Fiumi di denaro verso San Marino, il caso diventa diplomatico

Fiumi di denaro verso San Marino, il caso diventa diplomatico

Nella foto, la sede forlivese della Banca d'Italia

SAN MARINO - Diventa un caso diplomatico il nuovo capitolo dell'inchiesta "Re Nero" seguita dal pm di Forlì Fabio Di Vizio e scoppiata con il sequestro di 2,6 milioni di euro destinati sul Titano e contenuti all'interno di un portavalori che era appena uscito dalla filiale forlivese della Banca d'Italia. E proprio la banca centrale italiana ha chiarito, attraverso il direttore della filiale forlivese, Danilo Coppola, che quel trasferimento di denaro era "fuorilegge".

 

Lunedì alla Farnesina il segretario di Stato per gli Affari Esteri della Repubblica di San Marino, Fiorenzo Stolfi, ha incontrato il ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini, consegnandoli una nota ufficiale in cui si esprimono tutte le perplessità della Repubblica del titano sul provvedimento disposto dalla Procura della Repubblica di Forlì nei confronti del maggior Istituto di Credito di San Marino.

 

Nella nota si esprime la convinzione dell'infondatezza delle accuse rivolte, richiedendo il rispetto degli accordi tra i due Stati ed esprimendo un deciso richiamo al governo italiano a voler tempestivamente intervenire affinché non si ripetano errate interpretazioni delle norme vigenti che regolano i rapporti tra i due Paesi.

 

Il Ministro Frattini ha assicurato al collega sammarinese il massimo impegno per sbloccare la situazione, dichiarando che si attiverà immediatamente in tal senso con il Governatore della Banca d'Italia.

 

Intanto il direttore della filiale forlivese della Banca d'Italia, Rosario Coppola, dalle pagine dei quotidiani locali forlivesi spiega la sua versione dei fatti: "Io sapevo che il denaro era per il Monte dei Paschi di Siena - afferma all'edizione forlivese del ‘Resto del Carlino' - Avessi saputo che era per la Cassa di Risparmio di San Marino non avrei mai dato il consenso per lo smobilizzo. Perché in questo caso l'operazione è illecita e avrei dovuto sporgere una denuncia penale".

 

Intanto le indagini della procura di Forlì proseguono, incentrate su quel flusso di 2,6 milioni di euro suddivisi in bancone da 500 euro e su altri movimenti sui quali la magistratura vuole fare piena chiarezza.  

Commenti (1)

  • Avatar anonimo di Nemo
    Nemo

    Il direttore come al solito "non sapeva niente". In Italia ce n'è stato solo uno che "non poteva non sapere", gli altri cascano tutti dalle nuvole, ma nessuno vi fa caso. Pazienza, diamogli il beneficio del dubbio. Speriamo che la prossima volta sia più avveduto, altrimenti cambi mestiere. Il fatto che San Marino si lamenti fa solo crepare dal ridere. Il loro concetto di legalità è a dir poco fantasioso...

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