cinesi si diffusero poi nei vari centri dell'Italia Centrale: Acquapendente, Siena, Cafaggiolo, Montelupo e nell'area del Metauro.

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