Firenze: giudice in malattia recita a teatro. Rischia azione disciplinare

Firenze: giudice in malattia recita a teatro. Rischia azione disciplinare

Firenze: giudice in malattia recita a teatro. Rischia azione disciplinare

Era ancora in malattia ma ha recitato in uno spettacolo teatrale. Un giudice del tribunale del riesame di Firenze, Bruno Maresca, ora potrebbe rischiare un'azione disciplinare. Il suo rientro in servizio era infatti previsto per il 25 febbraio. "Se accerteremo un comportamento dissonante dalle regole - spiega il presidente del tribunale di Firenze, Enrico Ognibene - il caso potrebbe essere segnalato a chi è titolare di decidere sull'eventuale azione disciplinare''.

 

Lo spettacolo in cui ha recitato Maresca è stato scritto da lui 10 anni fa ed il ricavato della serata è stato devoluto alle vittime del terremoto di Haiti. Il giudice ha scritto in merito una lettera a Ognibene e al presidente della sezione riesame spiegando come, dopo l'intervento alla valvola aortica subito, gli accertamenti hanno messo il luce una situazione tranquillizzante.

 

"Tanto è vero che - spiega Maresca - avevo prospettato al presidente di sezione l'eventualità di rientrare in servizio anzitempo, se il medico mi avesse autorizzato. Il presidente mi disse di non affrettare i tempi della guarigione. L'esibizione in teatro non ha richiesto alcuno sforzo da parte mia".

 

Maresca chiede che venga difesa ''la reputazione di un magistrato che ha sempre fatto il suo dovere, suscitando l'invidia di qualche frustrato, che si è preoccupato di affiggere locandine in tribunale. In oltre 30 anni di lavoro non ho mai preso un giorno di malattia''.

 

Replica l'interessato:

 

Non avevo nulla da nascondere, avendone informato il Presidente di Sezione. Visto che contro la mia volontà sono finito su tutti i siti internet, trasmetto le numerose attestazioni di stima e solidarietà (risparmiandole le mails) delle associazioni benefiche per le quali mi sono sempre prodigato in maniera del tutto disinteressata ed, anzi , rimettendoci personalmente di tasca mia perchè non ho mai richiesto un centesimo neppure per il rimborso delle spese.


In assoluta buona fede ho ritenuto di dare un minuscolo contributo al disastro di Haiti (gocce di solidarietà, come mi ha scritto un'associazione) mai immaginando che mi avrebbero fatto passare per assenteista, dopo avere subito un serio intervento chirurgico (sostituzione dell'arco ascendente dell'aorta e della valvola aortica) con esiti postoperatori (fibrillazioni atriali ed amaurosi cioè cecità monoculare transitoria) e assunzione tuttora in corso di un numero considerevole di farmaci. 


Un'ora di passatempo (perchè di questo si tratta, visto che sono l'autore della piece da me scritta undici anni fa, che l'ho rappresentata decine di volte e che il mio personaggio rimane su una poltrona inattivo per oltre mezz'ora) peraltro a fin di bene è la stessa cosa che esaminare fascicoli processuali non di rado composti da centinaia di pagine? Non mi pare proprio e comunque a conforto di quanto affermo Le allego una riflessione sul punto di una stimata psichiatra fiorentina che spiega bene la macroscopica differenza, del resto  assolutamente pacifica nella letteratura scientifica. Questo solo per ristabilire la verità che mi auguro finisca anch'essa sui siti internet.

Dott. Bruno Maresca

 

 

 

 

 

 

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