Forlì, aeroporto. Le critiche e le proposte della 'finiana' Petroni

Forlì, aeroporto. Le critiche e le proposte della 'finiana' Petroni

FORLI' - "Della vicenda Seaf (conti in rosso , enti locali del ravennate e del cesenate che non collaborano con Forlì, la circolare mancante del ministro Tremonti e la privatizzazione a rilento) spiccano almeno due elementi che dovrebbero far riflettere i cittadini. Quali? Da un lato, emerge palpabile il totale fallimento delle politiche concertative sbandierate a lungo dalla sinistra (soprattutto in campagna elettorale), tanto è vero che abbiamo appreso che , addirittura, il presidente Seaf Franco Rusticali e la presidente Apt regionale Liviana Zanetti, ruoli istituzionali a parte, pur militando nello stesso partito, nemmeno si rispondono per lettera (ma si parlano?). E dall'altro lato, assume un peso sempre più preponderante il fatto che l'elemento ignorato per motivi di opportunità dalla sinistra ,  e cioè:  affidare la gestione delle tante società pubbliche/partecipate ai soliti burocrati di partito, magari manager  responsabili  di tre o più anni di bilanci in passivo, campioni di  debiti con i soldi della collettività, anche nella vicenda del Ridolfi avrà un peso, certamente negativo".

 

Con queste parole  Elisa Petroni, coordinatrice di Forlì-Cesena di Generazione Italia, il movimento dei "finiani" in provincia, commenta le esternazioni del presidente della Seaf Franco Rusticali, intervenuto nell'udienza conoscitiva che si è tenuta martedì pomeriggio in municipio sulla situazione della   società di gestione dell'aeroporto di Forlì.

 

"Sconvolgente che un'amministratrice forlivese come Liviana Zanetti, oggi  a capo dell'Apt dell'Emilia-Romagna, come ha ammesso lo stesso Rusticali, a parità di situazione abbia concesso risorse per il marketing alle  compagnie aeree che fanno scalo a Bologna e Rimini ma non a quelle di Forlì. Triste e dai risvolti imprevedibili lo strascico giudiziario fra Forlì e   la compagnia Ryanair che abbandonò Forlì per andare a Bologna, nonostante le rassicurazioni della precedente giunta comunale!!": aggiunge Elisa Petroni che però non si limita alle critiche:

 

"Oggi più che mai, e non soltanto nel merito della situazione del Ridolfi, è necessario stringere quel "patto dello sviluppo, dei diritti e dei doveri" per il rilancio del nostro territorio provinciale che nulla ha a che vedere con lo slogan del presidente Bulbi, ma piuttosto attiene all'idea di un progetto che muova nella stessa direzione delle forze sane e produttive della nostra società locale e soprattutto faciliti il ricambio politico e generazionale di una classe politica che , buona volontà di Rusticali a parte, ha chiaramente fallito! Quando sarà il nostro turno, a governare la città, sapremo ispirarci invece a principi virtuosi. Non dovrà accadere mai più che, come è abitudine dalle nostre parti, chi governa e sbaglia non paghi mai, non molli la poltrona e a saldare il conto (in euro) siano sempre gli incolpevoli cittadini": conclude la Petroni.

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