Fallito agguato a Belpietro, il direttore di 'Libero': ''Sono tranquillo''

Fallito agguato a Belpietro, il direttore di 'Libero': ''Sono tranquillo''

Fallito agguato a Belpietro, il direttore di 'Libero': ''Sono tranquillo''

MILANO - "Sto bene, sono tranquillo e anche sereno. Magari ora un po' meno". Così Maurizio Belpietro dopo esser scampato nella tarda serata di giovedì ad un agguato. Belpietro era appena rientrato nel suo appartamento quando l'agente che l'accompagnava si è accorto della presenza di un individuo che stava scendendo le scale. L'uomo ha puntato la pistola contro il poliziotto, ma l'arma si è inceppata. Il caposcorta ha infatti sentito il rumore del grilletto.

 

L'agente ha sparato alcuni colpi in aria a scopo intimidatorio. L'individuo a quel punto si è dato alla fuga. Si trattava di una persona sulla quarantina, alta circa 180 centimetri, di corporatura robusta che indossava una camicia militare e pantaloni di una tuta da ginnastica. Dopo essersi messo per le scale del palazzo di via Monti della Pietà, in pieno centro a Milano, ha fatto perdere le proprie tracce. Sul caso indaga la Digos.

 

Gli inquirenti non escludono che con l'uomo potessero esserci dei complici. I poliziotti, oltre ad esaminare le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona, sono al lavoro anche per ricostruire il volto dell'uomo e diffondere così un identikit. La procura di Milano ha aperto un fascicolo, a carico di ignoti, per tentato omicidio ai danni dell'agente della scorta. Per far luce sull'agguato "non si esclude alcuna ipotesi", ha spiegato il questore di Milano, Vincenzo Indolfi insieme al capo della Digos, Bruno Megale.

 

Secondo la testimonianza dello stesso caposcorta, la pistola (una semiautomatica, tipo Beretta, simile a quella in dotazione alle forze dell'ordine), ha riferito il questore, "non ha sparato perché si è inceppata". Indolfi ha inoltre spiegato che il caposcorta ha sentito distintamente il rumore del grilletto che scattava.

 

Nel frattempo il direttore di "Libero" rassicura i lettori: "Non cambierò il modo di fare il mio lavoro. Ho continuato a fare esattamente le stesse cose e scriverò e racconterò ai lettori quello che è accaduto, quello che penso". Certo, ha aggiunto che "c'è più preoccupazione. Non sono Superman ma un cronista che fa questo lavoro con passione".

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