Forlì, aeroporto. La Regione si muove per la privatizzazione della holding

Forlì, aeroporto. La Regione si muove per la privatizzazione della holding

Forlì, aeroporto. La Regione si muove per la privatizzazione della holding

FORLI' - "L'assessore regionale Peri da parte sua si è già attivato per verificare la possibilità di aprire un nuovo bando di privatizzazione della holding. Se questo capiterà, credo che non sarà solo Sa.Ve. ad avanzare una proposta, essendo l'offerta molto attrattiva,  lo afferma il presidente della Provincia di Forlì-Cesena Massimo Bulbi, mentre è partita la corsa contro il tempo per la salvezza dell'aeroporto Ridolfi, legata esclusivamente alla holding con Rimini.

 

"Ad oggi non so dire con quali percentuali, ma i tecnici dei due aeroporti si stanno incontrando con frequenze serrate. Auspico un accordo entro il mese di giugno, sarebbe meglio se fosse entro la prima decade del mese", afferma Bulbi, che poi spiega davanti al consiglio provinciale i retroscena della macata trattativa con Save.

 

"C'era una data iniziale, concordata tra Seaf e Sa.Ve. per un incontro tra le commissioni, che era per il 20 aprile. Il 19 aprile ci veniva comunicato la possibilità di non tenere l'incontro da parte di Sa.Ve. Da quel giorno non ci sono stati più incontri tra le due commissioni incaricate delle trattative. Abbiamo fatto alcune nostre valutazioni, tenuto conto di una perdita di 15mila euro al giorno di Seaf e che riusciamo a tenere in vita l'aeroporto solo entro l'estate. Quindi non potevamo far altro che chiedere un incontro con i vertici di Sa.Ve., anche per illustrare la nostra soddisfazione, come istituzioni, associazioni datoriali e sindacati, per una proposta così seria. Ottenuto l'incontro, abbiamo chiesto se erano ancora interessati e che tempi avevano, considerato che il tempo per noi è una variabile indipendente. L'incontro è stato molto cordiale, alla presenza del presidente e dell'amministratore delegato di Sa.Ve. Il presidente Marchi ci ha motivato che l'aeroporto è di interesse per loro perché è facilmente accessibile e che per loro è un peccato chiudere i piccoli aeroporti in vista delle nuove esigenze di mobilità per i prossimi vent'anni. Inoltre, ci hanno spiegato di avere una logica esclusivamente industriale e che per loro era difficile fare una proposta industriale, se a poca distanza di una trentina di chilometri c'è uno scalo che va a drogare il mercato, perché a piè di lista il pubblico paga. ‘Drogare' e ‘piè di lista' sono proprio i termini utilizzati".

 

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Poi la famosa lettera tirata in ballo dal deputati leghista, Gianluca Pini. "Solo dopo che ci hanno manifestato il loro disinteresse, abbiamo condiviso con Sa.Ve. quelle poche righe del documento di Seaf che è stato reso noto sui giornali, gliel'abbiamo fatto leggere e comunicato solo alle 17 di venerdì, dopo che siamo usciti dall'incontro. Infine, il sindaco Balzani ed io abbiamo chiesto ai rappresentanti di Sa.Ve.: è un addio o un arrivederci, se riusciamo a eliminare questo elemento di rigidità? Ci hanno risposto assolutamente di essere assolutamente interessati se viene risolto questo scoglio. Non abbiamo altre strade: ora dobbiamo procedere velocemente alla costituzione della holding".

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