Faenza, le cooperative investono sull'occupazione

Faenza, le cooperative investono sull'occupazione

Faenza, le cooperative investono sull'occupazione

Legacoop Ravenna ha presentato, alla Casa della Ctf a Monte Ricci di Faenza, giovedì 2 dicembre, il bilancio sociale dell'area. Erano presenti per Legacoop Ravenna il presidente Giovanni Monti, il vice presidente Valeriano Solaroli, il responsabile di zona Pierino Liverani, diversi rappresentanti delle cooperative, il Sindaco di Faenza Giovanni Malpezzi, tutti i sindaci dei comuni del comprensorio faentino e l'Assessore provinciale alla Formazione Paolo Valenti.

 

Il rapporto sull'andamento della cooperazione - elaborato sulla base dei dati consuntivi 2009 e di conseguenza le tendenze riportate non tengono conto del protrarsi della crisi economica generale anche nel 2010 - fotografa diversi elementi. Per l'area faentina si denota un miglioramento della base sociale, del prestito da soci, del capitale sociale e degli occupati. In calo, invece, il patrimonio netto, il valore della produzione e il valore aggiunto. Le flessioni di questi elementi sono state determinate dal comparto Srl e Spa e da quello del lavoro, dove sono state affrontate alcune questioni straordinarie e trasformazioni importanti, che hanno visto la nascita di nuove realtà cooperative quali l'ipermercato e la trasformazione di Distercoop, che si è riconvertita nel settore delle biomasse e della depurazione, cercando di mantenere gran parte della propria forza lavoro. Il patrimonio netto, le riserve indivisibili, il valore della produzione e il valore aggiunto sono in crescita, invece, negli altri settori, primo fra tutti l'utenza, seguito dal sociale e dal supporto.

 

Il comprensorio territoriale faentino include 25 associate a Legacoop con sede nell'area e 6 cooperative che, pur avendo sede in un'altra zona, hanno delle strutture produttive e svolgono una parte delle loro attività in questo territorio.

 

Le cooperative associate a Legacoop operanti nel faentino, quando l'economia è entrata in difficoltà, hanno scelto di salvaguardare l'occupazione "in linea - sottolinea Pierino Liverani responsabile area di Legacoop - con la scelta fatta dovunque dal sistema cooperativo: sacrificare i margini per non lasciare a casa le persone".

 

Nel contesto socio economico globale e locale attualmente in essere le imprese cooperative - come tutti - si trovano dinanzi a una grande sfida imposta dalla crisi in corso e questa sfida per le cooperative deve avere anche un carattere propriamente culturale, oltre che economico e sociale. "La cooperazione, e il bilancio sociale di Legacoop ne è un significativo esempio - afferma il sindaco Malpezzi - deve compiere un grande sforzo di conoscenza ed innovazione, ma anche di presenza in tutte le sedi della concertazione e della programmazione economica territoriale consolidando, se possibile, i rapporti al proprio interno, tra centrali, settori di attività, singole cooperative, e promuovendo progetti concreti: penso, ad esempio, ai servizi territoriali, ai poli tecnologici, alle eccellenze produttive. La cooperazione di domani parte di qui".

 

Per uscire dalla crisi ci vorrà tempo ma anche in questo periodo di difficoltà la cooperazione ha dimostrato il proprio valore e l'importanza che ha sul territorio "perché le aziende - come ricorda Pierino Liverani, responsabile d'area Legacoop - devono investire sul territorio in cui operano e il valore aggiunto della cooperazione è proprio questo".

 

Nel 2009, infatti, il valore aggiunto prodotto è stato distribuito per il 71,9% ai lavoratori come stipendi; il 14,5% per lo sviluppo dell'impresa, sottoforma di ammortamenti e accantonamenti; il 11,2% per remunerare i finanziatori sottoforma di interessi passivi pagati alle banche e sul prestito sociale; l'1,1% allo Stato sottoforma di imposte sul reddito e altre forme di tassazione; l'1,2% al Fondo di promozione cooperativa (al quale viene destinata una quota pari al 3% degli utili realizzati), ai soci per dividendo e alla collettività.

 

Da notare l'incremento, in termini percentuali, delle quote di valore aggiunto distribuite ai lavoratori e allo sviluppo dell'impresa. Per contro, si registra la diminuzione delle percentuali di valore aggiunto destinate allo Stato, per effetto principalmente della contrazione dei risultati d'esercizio e al sistema creditizio inteso in senso ampio, quale principale conseguenza dell'impatto sul costo del debito dell'abbassamento dei tassi d'interesse di riferimento.

 

L'importo pagato allo Stato e alle Amministrazioni Locali (in valore assoluto) per imposte e tasse distribuite all'intera comunità nel suo complesso, è stato pari a circa 462 mila euro (rispetto ai 5 milioni dell'anno precedente). Su questo dato incide in maniera rilevante la quantificazione di imposte anticipate su perdite fiscali di alcune realtà significative del territorio che ha dunque abbattuto il dato complessivo di imposte e tasse delle cooperative del territorio faentino nei confronti dello Stato.

 

Gli apporti economici di sostegno alle attività della società civile, quali contributi o sponsorizzazioni per attività di mutualità esterna, sono stati nel 2009 pari a circa 0,1 milioni di euro (0,2 milioni nel 2008 e 0,3 milioni nel 2007), costituiti principalmente da promozione sportiva (49,8%), iniziative culturali (17,5%), solidarietà (9,8%), iniziative per la scuola/università (6,6%), donazioni (4,1%).

 

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