Faenza, Malpezzi contro i comunisti: "Hanno la memoria corta"

Faenza, Malpezzi contro i comunisti: "Hanno la memoria corta"

Faenza, Malpezzi contro i comunisti: "Hanno la memoria corta"

FAENZA - La lista di Giovanni Malpezzi attacca la sinistra di Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani: "Ricordiamo a Ilario Farabegoli segretario provinciale di rifondazione e a Laimer Armuzzi  dei comunisti unitari, ancora sofferenti per l'esclusione dalla coalizione del centro sinistra faentino, che essi o hanno la memoria corta o non si sono accorti di cosa sia successo a Faenza in questi mesi". E' la risposta alle numerose critiche di queste settimane.

 

In particolare per Malpezzi, dimenticano evidentemente l'atteggiamento tenuto da Rifondazione e Comunisti fin dall'ottobre scorso nei confronti del candidato e del suo programma, dichiarando strumentalmente che la sua candidatura puzzava di banca e che aveva proposto un programma di destra.

 

"A questi signori  che  da Ravenna e dintorni si prendono ora  la briga di preoccuparsi della futura  amministrazione di Faenza e ci rammentano la necessità di una "omologazione regionale", ricordiamo che con le primarie i faentini hanno ribadito a chiare lettere  che le scelte per il futuro della loro città si devono fare a Faenza, evitando tristi accordi  fatti fra segreterie di partito dove spesso prevale l'attaccamento a logiche di potere e interessi distanti dalla realtà e dai bisogni dei cittadini, tra cui molti di quei lavoratori e lavoratrici di cui queste forze si illudono ancora di custodire la rappresentanza esclusiva", dice la lista.

 

"A Faenza, nel centro sinistra, grazie a Malpezzi e alla lista Insieme per Cambiare, spira un forte vento di novità, di partecipazione e di condivisione delle scelte.  Se questo è avvenuto  in Emilia Romagna, in provincia di Ravenna e, in particolare, a Faenza c'è un motivo: questa città ha sempre guardato avanti nell'orizzonte politico, aprendo percorsi futuri, che non è escluso si estendano anche fino alle prossime elezioni provinciali. Ad altri lasciamo una politica che sa solo guardare mestamento indietro, agitando gli spettri di conflitti e identità ideologiche degni di un album dei ricordi più che di un programma di governo", conclude.

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