Forlì, 3.600 idoneità sportive rilasciate dall'Ausl ogni anno

Forlì, 3.600 idoneità sportive rilasciate dall'Ausl ogni anno

Forlì, 3.600 idoneità sportive rilasciate dall'Ausl ogni anno

FORLI' - Anche campioni come Andrea Dovizioso e le giocatrici della Fiorini di softball richiedono ogni anno, come tanti altri forlivesi, il certificato d'idoneità sportiva agonistica all'U.O. di Medicina dello Sport dell'Ausl di Forlì, diretta dal dott. Fiorenzo Rubboli. E' proprio questa la principale attività istituzionale dell'unità, che, ogni anno, rilascia circa 3.600 idoneità per attività sportiva agonistica e non. L'impegno della Medicina Sportiva non si esaurisce, tuttavia, su questo fronte, ma si esplica pure nel servizio ambulatoriale di sport-terapia nonché in un assiduo lavoro di promozione di attività fisica e stili di vita sani.

 

«Nell'ambulatorio di prevenzione di sport-terapia visitiamo soggetti con fattori di rischio o patologie sensibili all'attività fisica segnalatici dai medici di famiglia  e  prescriviamo loro quale sport praticare - spiega il dott. Rubboli - ogni anno, in quest'ambito, eseguiamo circa 320 prove da sforzo con cyclette o tapis-roulant a monitoraggio costante, valutando l'andamento dell'elettrocardiogramma, della pressione, e come il paziente tollera lo sforzo». Per diverse patologie, lo sport è particolarmente indicato. «Chi soffre di diabete, ipertensione arteriosa e, soprattutto, obesità - commenta il dott. Rubboli -  può ricavare notevoli vantaggi dall'attività fisica».

 

Un'indicazione, questa, valida comunque per tutti. «L'ideale sarebbe fare un po' di movimento ogni giorno, dai 30 ai 45 minuti - prosegue - altrimenti, almeno 5 giorni la settimana». Chiaramente, ciascuno deve regolare lo sforzo in base alla propria condizione. «L'importante è non esagerare, specie se non si ha un'adeguata preparazione - illustra il dott. Rubboli - occorre procedere progressivamente. Chi inizia, dovrebbe svolgere attività moderata, ad esempio nuoto, marcia o bici in pianura, trekking, golf. Lo stesso vale per gli anziani, cui si raccomanda una pratica non competitiva, con contenuto impegno cardio-circolatorio. In ogni modo, se si ha una certa età, è consigliabile, prima di intraprendere qualunque tipo di sport, una visita con prova da sforzo ed elettrocardiogramma». Oltre alla valutazione del proprio stato fisico, ci sono altri aspetti da considerare. «Sono indicazioni semplici ma che spesso si tende a dimenticare - chiosa il dott. Rubboli - come non fare sport per almeno 3 ore dopo i pasti, idratarsi adeguatamente, bevendo anche se non si avverte lo stimolo della sete, e, in estate, evitare le ore più calde». Per una buona pratica sportiva è poi necessaria una corretta alimentazione. «Una dieta equilibrata, ricca di acqua e di tutti i nutrienti è sufficiente per gran parte degli sforzi fisici richiesti dall'attività fisica - spiega il dott. Rubboli - non esistono alimenti che migliorano le prestazioni. Ai più giovani, in particolare, raccomando di non prendere integratori, di assumere vitamine e sali minerali attraverso i cibi piuttosto che sottoforma di farmaci e di ricordare che le compresse non sostituiscono né la frutta né la verdura. Infine, attenzione alle diete alla moda, ad esempio quelle che eliminano gli zuccheri: nella maggior parte dei casi sono dannose, soprattutto per gli organismi in crescita».

 

Da questo punto di vista, la Medicina Sportiva forlivese è in prima linea: il dottor Rubboli è referente aziendale per la promozione dell'attività sportiva e di corretti stili di vita e, come tale, partecipa a diversi proggetti regionali e locali. «Vado spesso a parlare a ragazzi e allenatori delle società sportive, nonché a incontri organizzati da Coni, Uisp o da altri enti, come l'Auser - illustra - l'anno prossimo, partirà anche uno specifico programma educativo rivolto agli studenti delle scuole elementari, medie e superiori. Da diversi anni, invece, lavoriamo col mondo scolastico nell'ambito dei giochi della gioventù, inviando medici a seguire la manifestazione».

 

Per quanto riguarda la certificazione d'idoneità sportiva, il target sono soprattutto i giovani, inviati dalle società sportive. Chi deve sostenere il test, grauito sino ai 18 anni, è chiamato a consegnare, da un mese a due giorni prima, un campione con le proprie urine, mentre nella data fissata occorre presentarsi muniti di tesserino sanitario e libro verde dello sportivo. Il campione può essere lasciato direttamente alla segreteria dell'unità (3° piano padiglione Allende, dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 11), oppure al centro prelievi di via Colombo (dal lunedì al sabato, dalle 7.30 alle 11), e del padiglione Vallisneri (dal lunedì al sabato, dalle 7.30 alle 11), o ancora, per chi non abita a Forlì, agli sportelli Cup periferici. «Nel caso di minori - indica Rubboli - preferiamo che siano accompagnati dai genitori. Alle società sportive, chiediamo invece di controllare attentamente che i propri iscritti effettuino l'esame, non facendo gareggiare chi non presenta il certificato: ne va della salute dei ragazzi. ». In ogni modo, al di là dell'agonismo, «consigliamo a tutti i bambini di fare qualche sport. Anche se non si è in perfetta forma o non si è particolarmente portati, si può trovare un'attività adatta alle proprie caratteristiche».

 

Gli adulti che necessitano dell'idoneità sportiva agonistica possono, invece, prenotare la prestazione, dietro pagamente del ticket, telefonando direttamente alla segreteria dell'unità, aperta dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 13.30 (tel. 0543 731854).

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