Foreste Casentinesi: una "alleanza" per difendere il lupo

Foreste Casentinesi: una "alleanza" per difendere il lupo

Foreste Casentinesi: una "alleanza" per difendere il lupo

È stato presentato venerdi a Badia Morronese (Sulmona) in provincia dell'Aquila, il progetto Life Wolfnet, nella sede del Parco Nazionale della Majella. Partner del progetto sono il Parco nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, il Parco Nazionale del Pollino, la Provincia dell'Aquila, l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Regioni Lazio e Toscana,Legambiente e altri 8 enti pubblici, tra riserve naturali, parchi nazionali e regionali, province appenniniche, hanno cofinanziato il progetto, mentre tutte le regioni interessate dalle attività hanno reso il loro supporto istituzionale. Il Parco della Majella assume il ruolo di coordinatore.

 

"Dal punto di vista della popolazione la situazione è molto migliorata: siamo passati dai 70 - 80 esemplari degli anni '70 al migliaio di lupi appenninici dei giorni nostri - commenta Giorgio Boscagli, direttore del Parco nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna - e se prima l'approccio era pionieristico ora le modalità di gestione di questa fauna selvatica devono e possono essere di sistema. Life Wolfnet è un percorso di rete per evitare speculazioni e differenziazione nelle pratiche di monitoraggio e tutela del lupo appenninico". 

 

"L'approvazione del Progetto Life Wolfnet - spiega Nicola Cimini, direttore del Parco Nazionale della Majella - rappresenta il coronamento delle attività intraprese negli ultimi anni dal Parco Nazionale della Majella e ci aiuterà a uniformare i sistemi di monitoraggio e gestione della specie e a combattere la persecuzione illegale della specie".

 

 

Il progetto mira a ridurre il conflitto con le attività zootecniche, contrastare il fenomeno delle mortalità illegali, ridurre i rischi sanitari, minimizzare l'impatto delle attività antropiche sul ciclo biologico della specie e - in particolar modo - ad elaborare un modello gestionale, sostenibile sul lungo termine e rimodulato sulle caratteristiche territoriali, all'interno di altre aree della rete Appennino Parco d'Europa.

 

"Nell'anno internazionale della biodiversità è fondamentale raccontare come l'Appennino sia un contenitore di grande valore in Europa ed in Italia - dichiara Antonio Nicoletti, responsabile nazionale Aree protette e biodiversità Legambiente - un network per la protezione del lupo, la specie bandiera di questo territorio, serve ad evidenziare come progetti strategici e di rete, come Appennino Parco d'Europa (Ape), possano dare risposte sia in termini di sviluppo delle zone interne sia di protezione di habitat e specie"

Le principali azioni di progetto sono:

 

-creazione di un Network istituzionale per l'unificazione delle procedure decisionali relative alla gestione del lupo e per la sua conservazione nello spazio APE (Appennino Parco d'Europa);

- implementazione delle procedure di accertamento dei danni causati dal lupo alla zootecnia;

- strategie mirate di prevenzione del fenomeno delle predazioni da lupo sul bestiame e mitigazione del conflitto lupo-zootecnia, adattate alle realtà locali e non sviluppate su criteri generalisti;

- attività diagnostiche e specialistiche medico-legali ed investigative di contrasto alla persecuzione illegale nei confronti del lupo, mediante le attività dei medici veterinari dei parchi e la istituzione, nei tre parchi nazionali coinvolti, di Gruppi Operativi Specialistici;

- tutela nuclei riproduttivi di lupo e rilevamento precoce delle situazioni di  rischio tramite l'uso della telemetria satellitare

 

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