Fiat auto chiude per due settimane

Fiat auto chiude per due settimane

Fiat auto chiude per due settimane

Tutti gli stabilimenti Fiat Auto chiuderanno per due settimane, l'ultima di febbraio e la prima di marzo. La cassa integrazione, motivata dall'azienda con il calo degli ordini, interesserà Mirafiori, Melfi, Termini Imerese, la Sevel, Cassino e Pomigliano, in totale circa 30mila lavoratori. Dura la presa di posizione dei sindacati, mentre il ministro del Welfare Maurizio Sacconi parla di "decisione a freddo che interrompe in qualche modo il filo del dialogo sociale". 

 

"Ci auguriamo di ricucirlo presto in un tavolo dedicato al gruppo", ha aggiunto in un'intervista al Tg1. "La crisi non è per niente finita. Forse abbiamo toccato il fondo ma sul fondo stiamo ancora camminando - ha commentato Giorgio Cremaschi, della direzione Fiom, ai microfoni di CNRmedia -. La ripresa di cui parlano Confindustria e governo è troppo leggera per poter risolvere i problemi occupazionali. E in questa situazione non si possono chiudere gli stabilimenti perché in momenti come questo si sa quando si chiude ma non si può capire quando si potrà riaprire".

 

Per Eros Panicali della Uilm "la decisione della Fiat è un segnale contraddittorio perché la Fiat non ha problemi di sovraproduzione". La Fismic parla di "segnale molto grave" e chiede "misure energiche da parte del governo". Il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, esorta il gruppo ad aumentare la produzione fino ad almeno 1 milione e 100 mila auto, a fronte delle 900 mila-un milione come da previsioni di Marchionne: "È la dimensione per salvare tutti gli impianti. Questo risolverebbe anche il problema di Termini Imprese".

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