Foreste Casentinesi, censimento "al bramito"del cervo

Foreste Casentinesi, censimento "al bramito"del cervo

SANTA SOFIA - Il "re" del parco nazionale delle Foreste casentinesi è senz'altro il cervo. Queste montagne, oggetto di reintroduzione fin dai tempi dei Granduchi di Toscana, rappresentano il loro habitat ideale.
Da tempo i 36.000 ettari dell'area protetta - a cavallo tra Romagna e Toscana -  hanno superato i tremila esemplari. In settembre, stagione dell'accoppiamento, i maschi adulti emettono il suggestivo bramito che riecheggia tra le valli. In quel momento nel Parco comincia un grandioso ed emozionante concerto.

Si tratterà anche quest'anno di un vero e proprio evento della natura,  un'esperienza eccezionale, per i circa 700 appassionati, dall'Italia e dall'estero, che vengono ad effettuare il censimento "al bramito" del cervo.

Di notte i censitori, suddivisi in pattuglie di due operatori, si posizionano in assoluto silenzio in ogni angolo dell'oscura e antica foresta. Annotano per tre ore -  nel rispetto di tutte le specie - il numero, la distanza e la direzione di questi possenti versi.  Lavoreranno per due o tre notti nell'intento di conteggiare i maschi di cervo che bramiscono, per poi risalire al numero totale.
 
La rilevazione "al bramito" permette di stimare il numero totale di cervi e di valutare la loro distribuzione nello spazio. 
 
Il Parco nazionale lo torna ad organizzare - in collaborazione con il Corpo Forestale dello Stato, enti locali quali Province e Comunità Montane e soggetti privati - per il periodo dal 23 al 26 settembre.
La rilevazione si svolge nell'ambito delle azioni di monitoraggio istituzionali finalizzate alla stima e alla gestione delle diverse specie animali. L'appuntamento è principalmente passione per il cervo, rispetto per la natura e ricerca di avventura: una grande esperienza di volontariato. Ma è anche, e soprattutto, un grande evento collettivo che prende forma dalla comune voglia di condividere un'esperienza indimenticabile in foresta con persone che amano questo nobile e bellissimo ungulato.

Quando la parte operativa della rilevazione si conclude la tensione lascia spazio a momenti di socialità: si mangia assieme, si evocano racconti divertenti ed esperienze di conoscenza vissute, magari davanti al camino provvidenzialmente acceso in uno dei tanti rifugi. Sono occasioni per confrontarsi, trasmettere e imparare dagli altri i mille segreti di questi splendidi animali e degli ecosistemi incontaminati delle millenarie foreste casentinesi.

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