Forlì, aeroporto. L'Udc chiede la "cura SaVe"

Forlì, aeroporto. L'Udc chiede la "cura SaVe"

FORLI' - "Forlì, per il suo aeroporto, ha bisogno di una cura efficace, non di un'aspirina. Ha bisogno di un gestore specializzato che consenta di pianificare un'attività a medio e lungo termine, e non di un palliativo di 3 milioni di euro, che serve solo a tranquillizzare nell'immediato il territorio": lo dicono Silvia Noè e Andrea Pasini, Capogruppo UDC in regione e coordinatore romagnolo Udc.

 

"Oggi il mercato è fortemente competitivo, anche in ambito aeroportuale, e ogni intervento della Regione, per essere veramente efficace, deve fare i conti con questa logica. Attenzione, quindi, che la holding aeroportuale romagnola non rappresenti un'interferenza nella trattativa SAVE-SEAF, che rischierebbe di essere interpretata come un'azione di disturbo, finalizzata a non far perdere alla Regione il controllo su un asset importante", concludono i due esponenti Udc.

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