FAENZA - Vertice tra Cna e Ammininistrazione comunale

FAENZA - Vertice tra Cna e Ammininistrazione comunale

FAENZA - Ricerca, cultura e innovazione al servizio delle imprese, sono stati i temi posti al centro dell’interessante confronto tenutosi fra la Direzione comunale della CNA di Faenza, il sindaco, Claudio Casadio e l’assessore alla cultura, Cristina Tampieri.

Una serata partecipata che ha dato vita ad un confronto aperto e diretto con i rappresentanti dell’Amministrazione comunale sul futuro della città, partendo dal progetto “Moto di idee” che vuole fare di Faenza un distretto culturale avanzato.


“La proposta lanciata dal Comune con il convegno “Moto di idee” ci è parsa un’opportunità molto interessante - ha esordito Walter Alessandrelli, presidente della CNA di Faenza – opportunità che occorre definire meglio per comprendere quali prospettive può offrire alla città e al tessuto economico delle piccole imprese e delle aziende artigiane. Ci interessa soprattutto capire quale è l’idea che l’Amministrazione intende proporre al tessuto associativo della città: quando si parla di “distretto culturale avanzato” vengono subito in mente iniziative culturali intese nel senso più classico del termine, ma il “distretto culturale” può essere inteso anche come sviluppo di una rete di strutture che operano sulla conoscenza e sulla ricerca che è direttamente collegata all’innovazione. Temi che hanno un’attinenza immediata con l’attività delle nostre imprese chiamate a misurarsi con un mercato sempre più competitivo e innovativo e che, in ogni settore, esige conoscenza e specializzazione”.


“Vogliamo creare un clima favorevole alla ricerca - ha precisato il Sindaco Claudio Casadio. - Con questo progetto ci siamo proposti di sollecitare la partecipazione dei giovani, del mondo culturale, dell’associazionismo, per definire assieme le linee di sviluppo della nostra comunità. Pensiamo al distretto culturale avanzato, infatti, come un ambiente dove mettersi in gioco per produrre cultura ed economia, ricreando nella città il clima che diede vita nel secolo scorso all’importante sviluppo culturale ed economico che ha fatto crescere Faenza”.


“Il mondo dell’associazionismo ci ha sollecitato a ripensare lo sviluppo culturale della città per definire un progetto che solleciti la nostra comunità a guardare avanti, al futuro - ha aggiunto l’assessore Cristina Tampieri.

Il tema della innovazione culturale, nei metodi operativi, nella gestione delle aziende, nella ricerca e nell’innovazione sono da tempo al centro delle iniziative promosse da CNA che, per affrontare al meglio queste tematiche, ha costituito CNA Innovazione.

“Tramite questa struttura – ha precisato Daniela Toschi, responsabile provinciale di CNA Innovazione - si sono già avviate esperienze di grande rilievo in comuni della nostra provincia proprio sul ripensare lo sviluppo economico in una fase di profonda trasformazione dei settori produttivi. Ne è un esempio l’esperienza di Fusignano, promossa in stretta collaborazione con il Comune, dove si è avviata un’iniziativa per la riqualificazione economica di molte imprese che operavano nel calzaturiero, settore travolto dalla concorrenza di Paesi a basso costo di mano d’opera”.


“Conoscenza, cultura, ricerca, sono ormai termini che trovano quotidianamente spazio in ogni discussione economica - ha concluso Natalino Gigante, direttore provinciale della CNA. – E a Faenza, si possono tradurre anche nella realizzazione del parco scientifico e tecnologico, nella presenza del CNR, dell’Enea, della Facoltà di Ricerca dei Materiali Ceramici, del Polo Ceramico, strutture che portano ad operare in questa città decine di ricercatori, forse complessivamente ancora poco collegati al tessuto produttivo locale, mentre sono proprio le piccole imprese e le aziende artigiane che hanno bisogno della presenza e del collegamento con strutture come quelle di cui disponiamo”.

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“Il Parco delle arti e delle scienze” che si sta costituendo – ha proseguito Gigante - è un’ occasione che tutte le imprese e l’intera comunità devono sapere cogliere. Da qui l’interesse per “Moto di Idee” che ripropone le condizioni che cento anni fa la città sviluppò attraverso un’idea culturale che si è poi trasformata in opportunità economica. La fase che stiamo attraversando ha davvero bisogno di un progetto che possa essere aggregante, che possa ridare fiducia e credibilità alle istituzioni se si vuole favorire un nuovo sviluppo a cui devono partecipare tutti, cittadini e imprese e nel quale ci impegneremo per dare un contributo fattivo di idee e proposte”.


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