Farmaci, nuovo sistema distribuzione. Nervegna (Fi-Pdl): ''Limitare danno economico ed occupazionale''

Farmaci, nuovo sistema distribuzione. Nervegna (Fi-Pdl): ''Limitare danno economico ed occupazionale''

Farmaci, nuovo sistema distribuzione. Nervegna (Fi-Pdl): ''Limitare danno economico ed occupazionale''

FORLI' -  L'Ausl numero 38 avrebbe inviato una lettera ai medici, invitandoli a "mandare i pazienti, dal 30 marzo 2009, a ritirare i farmaci con i principi attivi più importanti presso i presidi ospedalieri e Cup e non più presso le farmacie". Lo afferma in un'interpellanza il consigliere regionale Antonio Nervegna (fi-pdl), evidenziando che questo nuovo sistema di distribuzione comporterà "un calo medio del fatturato delle farmacie del 30%", che potrebbe ripercuotersi sul personale o addirittura causare la chiusura delle aziende più decentrate, con un basso bacino d'utenza.

 

Imprese dedicate alla distribuzione farmaceutica - aggiunge il consigliere - si sarebbero già allarmate ed avrebbero chiesto la costituzione di un tavolo di trattativa con i sindacati e le istituzioni locali per approfondire la situazione in atto ed eventualmente concordare il destino di circa 50 collaboratori dipendenti. Allo stesso tavolo, poi, potrebbero partecipare i rappresentanti dei titolari delle farmacie, preoccupati per il destino di altri 40 collaboratori, messi a rischio dal "calo del fatturato".

 

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Quest'oggi, inoltre, - prosegue Nervegna - Federfarma dovrebbe inviare una diffida all'Azienda sanitaria, chiedendo la sospensione del processo in atto, ed una comunicazione relativa alla sospensione, dal prossimo lunedì, del servizio Cup e di screening del colon retto, effettuabile presso tutte le farmacie. Considerando che le azioni di sospensione dei servizi di collaborazione con l'Ausl verrebbero attuate anche dalle farmacie comunali, che fanno capo a Forlifarma, Nervegna chiede alla Giunta regionale quali iniziative intenda intraprendere per limitare il danno economico ed occupazionale causato dall'attivazione del nuovo sistema di distribuzione dei farmaci, che si ripercuoterebbe negativamente non solo sulla rete locale delle farmacie, ma anche direttamente sugli utenti finali, costretti, anche in precarie condizioni di salute, a recarsi obbligatoriamente in un presidio ospedaliero o Cup per acquisire i medicinali.

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