Fiom in piazza, Landini: ''Mai così tanti''

Fiom in piazza, Landini: ''Mai così tanti''

Fiom in piazza, Landini: ''Mai così tanti''

ROMA - Una manifestazione affollatissima e pacifica. In migliaia si sono recati a Roma per il corteo della Fiom. Nella capitale sono giunti 7 treni speciali e 700 pullman. "Non siamo mai stati così tanti - ha affermato il segretario generale Maurizio Landini -. E' una piazza che unisce, con una partecipazione che non ha precedenti". Landini ha anche attaccato il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, dandogli dell'irresponsabile per aver ventilato la possibilità di incidenti.

 

"Il lavoro deve tornare un elemento centrale, Pomigliano non può essere la norma e il contratto nazionale va difeso per tutti", ha aggiunto il segretario. "Se c'è democrazia in questo Paese è perchè chi lavora e produce l'ha conquistata e l'ha estesa - ha continuato -. Abbiamo il dovere di continuare questa battaglia e per continuare è necessario che si arrivi a proclamare lo sciopero generale".

 

Alla manifestazione hanno partecipato tra gli altri anche Nicki Vendola, Paolo Ferrero, Oliviero Diliberto, Sergio Cofferati, Antonio Di Pietro e Ignazio Marino. In piazza era presente anche il segretario Cgil Guglielmo Epifani: "Il Paese sta rotolando, da mesi è lasciato a sé stesso - ha detto -. C'è una situazione sociale molto pesante che richiede un cambiamento profondo delle politiche economiche. Siamo in piazza per i diritti, il lavoro, per il contratto. Un contratto senza deroghe".

 

Il leader Cgil ha aggiunto che il modello Pomigliano deve essere "superato con un accordo che garantisca investimenti e occupazione, ma anche diritti". Parlando della situazione del Paese, il leader della Cgil ha evidenziato che "aumentano i disoccupati, i casi di crisi aziendale, che è difficile risolvere se non c'è un impegno del governo e se le imprese approfittano della crisi per ridurre i diritti".

 

Quindi ha attaccato il governo: "Ha fatto poco e male, ha diviso i sindacati: in tutta Europa i sindacati scioperano insieme, da noi in campo c'è soltanto la Cgil e questo indebolisce il fronte del movimento dei lavoratori, soprattutto in un momento di crisi, in cui è invece necessario lottare insieme".

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