FIRENZUOLA - Legge regionale 1/2005, problemi per le aziende agricole

FIRENZUOLA - Legge regionale 1/2005, problemi per le aziende agricole

FIRENZUOLA - I notevoli costi che servono per realizzare fabbricati agricoli, l’obbligo di demolire le strutture agricole quando non più necessarie, i problemi legati alle modifiche degli indirizzi produttivi delle imprese agricole quando cambia il titolare dell’azienda a seguito di una successione o di un passaggio di proprietà.


Questi alcuni dei punti evidenziati da Coldiretti nella nota inviata giorni fa al sindaco di Firenzuola nella quale si delineano e illustrano le difficoltà ed i vincoli che le imprese agricole toscane stanno riscontrando nell’applicare la legge regionale 1/2005 “Norme per il governo del territorio”. Il sindaco di Firenzuola ha così scritto a Regione Toscana, in particolare agli assessorati al Territorio e all’Agricoltura, a Provincia di Firenze e alla Comunità Montana Mugello, ponendo le problematiche che il comparto agricolo sta affrontando nella sua applicazione. Nella lettera si fa notare che la legge regionale, con il fine più che lodevole e giusto di porre limiti alle trasformazioni urbanistiche forsennate del territorio, impone al contempo vincoli di dubbia ed onerosa applicazione alle imprese agricole.


Coldiretti elenca gli impedimenti che il settore agricolo ha riscontrato: in primo luogo la mancanza di una norma transitoria ha comportato che tutte le pratiche avviate prima dell’entrata in vigore della legge che non hanno concluso l’iter d’approvazione ad aprile 2007 risultano bloccate. In molti casi – si legge nella nota dell’associazione agricola - l’imprenditore sarà costretto a ripartire da capo con la progettazione e la domanda. Sono in particolare le condizioni imposte dall’articolo 41 – si legge ancora nella nota di Coldiretti - a costituire un oggettivo impedimento alla realizzazione di fabbricati necessari all’impresa agricola, in quanto comportano notevoli costi e rendono impossibile l’accesso al credito per finanziare le opere. In alcuni casi viene inoltre richiesto che l’imprenditore fornisca una fideiussione che resti in vita 10 anni a garanzia dell’impegno a demolire gli annessi una volta non siano più funzionali all’attività, fideiussione che rappresenta un costo rilevante ed un aggravio ingiustificato per il bilancio di un’azienda. L’obbligo di demolire i volumi tecnici quando non più necessari rende inoltre irrealizzabili fabbricati con il piano terra costituito da locali per l’attività agricola – magazzini, cantina, posteggio mezzi e attrezzatura - e con un piano superiore destinato ad abitazione, edifici che rappresentano, fra l’altro, la forma caratteristica dell’edilizia rurale toscana. Problemi poi si presentano con le modifiche degli indirizzi produttivi delle imprese agricole, modifiche – conferma la nota Coldiretti - che si verificano spesso quando cambia il titolare dell’azienda a seguito di una successione o di altro passaggio di proprietà e che, secondo la legge regionale, potrebbero determinare la variazione del patrimonio edilizio. Se ad esempio un’impresa agricola che avesse realizzato una stalla e, per problemi contingenti di mercato, decidesse di chiudere l’attività zootecnica dovrebbe demolire il fabbricato e questo renderebbe impossibile il ripristino dell’allevamento una volta che si manifestassero condizioni favorevoli.


Il Comune di Firenzuola si unisce all’appello di Coldiretti per chiedere alla Regione Toscana di intervenire, auspicando una rivisitazione ed un aggiornamento della legge regionale laddove sono state evidenziate le difficoltà di applicazione da parte degli operatori agricoli – conclude il sindaco nella lettera - nella salvaguardia e nella valorizzazione dell’unicità del meraviglioso paesaggio della nostra Regione, frutto anch’esso del grande rispetto culturale che le popolazioni agricole da sempre hanno avuto per l’ambiente in cui hanno vissuto.



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