Fini a Ravenna: ''Investire sui settori strategici''

Fini a Ravenna: ''Investire sui settori strategici''

Fini a Ravenna: ''Investire sui settori strategici''

RAVENNA - Gianfranco Fini spazia a tutto campo nella sua visita a Ravenna, dove ha partecipato mercoledì pomeriggio ad un incontro ufficiale in Comune e poi successivamente all'Assemble di Confindustria chiudendo l'evento. Davanti agli industriali il presidente della Camera ha ammesso che "il livello di corruzione non e' diminuito" in politica. Ecco perché per la terza carica dello Stato oggi "c'è qualche cosa che non funziona", che fa affrontato con "la cultura della legalita', la dedizione al bene comune e l'etica pubblica".

 

FINI A RAVENNA, LE FOTO

 

INVESTIMENTI STRATEGICI. "C'e' la necessita' di individuare, nell'ambito di una politica di controllo delle spese e di rigore, dei settori strategici, perche' gli altri Paesi non aspettano". E' quanto ha detto il presidente della Camera, Gianfranco Fini, alla platea della sala consiliare del Comune di Ravenna, dove si è recato in visita mercoledì. Fini è stato accolto dal sindaco, Fabrizio Matteucci,  dal Presidente del Consiglio comunale Valter Fabbri e dal Presidente della Provincia, Francesco Giangrandi. 

 

IL PDL DISERTA. Nella sala mancavano all'appello molti esponenti del Pdl ravennate, come il capogruppo Fi-Pdl, Eugenio Costa, ma soprattutto il consigliere regionale Gianguido Bazzoni. A rappresentare la Regione c'erano i consiglieri Pd Mario Mazzotti e Miro Fiammenghi. Fini ha evidenziato nel suo discorso come altri Paesi come l'Italia, alle prese con la crisi economica, "investono su settore strategici".

 

E allora, ha chiosato Fini, "non si puo' continuare a dire a ogni pie' sospinto che la ricerca, la tecnologia, la tecnologia d'eccellenza e alcuni settori piu' avanzati sono il biglietto da visita che l'Italia puo' giocare in una competizione globale, e poi non fa seguire politiche conseguenti". Infine, ha concluso, "le sfide di domani gia' bussano alle porte".

 

MATTEUCCI: SUPERARE LO SCONTRO. Matteucci si è rivolto a Fini evidenziando la necessità di superare "uno scontro politico aspro come un limone sott'aceto", in quanto "si puo' essere avversari, ma mai nemici che vanno annientati anche con armi non convenzionali". Il primo cittadino ha citato come esempio Arrigo Boldrini e Benigno Zaccagnini, i cui busti sono presenti nell'anticamera dell'aula consiliare del municipio di Ravenna che si guardano in faccia, a ricordo della loro "profonda amicizia".

 

RESISTENZA. Matteucci ha ricordato che lo stesso Fini, "parlando della Resistenza e della lotta partigiana, ha detto che 'a questi uomini che vollero vivere da cittadini liberi in un Paese libero deve andare sempre la gratitudine degli italiani'". Parole alle quali il presidente della Camera ha applaudito. Tornando allo scontro politico attuale, il primo cittadino ha evidenziato come Fini sia "uno dei leader piu' importanti del centrodestra", percio' se "qualcuno adesso la chiama 'compagno Fini' sono i suoi alleati che la vogliono colpire, o ambienti di sinistra diciamo un po' ingenui".

 

"Chi guida le  istituzioni deve garantire e tutelare il bene comune e fare in modo che tutti abbiano gli stessi diritti", ha osservato Matteucci. Il sindaco ha quindi riconosciuto che l'ex leader di Alleanza Nazionale "è un uomo delle istituzioni e svolge questo ruolo con grande consapevolezza e sensibilità".

 

LE PRIORITA' DI RAVENNA. Il sindaco ha approfittato della presenza del presidente della Camera per "un breve accenno all'agenda" dei problemi di Ravenna, che "ha bisogno di infrastrutture: sono anni che chiediamo un impegno serio del Governo per la  E55". Matteucci ha poi puntato il dito contro la finanziaria, che "taglia le gambe anche a Comuni che hanno i conti in ordine come il nostro. Rischiamo di non riuscire piu' a  garantire i servizi ai cittadini". La crisi, osserva, "non deve gravare  sulle spalle dei soliti noti".

 

L'ultimo tema che Matteucci ha affrontato è "la candidatura di Ravenna a Capitale europea della cultura. La cultura e' una risorsa di Ravenna e dell'Italia: certamente una leva per rilanciare l'economia, per promuovere la Ravenna dei nuovi talenti".

 

LA FIRMA. L'incontro si è concluso con l'intonazione dell'inno d'Italia. Al termine, Fini ha firmato, su invito del sindaco, il libro d'onore della città scrivendo la seguente dedica: "Alla città di Ravenna, carica di storia e di cultura, patrimonio dell'umanità, artefice di coesione sociale, esempio di senso civico. Con gratitudine per l'accoglienza, Gianfranco Fini". Nell'occasione il sindaco ha regalato al presidente della Camera una copia del libro edito da Franco Maria Ricci sui nostri mosaici.


Commenti (1)

  • Avatar anonimo di pm
    pm

    Che alto senso delle istituzioni hanno i politici del PDL ravennate! La terza carica dello Stato partecipa ad un incontro ufficiale in Comune , ma loro sono assenti, per le diatribe politiche interne al loro partito. Avessero almeno protestato per le vergognose vicende relative a Cosentino, Scajola o Brancher, tutti molto stimati dal loro capo. (Patrizio)

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