Foreste Casentinesi, nasce il Laboratorio per la Fauna e per la Biodiversità

Foreste Casentinesi, nasce il Laboratorio per la Fauna e per la Biodiversità

SANTA SOFIA - Nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna nasce una nuova importante realtà: il "Laboratorio per la Fauna e la Biodiversità".

Grazie alla collaborazione con l'Ufficio per la Biodiversità del Corpo Forestale dello Stato (U.T.B.), che ha concesso in comodato un edificio demaniale, il Parco Nazionale ha progettato una nuova struttura, localizzata a pochi passi da Camaldoli (Poppi, Arezzo), presso la Casa Forestale di Montanino.

 

Il Laboratorio per la Fauna e la Biodiversità, che sarà realizzato anche grazie ad un finanziamento comunitario concesso dalla Regione Toscana, nasce come base per le attività veterinarie (primo soccorso e prevenzione) e di gestione faunistica nell'area protetta, sulle quali l'Ente Parco è impegnato con forza da alcuni anni.

 

La struttura, che sarà gestita dal Parco in stretta collaborazione con il Coordinamento Territoriale per l'Ambiente del C.F.S., potenzierà ulteriormente l' intervento zooiatrico per la fauna selvatica del Parco, già oggi garantito da un veterinario addetto e da strumentazioni all'avanguardia. Allo stesso tempo la struttura permetterà l'organizzazione di attività innovative per il monitoraggio e la gestione delle specie più importanti, anche attraverso il coinvolgimento del mondo del volontariato e degli istituti scientifici. Sono in preparazione al proposito speciali accordi con facoltà universitarie specializzate nella gestione faunistica.

 

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Questi prevedono l'attività di numerosi tirocinanti, laureandi e dottorandi che frequenteranno il Parco per i loro studi. Tra le opportunità offerte dal nuovo laboratorio, che potrà anche ospitare gli operatori coinvolti, c'è quella connessa alle attività di "gestione faunistica partecipata": attività aperte a persone da tutta Italia e dall'estero che vogliano collaborare volontariamente col Parco facendo esperienze in genere riservate agli "addetti ai lavori", quali le catture e i censimenti di specie come il lupo ed il cervo. Il laboratorio sarà dunque attrezzato con apparecchiature e strumentazioni per un pronto intervento veterinario e per analisi e monitoraggi di base. La struttura opererà in sinergia con quelle analoghe del territorio esterno all'area protetta e con le istituzioni che operano nel settore, come i Servizi Veterinari delle ASL. Sarà un centro modello - dichiarano i responsabili del progetto nel Parco - che non solo non avrà costi di gestione significativi ma permetterà di trasformare la gestione faunistica in opportunità di lavoro e di studio per molti soggetti e, perché no, di creare un indotto economico per il territorio anche in termini di promozione del territorio e presenza turistica. Nei prossimi mesi sarà inoltre attivata un'altra importante realtà nel versante romagnolo, in loc. Pian di Rocchi (Premilcuore, Forlì-Cesena), dove la gestione faunistica del Parco sarà al centro di attività di vera e propria formazione ed educazione destinata agli operatori locali ed a soggetti professionalmente interessati di tutta Italia. 

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