Fiere: Lombardi (FI), "sul sistema fieristico la Regione sbaglia di nuovo"

Fiere: Lombardi (FI), "sul sistema fieristico la Regione sbaglia di nuovo"

RIMINI - Sette anni fa la Giunta Errani opportunamente dal punto di vista culturale, ma maldestramente dal punto di vista economico, privatizzò gli Enti Fieristici della nostra Regione, facendo un grosso regalo ad alcune associazioni di categoria che poi, come nel caso di Fiera Bologna, a distanza di poco tempo hanno ricavato enormi guadagni dalla recente vendita delle loro azioni.

 

Nel Consiglio di martedì, facendo marcia indietro, la maggioranza di centrosinistra ha deciso di rientrare nella compagine azionaria delle società di gestione delle fiere emiliano-romagnole, spendendo 23 milioni di euro solo pochi minuti dopo essersi lamentata per un presunto taglio del Governo alla sanità per 30 milioni di euro.   

 

Ma si badi bene, questi 23 milioni di euro, di cui 9 destinati a Rimini, non andranno a sostegno del sistema fieristico e quindi anche della Fiera di Rimini, andranno invece nelle casse di Comuni e Province (compresi il Comune e la Provincia di Rimini) per l'acquisto di un ininfluente 5% di azioni.

 

Il Presidente Errani e l'Assessore Campagnoli hanno sostenuto in aula che al di la della esigua partecipazione del 5%, l'operazione serve alla Regione per stringere patti di sindacato con gli altri enti locali ed influenzare così le scelte strategiche dell'intero sistema fieristico regionale per ottimizzare la gestione e per fare massa critica sul fronte della internazionalizzazione delle fiere.

 

Tradotto significa che per convincere le società fieristiche della nostra Regione a fare acquisti in comune e mettere in comune alcuni servizi ottenendo così dei notevoli risparmi e per andare assieme ad organizzare Fiere all'estero è necessario comprare 23 milioni di euro di azioni che vanno nelle casse degli Enti Locali.

 

Possibile che amministratori oculati, già soci delle società di gestione delle Fiere, non comprendano da soli la bontà di una strategia integrata dell'attività fieristica? Possibile che la Ragione non abbia il potere o l'autorevolezza per governare ugualmente questi processi virtuosi? Possibile che fosse necessario un impegno così ingente per entrare come soci e non si potesse invece spendere meno per le azioni ed investire la differenza direttamente sul sistema fieristico che subisce effettivamente la concorrenza di Milano e delle altre Fiere internazionali?

 

I più maliziosi potrebbero pensare che in questo modo Errani e Campagnoli si costruiscono un percorso per influire non sulle grandi strategie ma sulla quotidianità della vita delle nostre Fiere e magari qualcuno si prepara ad assumere un ruolo importante in una possibile holding regionale delle Fiere.

 

I più ingenui, si possono limitare a prendere atto che questa è una operazione costosa e superflua per dare un contributo ad alcuni Comuni e Province e che allo stato attuale non da nulla al nostro sistema fieristico esposto invece al vento della grande competizione interna ed internazionale.

 

E va ricordato, io l'ho ricordato in aula ad Errani, che sbagliare strategia sulle Fiere significa penalizzare anche tutto l'indotto che ruota intorno ad esse con ripercussioni pesanti su tutto il contesto economico regionale.

 

Marco Lombardi

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