Forlì, aeroporto. Bulbi alla Fondazione: "L'holding con Rimini non è perdere tempo"

Forlì, aeroporto. Bulbi alla Fondazione: "L'holding con Rimini non è perdere tempo"

Forlì, aeroporto. Bulbi alla Fondazione: "L'holding con Rimini non è perdere tempo"

FORLI' - Sul futuro dell'aeroporto Ridolfi il presidente della provincia di Forlì-Cesena Massimo Bulbi chiede alla Fondazione Cassa dei Risparmi maggiore impegno. Se da una parte il presidente Piergiuseppe Dolcini, nel corso di una recente conferenza stampa ha dichiarato di considerare una perdita di tempo l'holding con Rimini, Bulbi replica: "Non ritengo affatto una perdita di tempo il rapporto con l'aeroporto di Rimini".

 

Ricorda alla Fondazione Carisp l'impegno degli enti, Bulbi: "Oggi credere nell'aeroporto significa principalmente reperire e impegnare risorse finanziarie, scelte non facili fatte da Provincia, Comune di Forlì, Camera di Commercio e Regione. Sono dell'opinione che le Fondazioni bancarie dovrebbero essere in prima linea nel supporto allo sviluppo economico locale e sostenere un aeroporto rientra in questa missione".

 

Quindi sul rapporto con Rimini, e con Bologna (quest'ultimo fortemente sostenuto da Dolcini: "A differenza del Presidente Dolcini, invece, non ritengo affatto una perdita di tempo il rapporto con l'aeroporto di Rimini. Nessuno dei due scali potrà valorizzare al massimo il suo potenziale fino a quando ci sarà una concorrenza al ribasso di cui traggono giovamento solo le compagnie aeree più spregiudicate. La privatizzazione di una holding degli aeroporti di Forlì e Rimini uniti può essere una soluzione di un problema di rilievo regionale. Dico regionale perché, come viene rilevato correttamente, anche l'aeroporto di Bologna è uno degli attori di questo sistema, il quale, però, si è tirato puntualmente indietro ogni volta che si è parlato di fare sistema. Mi auguro quindi che la Fondazione abbia delle argomentazioni forti per convincere il Marconi - che è a maggioranza privata - a sviluppare un rapporto non ancillare con gli altri scali del territorio".

 

Va all'incasso del riconoscimento del giudizio di strategicità da parte di Sa.Ve., la società dell'aeroporto di Venezia, che ha partecipato alla manifestazione di interesse per la privatizzazione. Dice Bulbi: "Purtroppo non si è concretizzata in un'offerta soprattutto per la problematica sopra rilevata: la situazione di concorrenza di un vicino aeroporto i cui enti pubblici soci pagano a piè di lista". La Fondazione, invece, avrebbe potuto spendere le sue carte con la sua presenza nel fondo F2i: "Certo, sarebbe stato meglio trattare con più interlocutori, di cui uno poteva essere anche F2i. Continuo a domandarmi perché F2i non abbia neanche partecipato al recente bando con una sua manifestazione di interesse, nonostante avesse avuto il sostegno di tutti gli amministratori del territorio e fosse partecipata proprio dalla Fondazione. In ogni caso, siamo lieti di leggere che il fondo F2i sia interessato a tornare in corsa: ciò conferma sia la valutazione di Sa.Ve., sia la strada intrapresa dagli enti locali, secondo cui la privatizzazione della holding Forlì-Rimini è ancora più attrattiva, tanto da raccogliere già due informali interessamenti".

 

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Ed infine: "L'importante è concludere i tempi delle "ricette giuste" proposte il giorno dopo per dire che cosa si doveva fare il giorno prima. Certo dell'importanza delle fondazione bancarie, è il momento di rimboccarsi le maniche per ottenere un risultato che, lo ricordo, può essere costruito solo in un lavoro di squadra", conclude Bulbi.

Commenti (6)

  • Avatar anonimo di d_a_v_i_d_e
    d_a_v_i_d_e

    Quando per oltre vent'anni è Forlì è stata la pista di riserva di Bologna l'aeroporto non era affatto un'assurdità, nè tantomeno pareva esserlo quando pochi mesi fa si sfiorava il milione di passeggeri. Alla logica dei troppi aeroporti nei 100 chilometri si sovrappone qulla politica, è qui che i conti non tornano.

  • Avatar anonimo di franco61
    franco61

    Mi spiace veramente di cuore per i dipendenti che rischiano il posto, ma penso che tre aereoporti in forse neppure 100 km e Forlì sta in mezzo sia una vera e propria assurdità. La regione se, come dice, vuole fare sistema, deve capire quando le cose non stanno in piedi perchè illogiche e agire di conseguenza. Il Sindaco di Forli e il presidente della provincia dovrebbero spingere per ottenere qualcosa in cambio per l'evenuiale e da me auspicata chiususa dell'inutile aeroporto, ad esempio un effettiva utilizzazione dello scalo merci di Villa Selva che rischia, se già non lo è, di diventare una cattedrale nel deserto come Sapro. Chiudiamo sto pozzo senfa fine di spreco di danaro non dimenticandoci assolutamente dei dipendenti. Concordo pienamente con schietto

  • Avatar anonimo di d_a_v_i_d_e
    d_a_v_i_d_e

    No, perchè a Bologna e Rimini gli aerei atterrano in verticale, senza sorvolare la città! Ma sì, per prendere l'aereo possiamo andare a Bologna o Rimini, così pure per prendere il treno, o per curarci, chiudiamo anche Tribunale (basta Bologna), università e già che ci siamo anche il casello autostradale! Ma perchè non prendete armi e bagagli e vi trasferite nel capoluogo o in riviera?!

  • Avatar anonimo di Marafone
    Marafone

    Concordo con Schietto e dissento da Tomcat, oltre alla perdita economica della collettività (le nostre tasse ...che potrebbero essere impiegate in modo migliore) vi è il sorvolo della città!!

  • Avatar anonimo di schietto
    schietto

    @tomcat L'aeroporto andrebbe chiuso, una volta per tutte per risolvere il problema. coi soldi che risparmiamo si possono pagare casse integrazioni lunghissime anche ai precari e favorire in qualche modo il loro reimpiego. Costerebbe molto meno alla collettività. Ogni mese in meno risparmieremmo 450mila euro, hai voglia a pagare casse integrazioni con una cifra del genere. Per l'aereo possiamo tranquillamente prenderlo a Bologna e Rimini, che a fare qyualche km in più non muore nessuno. A Forlì l'aeroporto che comporta il sorvolo di mezza città non serve a nessuno

  • Avatar anonimo di Tomcat
    Tomcat

    Parole, parole, parole .. I fatti dove sono? Noi precari che siamo senza lavoro chi da gennaio e chi da marzo (e non siamo due o tre come ha dichiarato qualcuno) dobbiamo continuare a sentire solo delle parole? I nostri colleghi che sono in cassa integrazione cosa devono sentire, solo parole? E specialmente cosa dobbiamo dire alle nostre famiglie? Parole, soltanto parole...:(

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