Fallimento Sapro, Gagliardi (Pdl): "Perchè non si è intervenuti prima?"

Fallimento Sapro, Gagliardi (Pdl): "Perchè non si è intervenuti prima?"

Fallimento Sapro, Gagliardi (Pdl): "Perchè non si è intervenuti prima?"

"Il fallimento di Sapro altro non è che la conferma di quanto il gruppo Pdl, documenti alla mano, aveva già annunciato mesi fa in consiglio Provinciale, vedendo che non c'era alcuna volontà di salvataggio - lo conferma il consigliere provinciale del Pdl, Stefano Gagliardi - Speriamo che almeno ora serva a fare chiarezza sulle cause e su chi ha portato la società nel baratro ed a farne pagare le conseguenze".

 

"Chi in questi anni ha esercitato le funzioni di controllo a tutela dei propri soci e dei cittadini? Perché non si è intervenuti prima, nonostante le discussioni sulla gestione di Sapro fossero pressoché all'ordine del giorno'- si chiede Gagliardi - Le responsabilità politiche sono evidenti ed affermare che Sapro non è stata gestita politicamente dalla sinistra, vuol dire far finta di non conoscere da chi è stata amministrata in tutti questi anni e chi sono gli azionisti di maggioranza ed i loro delegati".

 

"Se scorriamo l'elenco di chi sedeva nei consigli d'amministrazione partendo dal 1995 per arrivare ad oggi, troviamo Sindaci ed Assessori dei Comuni di Forlì e Cesena e questo dovrebbe essere sufficiente ad eliminare il facile alibi di chi ritiene Sapro al di fuori della politica - continua Gagliardi - E' l'ennesimo fallimento degli amministratori e delle politiche della sinistra nella nostra Provincia e nei nostri Comuni. Fallimento che è costato e costerà decine di milioni di euro, con i Sindaci che in tutti questi anni, invece di preoccuparsi dell'andamento delle loro partecipate, si dilettavano a criticare le finanziarie di Berlusconi".

 

"Mi auguro che il Sindaco Balzani abbia il coraggio di esporre un altro striscione sul balcone del Comune: Sapro, Asl, Seaf: ecco i debiti che la sinistra porta in dote ai forlivesi".

Commenti (1)

  • Avatar anonimo di miky
    miky

    Anche l'opposizione, come Di Maio, non può fare "Biancaneve". Non può fare finta di essersi svegliata una mattina e aver scoperto che c'era una società a conduzione politica che faceva maneggi vari e correva verso un fallimento che avrebbe pesato sulle tasche dei cittadini. Ora, se volete fare qualcosa, andate a vedere tutte le altre "partecipate" ancora in piedi, controllate il nascituro Fotovoltaico, la neonata raccolta differenziata, l'Acer. Di lavoro ne avreste, perchè chi ci amministra può fare queste colossali "porcate" solo perchè nessuno vuole vedere. A volte il ruolo di chi è all'opposizione può essere mille volte più utile e costruttivo di quello di coloro che governano, specialmente quando si parla dell'attuale PD che stà al potere solo perchè carpisce i voti di una ideologia del passato che ormai gli è del tutto estranea.

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