Forlì: a tutti i diciottenni gli auguri dell'Avis con l'invito a donare il sangue

Forlì: a tutti i diciottenni gli auguri dell'Avis con l'invito a donare il sangue

Forlì: a tutti i diciottenni gli auguri dell'Avis con l'invito a donare il sangue

FORLI' - Durante l'emergenza del terremoto in Abruzzo all'Avis di Forlì sono arrivate almeno 15 telefonate al giorno. Insomma, il dono del sangue continua ad essere avvertito come un gesto di responsabilità. Per questo l'Avis di Forlì  punta a quota tremila donatori. A tutti i giovani forlivesi che compiono 18 anni arriverà dal Comune una lettera contenente un biglietto dell'Avis con gli auguri di buon compleanno e l'invito a diventare un donatore.

 

Attualmente i donatori attivi in città sono 2.700, con un trend di crescita dei nuovi aderenti molto rallentato dall'uscita di persone che per motivi vari non lo sono più (trasferimenti di residenza, insorgere di malattie, limiti di età etc.). "Queste cancellazioni vanno a beneficio della sicurezza del sangue- spiega il presidente comunale dell'Avis Fabrizio Francia-, purtroppo però quest'anno ne dovremo fare molte". Ecco, quindi, che l'obiettivo dei tremila donatori diventa un traguardo ambizioso.

 

"Abbiamo fatto un'analisi dei nostri dati- continua Francia- ed emerge che se per donazioni siamo al pari della media regionale, siamo sotto la media nel rapporto tra donatori potenziali ed effettivi". Ecco, quindi, l'esigenza di ampliare la platea di chi dona il sangue, secondo lo slogan dell'Avis ‘donare tutti, donare meglio'.

 

La vocazione del dono del sangue a quanto pare non manca a Forlì: nel periodo caldo del terremoto in Abruzzo, circa 15 persone al giorno telefonavano alla sede dell'Avis per avere informazioni su come si diventa donatori. "A 18 anni si esercitano appieno i diritti, ma anche i doveri"aggiunge il sindaco Nadia Masini, che si richiama alla "maturazione di un'idea di solidarietà sociale, sotto l'aspetto dell'educazione". "Questa busta- conclude il sindaco- arriva nelle case, la leggono tutti i famigliari e si fa informazione".

 

Per i donatori, oggi, esiste un percorso sanitario semplificato, che permette di svolgere tutte le analisi in un solo giorno. L'Ausl, insomma, fa la sua parte. "E a Pievesestina abbiamo realizzato un grande laboratorio trasfusionale che lavorerà e distribuirà il sangue", aggiunge il direttore generale Claudio Mazzoni.

 

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"Il dono del sangue per un diciottenne- conclude l'assessore alle Politiche giovanili Liviana Zanetti- offre ai giovani l'opportunità di essere protagonisti e di riempire con la responsabilità e la solidarietà quel vuoto esistenziale che spesso viene colmato con droghe e alcol".

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