Faenza, moria delle tortore: recuperati mille esemplari per 3 quintali

Faenza, moria delle tortore: recuperati mille esemplari per 3 quintali

Faenza, moria delle tortore: recuperati mille esemplari per 3 quintali

FAENZA - Sulla moria di tortore a Faenza è attivo il coordinamento tra istituzioni per monitorare la situazione. La Provincia di Ravenna precisa che fino a che non arriveranno i risultati delle analisi non è possibile dare una risposta. Parallelamente, la Provincia ha provveduto ad attivare lo smaltimento delle carcasse fino ad oggi rinvenute e raccolte da operatori volontari, e consegnate sia al Corpo di Polizia Provinciale che alla stessa Ausl, per un totale di 310 chili, circa mille esemplari.

 

Con l'inizio del nuovo anno a Faenza, in prossimità della zona industriale, si è verificata una improvvisa moria di tortore dal collare orientale, apparentemente molto superiore ad analoghi episodi che, purtroppo, si manifestano con ricorrente ciclicità. Immediata è stata l'attivazione degli enti locali- Provincia e Comune di Faenza- , Corpo Forestale dello Stato e Ausl , allo scopo di conoscere le possibili cause dell'improvviso evento.

 

In particolare, sia il N.I.P.A.F. (Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale e Forestale) del Corpo Forestale dello Stato - Comando provinciale di Ravenna, sia i Servizi Veterinari dell'AUSL di Ravenna hanno operato diversi campionamenti, di cui si sta attendendo il completamento degli esiti di laboratorio, sia sulle carcasse degli animali trovati a terra, sia sui semi in lavorazione nei pressi dei luoghi interessati dall'evento e che costituiscono cibo per gli stessi.

 

In particolare, si è provveduto ad inviare presso i laboratori dell'IZSLER (Istituto Zooprofilatico Sperimentale della Lombardia e dell'Emilia Romagna) sezione di Lugo e Forlì, continuativamente e con cadenza giornaliera campioni di carcasse, prelevati in siti diversi del territorio interessato, dal 2 al 4 gennaio.

 

La prima ipotesi, ancora aperta, è quella dei semi di girasole. Il quadro anatomopatologico riscontrato evidenzia la presenza di notevoli quantità di semi di girasole nel gozzo e segni di sofferenza a carico di fegato e reni, che richiedono pertanto l'approfondimento di esami diagnostici di natura microbiologica, virologica, istologica e chimico-tossicologica, peraltro già in corso.

 

Quindi l'ipotesi di un virus letale per i volatili. Gli esami batteriologici hanno dato esito negativo.

Dal punto di vista microbiologico i referti escludono la presenza di virus influenzali di tipo A. E' stata riscontrata la presenza del paramyxovirus aviare, che non comporta rischi per l'uomo, che al momento è in corso di tipizzazione da parte dei laboratori di referenza. Infatti, per capire se tale presenza può essere causa o concausa della morte degli animali bisogna attendere la definizione dell'indice di patogenicità di cui si sta occupando l'Istituto Zooprofilattico di Padova.

 

Infine, l'indigestione. Al momento è al vaglio degli esperti anche l'ipotesi che si sia verificato uno squilibrio digestivo per eccesso di cibo legato ad un momento sfavorevole delle condizioni atmosferiche.

 

Sono ancora in corso, inoltre, le analisi di laboratorio per la ricerca di contaminanti, tossici e elementi antinutrizionali richieste dall'Ausl di Ravenna sui campioni di alimento che sono stati a disposizione delle tortore morte. La Provincia continua a monitorare l'emergenza in territorio extraurbano. Qualora fossero ritrovati esemplari deceduti in ambito urbano è possibile contattare direttamente anche l'URP del Comune di Faenza.

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