Forlì, aeroporto. Centinaia di lavoratori in pena per il posto di lavoro

Forlì, aeroporto. Centinaia di lavoratori in pena per il posto di lavoro

Forlì, aeroporto. Centinaia di lavoratori in pena per il posto di lavoro

FORLI' - I lavoratori dell'aeroporto Ridolfi di Forlì si sono organizzati in comitato per far sentire la loro voce tra la moltitudine di opinioni che ormai si moltiplicano sullo scalo forlivese in crisi. L'iniziativa arriva agli sgoccioli, in un momento in cui, a detta delle istituzioni, l'aeroporto forlivese versa in una crisi ancora più accentuata e servono ulteriori ripiani per dare una boccata d'ossigeno alle casse ormai prosciugate della Seaf, la società di gestione.

 

Secondo il neonato comitato 'Difesa, sviluppo e privatizzazione dell'aeroporto Ridolfi' lo scalo forlivese dà lavoro a circa duecento persone e a mille in totale se si considera l'indotto. Tutte persone che in questa fase sono preoccupate per l'occupazione o per le opportunità di lavoro che potrebbero saltare a causa del fallimento della società. Il comitato è presieduto da Massimiliano Malavolti, impiegato dello scalo da sette anni. Mercoledì il comitato ha tenuto una conferenza stampa.

 

L'analisi del comitato, in buona sostanza, ribadisce tutte le tesi a sostegno dello scalo che in questi anni hanno alimentato le speranze di un decollo dello scalo forlivese. Ma neanche una postilla di critica sull'origine della voragine di debiti in cui da anni si trova lo scalo forlivese. Di chi è la responsabilità del deficit ormai sempre più consistente della Seaf? "Non vogliamo entrare in polemica con nessuno, ma solo tutelare il nostro posto di lavoro", risponde Malavolti.

 

Tuttavia, gli unici strali polemici sono, invece, per i giornali che informano sullo stato dei conti dello scalo. Solo su di loro è duro Malavolti: "Ci vuole una difesa dell'aeroporto e le campagne di informazione negative devono cessare". Il presidente del comitato parla quindi di "martellamento continuo per mettere in cattiva luce l'aeroporto". E ancora il presidente: "Nessuno è contrario all'aeroporto, neanche i residenti".

 

Per le parole del suo presidente "il comitato si vuole relazionare con enti, soggetti pubblici, privati e commerciali che possono avere un ruolo nel futuro dell'aeroporto". L'unica opzione possibile, per il comitato, è la privatizzazione dello scalo. Obiettivo a cui i dipendenti hanno contribuito con "turni massacranti per garantire i servizi".

Commenti (4)

  • Avatar anonimo di ReArtù
    ReArtù

    @livio76 Direi che puoi anche controllare meglio il tuo astio polemico. Già ora i dipendenti dell'aeroporto in parte vengono aiutati dalle amministrazioni pubbliche che risanano le perdite di bilancio ma ciò non vuol dire che si debba continuare in questo modo. Se la struttura non ha futuro è meglio prenderne atto e cercare una soluzione per chi ci lavora. Purtroppo, in questa crisi molti altri operai ne stanno pagando le conseguenze che sono derivate anche da scelte di sviluppo sbagliate.

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    livio76

    Vorrà dire che i "licenziati" derivanti dalla eventuale chiusura dell'aeroporto voluta dalla On.le Pirini e Soici, andranno a mangiare e dormire , a turno, a casa di coloro che faranno di tutto per chiudere il "Ridolfi". Siete d'accordo " Verdii e Sole che ride"????????

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    ReArtù

    I nostri vecchi erano soliti dire che con le chiacchere non si fan frittelle.

  • Avatar anonimo di lucas
    lucas

    Ogni città nel mondo nella quale ci sia un aeroporto possiede una marcia in più. Un porto o aeroporto che sia sono valore aggiunto per lo sviluppo economico nonché per la visibilità che la città stessa può avere all’interno di un sistema paese. Questa risorsa però, non va da se, ne tanto meno spinta dall’inerzia con la convinzione che basti avere un aeroporto e la strada per il successo e sicura. Da gennaio di questo anno si era aperto uno spiraglio, anzi ancora oggi c’è e proprio per questo motivo è il momento di non rimanere a guardare. Che l’aeroporto sia una risorsa per la città e non solo è fuori discussione, che spesso in questi anni sia stato gestito non bene pure, ma questo non vuol dire assolutamente che non si possa voltare pagina. Si può e si deve fare, bisogna crederci però, i progetti di questo tipo vanno accompagnati da una volontà politica forte, decisa e, perché no, da una dose vivace di passione. Non si può dubitare avendo in mano uno strumento come un aeroporto, per una città che, fra le altre cose, può diventare un punto di riferimento per tutte le altre vicine, sia per il turismo, il commercio, l’occupazione che genera e soprattutto per le opportunità di crescita per altri soggetti economici di tutto il territorio. Sarebbe da sciocchi irresponsabili perdere questa occasione, bisogna tirarsi su le maniche come avrebbero fatto i nostri nonni in situazioni simili. Complimenti al comitato che nasce oggi per mettere alla luce dinanzi alla cittadinanza il valore che l’aeroporto ha per la nostra città, invitando al sindaco e le giunte comunali di Forlì e dintorni ad’accompagnare con coraggio in questo ultimo sforzo al nostro Aeroporto sia per la gestione trentennale sia poi allo svolgimento della sua privatizzazione.

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