Forlì, a lezione di solidarietà. Concluso il convegno del Centro Studi Aziendale

Forlì, a lezione di solidarietà. Concluso il convegno del Centro Studi Aziendale

FORLI' - Come garantire il diritto alla salute alle persone più svantaggiate, in primis poveri e immigrati? E' il tema sul quale si sono interrogati esperti del mondo della solidarietà come Salvatore Geraci, Presidente della Società Italiana di Medicina delle Migrazioni (Simm) e responsabile dell'area sanitaria Caritas di Roma, e PierFranco Olivari, chirurgo pediatra, past president Naga Milano, che si è soffermato proprio sull'evoluzione del diritto alla salute in Italia e in Europa, nel corso del convegno "Centro Studi Aziendale Giovanni Donati per il Volontariato e la Solidarietà", andato in scena venerdì 3 dicembre, davanti a una fitta e variegata platea, composta da tanti universitari.

 

«Questa giornata ha un gran bel senso - ha commentato Salvatore Geraci - vedere insieme professionisti e studenti, che saranno i professionisti di domani, è molto importante: l'immigrazione è un tema complesso, dare ai giovani le chiavi di lettura per comprenderlo rappresenta un investimento per il futuro». Il presidente della Società Italiana di Medicina delle Migrazioni ha poi illustrato il risultato della ricerca, a cura della società, sulle politiche in materia di assistenza agli immigrati condotte da Regioni e Province autonome. «Abbiamo esaminato circa 700 atti formali, fra leggi regionali, piani sanitari regionali, delibere specifiche, circolari e note, redatti dal 1995 a oggi, in particolare quelli a partire dal 2002, anno in cui la devoluzione si è fatta più marcata - ha spiegato Geraci - tali atti sono stati valutati alla luce di alcuni indicatori espressione, a nostro avviso, di buone politiche, quali l'emanazione di linee guida in materia, la presenza di Osservatori regionali, la tutela di categorie particolari». Dall'indagine è emersa una situazione a macchia di leopardo. «Abbiamo trovato una metà di Regioni ben orientate su questi temi e un'altra metà meno - ha raccontato Geraci - tuttavia, la divisione non è quella canonica Nord/Sud, ma trasversale: ad esempio, la Lombardia è risultata fra le peggiori, mentre la Puglia fra le eccellenze».

 

Chiaramente, la ricerca presenta dei limiti. «La nostra analisi si è concentrata solo sugli atti formali, non siamo riusciti a controllare ciò che accade nella pratica - ha dichiarato il presidente - quindi, può darsi che al dettato normativo non seguano misure concrete o, al contrario, vi siano buone prassi nonostante l'assenza di una disciplina in materia». Salvatore Geraci è anche entrato nel merito del fenomeno immigrazione. «Su questo problema la disinformazione è tanta - ha spiegato - per capirlo, occorre inquadrandolo in un'ottica globale, quale frutto delle diseguaglianze fra le diverse aree del mondo. Non dobbiamo poi dimenticare, come riportano gli ultimi dati forniti da Banca Italia, che gli immigrati contribuiscono alla ricchezza del nostro paese fornendo l'11% del Pil italiano, e producono il doppio di quel che ricevono». Il volontariato sanitario gioca un ruolo importante in questa partita. «Ha contribuito ad abbattere i pregiudizi verso gli immigrati e far emergere il loro diritto alla salute - ha commentato Geraci - Il Centro Studi di Forlì? Ritengo sia una buona iniziativa, magari tutte le Aziende Usl ne avessero uno». Un esempio di volontariato sanitario è quello raccontato da Marco Rossi di Emergency, che ha illustrato l'esperienza del poliambulatorio di Palermo per persone in difficoltà.

 

«Abbiamo aperto nel 2006 in seguito all'analisi di precisi bisogni della popolazione - ha dichiarato Rossi - da allora, abbiamo assistito oltre 40mila persone, fra immigrati, con o senza permesso di soggiorno, e, in misura minore, italiani, spesso impossibilitati ad acquistare ausili quali occhiali, protesi, dentiera. All'interno, eroghiamo sia prestazioni di medicina di base sia specialistiche, in stretta collaborazione con l'Ausl locale, visto che caratteristica precipua di tutti i nostri progetti è la stretta collaborazione con le istituzioni sanitarie, in Italia come all'estero». Sulla scorta dell'esperienza di Emergency, anche il Centro studio dell'Ausl di Forlì ha realizzato, insieme al Centro Caritas "Buon Pastore", un ambulatorio per le persone in difficoltà. In 16 mesi di lavoro, dall'11 febbraio 2009 al 31 luglio 2010, sono state visitate in ambulatorio 100 persone, di cui 71 maschi, con età media 30 anni, e 8 minori. Complessivamente, sono state effettuate 200 visite, nell'ottica di una presa in carico del paziente che ha evitato accessi impropri sia alle strutture ospedaliere sia al Pronto Soccorso. Nel corso dei lavori sono state, inoltre, presentate le iniziative dell'Azienda Usl di Forlì a favore delle donne immigrate, in particolare percorso nascita per l'assistenza alla gravidanza e al parto, nonché le missioni umanitarie effettuate nell'ultimo anno dai professionisti dell'Azienda nel mondo.

 

Uno spazio è stato riservato anche ai giovani, con l'intervento di un gruppo di liceali forlivesi sulla propria esperienza al convegno mondiale di Venezia "The future of Science: Viruses, the invisible enemy". «In quest'occasione abbiamo avuto la possibilità di confronatrci e dialogare con medici di fama mondiale, compreso un ex premio Nobel - ha raccontato Antongiorgio Tonioli, della 3° B del liceo classico "G.B. Morgagni" - è stata una grande emozione. Durante i tre giorni si è parlato di virus e società, cancro, e pandemie, con un marcato accento sulla solidarietà verso i paesi in via di sviluppo. Personalmente, ho apprezzato molto le sessioni riguardanti le nuove terapie per il contrasto ai virus».

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