Forlì, acqua pubblica. Il Comitato: ecco perchè votare i due "sì"

Forlì, acqua pubblica. Il Comitato: ecco perchè votare i due "sì"

Il  19 Luglio 2010 abbiamo consegnato in Cassazione il milione e quattrocento mila firme raccolte in 3 mesi circa di campagna. La portata dell'evento la definiremo storica visto che nessun altro referendum, nella storia della Repubblica, ha raccolto così tante adesioni. Quelle firme unisce uomini e donne, dal nord al sud d' Italia, in un percorso che vuole riaffermare un diritto fondamentale e che in questo cammino sta costruendo un nuovo modo di pensare e fare politica.

 

Sul tema dell'acqua si è costituito, per la prima volta dopo decenni, un vero e proprio movimento nazionale di massa. La Corte costituzionale, in data 12 gennaio 2011, ha deliberato in ordine all'ammissibilità delle seguenti richieste di referendum abrogativo ha ammesso 2 dei 3 quesiti referendari promossi dal Forum dei Movimenti per l'acqua.

 

PRIMO QUESITO: fermare la privatizzazione dell'acqua

Si propone l'abrogazione dell'art. 23 bis (dodici commi) della Legge n. 133/2008 , relativo alla privatizzazione dei servizi pubblici di rilevanza economica.

Abrogare questa norma significa contrastare l'accelerazione sulle privatizzazioni imposta dal Governo e la definitiva consegna al mercato dei servizi idrici in questo Paese.

 

SECONDO QUESITO: fuori i profitti dall'acqua

Si propone l'abrogazione dell''art. 154 del Decreto Legislativo n. 152/2006 (c.d. Codice dell'Ambiente), limitatamente a quella parte del comma 1 che dispone che la tariffa per il servizio idrico è determinata tenendo conto dell' "adeguatezza della remunerazione del capitale investito".

 

Poche parole, ma di grande rilevanza simbolica e di immediata concretezza. Perché  la parte di normativa che si chiede di abrogare è quella che consente al gestore di ottenere profitti garantiti sulla tariffa, caricando sulla bolletta dei cittadini un 7% a remunerazione del capitale investito, senza alcun collegamento a qualsiasi logica di reinvestimento per il miglioramento qualitativo del servizio. Abrogando questa parte dell'articolo sulla norma tariffaria si impedisce di fare profitti sull'acqua.

 

Su un bene essenziale che a tutti appartiene, devono essere le donne e gli uomini di questo Paese a poter decidere: ora tutto questo diventa possibile e nella prossima primavera il popolo italiano potrà pronunciarsi. E potrà finalmente decidere se l'acqua debba essere riconosciuta un bene comune e un diritto umano universale o continuare ad essere considerata una merce per i profitti dei capitali finanziari e delle grandi multinazionali.

 

E' con grande soddisfazione che ci apprestiamo quindi a lanciare la fase decisiva della battaglia per la ripubblicizzazione dell'acqua, un percorso che ha permesso a questo Paese di confrontarsi con una nuova realtà: una amplissima coalizione sociale dal basso, senza padrini politici, senza potentati economici e nel più totale silenzio dei grandi mass media. Con i referendum sull'acqua - e il concomitante quesito contro il nucleare - si apre per questo paese la straordinaria opportunità di conseguire, dopo decenni, una prima grande vittoria popolare contro le politiche liberiste. Per questo riteniamo che il filo comune che lega le mobilitazioni per l'acqua a tutte le lotte territoriali per i beni comuni, alle mobilitazioni studentesche e del mondo della ricerca e della formazione, alle lotte dei precari e di tutti i lavoratori debba divenire trama di un nuovo tessuto sociale che, sulla riappropriazione collettiva dei diritti sociali e dei beni comuni e sulla loro gestione partecipativa, indichi un nuovo modello di società.

 

Comitato Referendario 2SI per Acqua Bene Comune - Forlì 

Commenti

Notizie di oggi

I più letti della settimana

    -
    -