Forlì, aeroporto: nasce il "Comitato per la difesa e lo sviluppo del Ridolfi"

Forlì, aeroporto: nasce il "Comitato per la difesa e lo sviluppo del Ridolfi"

Forlì, aeroporto: nasce il "Comitato per la difesa e lo sviluppo del Ridolfi"

In una fase di grande dibattito attorno al futuro dell'aeroporto di Forlì, si aggiunge un nuovo soggetto: nasce, infatti, il "Comitato per la difesa e lo sviluppo del Ridolfi". Ne hanno dato notizia ufficiale mercoledì mattina al Presidente della Seaf, dott. Franco Rusticali, i rappresentanti del Comitato. Ne fanno parte, oltre ai 70 dipendenti interni della Seaf, gli oltre 900 che hanno la tessera CIA e quindi possono accedere nella zona operativa dello stesso aeroporto.

 

"Il Comitato - ha dichiarato un rappresentante (nei prossimi giorni verrà scelto il portavoce ufficiale) - vuole essere un punto di riferimento preciso per le istituzioni, la stampa e i cittadini che devono essere ben informati sull'attività e le situazioni reali che si verificano in questa nostra importante struttura, fonte di lavoro per famiglie e di sviluppo per il territorio".

 

Il Comitato ha già in programma, nei prossimi giorni, di rilasciare dichiarazioni e attuare iniziative popolari di rilievo oltre ad una conferenza stampa in cui verranno precisate le linee del percorso che si è prefissato.

 

"Nel momento in cui - conclude il rappresentante del Comitato- l'Enac, ai primi di settembre dovrebbe darci l'ok per la gestione totale, in cui i numeri parlano chiaro e si avvicina a fine anno il numero complessivo di 700mila passeggeri, in cui siamo il secondo aeroporto della Regione, crediamo sia giusto appoggiare e sottolineare l'ottimo lavoro che sta svolgendo l'attuale management".

Commenti (16)

  • Avatar anonimo di ulysse
    ulysse

    secondo me , il problema sta nella gestione.Un medico deve fare il medico, non gestire un aeroporto. Dare la gestione a persone qualificate, e si vedra se l'aeroporto puo avere un futuro oppure no. Finchè la gestione sara affidata a vari "cocomeri", nominati con i soliti favori politici, certo, l'aeroporto, (come qualunque altra azienda) NON avra mai un futuro. Cocomeri : quella robaccia politica verde fuori, rossa dentro... inutile e dannosa

  • Avatar anonimo di futurino
    futurino

    NON HA SENSE DEVE CHIUDERE !! PER IL BENE DELLA NAZIONE !! PER IL BENE COMUNE !!!

  • Avatar anonimo di fabrizio bazzocchi
    fabrizio bazzocchi

    Un polo tecnologico aeronautico di livello nazionale come quello di Forlì credo abbia bisogno di un aeroporto vicino operativo e funzionante. Il problema dello scalo passeggeri esiste e va risolto ma la soluzione non deve poi ripercuotersi sul positivo che c'è. Qui entra in causa tafazzi.

  • Avatar anonimo di malatesta
    malatesta

    Come si fa a trovare sinergie con una struttura in costante perdita da almeno 5 o 6 anni? Se il mercato dice che non funziona perchè bisogna insistere? Mantenere un carrozzone in costante passivo che senso ha? E che tipo di sinergia con Riminii? Magari dannosa per Rimini, ma ci si rende conto di quello che si chiede? Non bisogna pensare che Rimini per essere in pari o leggero utile o perdita non fatichi parecchio. Rimini non può permettersi di finire nel fosso insieme a Forli. Bisogna poi considerare che quello che a Rimini ritorna sul territorio da ogni singolo passeggero è molto ma molto di più di quello che accade a Forli. Non interessa solo i dipendenti e due o tre alberghi e ristoranti. Il polo aeronautico può rimanere. Non penso alla chiusura ma a un ridimensionamento e gestione sostenibile dei costi.

  • Avatar anonimo di Mafra4
    Mafra4

    A mio parere la Regione dovrebbe coordinare gli scali sul territorio e diversificare le rotte a seconda della specializzazione dell'aeroporto; diversamente 3 aeroporti in 100 km la vedo dura, ai voglia di ripianare e ricapitalizzare, tra l'altro io punterei per il ns. aeroporto sopratutto per le merci tanto per diversificare.

  • Avatar anonimo di rob
    rob

    @fabrizio bazzocchi Io ritengo che il discorso dell'aeroporto sia una cosa mentre il polo tecnologico aeronautico un'altra cosa. Il Polo deve essere sostenuto e sviluppato perche la tecnologia non nasce e si sviluppa dall'oggi al domani ma sono competenze che nascono e si sviluppano nell'arco degli anni. Oltretutto come tutti sanno sono e saranno le tecnologie a trainare l'occupazione ed il benessere in futuro. Non vedo come il Polo tecnologico possa essere messo in qualche modo in discussione anzi come si riferiva è un punto di riferimento esclusivo non solo a livello regionale ma nazionale. Dico di piu', dovrebbe essere potenziato. A mio avviso occorre trovare una qualche forma di sinergia con rimini che abbatta i costi fissi e riesca a salvaguardare le peculiarità di ogni territorio.

  • Avatar anonimo di rob
    rob

    @Matteo1 Ho scritto l'altra compagnia perche non mi ricordavo come si chiamasse (mi sembra wizz air); è chiaro che deve essere considerata tale compagnia per il peso che tale compagnia ha all'interno dell'aeroporto. Le analisi sono state fatte e i motivi del deficit di forli sono ben noti c'è un sito specializzato in aviazione che parla dell'aeroporto di bologna che molto spesso fa analisi su quello di forli da un punto di vista tecnico.

  • Avatar anonimo di fabrizio bazzocchi
    fabrizio bazzocchi

    Capisco chi ad una prima analisi a mio parere superficiale vorrebbe chiudere visti i disavanzi, ma il caso di Forlì in questo campo ha una sua storia, altro che Bologna o Rimini. Il Polo Tecnologico Aeronautico forlivese affonda le sue radici a partire dagli anni 20-30. (ITIS, Aeroporto, Collegio Aeronautico) Dagli anni 90 è iniziato uno sviluppo territoriale finalizzato all'integrazione delle funzioni aeroportuali con le attività universitarie e di formazione superiore, attività di ricerca, sperimentazione. Basti pensare ai corsi di laurea in Ingegneria Aerospaziale e in Ingegneria Meccanica, l�Istituto Tecnico Aeronautico "Baracca", il centro ENAV e la sua scuola di formazione per i controllori di volo (l�unica in Italia dopo la chiusura di quella di Roma) e con ulteriori scuole di addestramento al volo, l'attività di manutenzione delle apparecchiature aeronautiche. Quindi in questo campo, uno dei pochi, Forlì è sempre stato un punto di riferiemento a livello nazionale. Si trovi una soluzione sostenibile, ma non si chiuda anche questa porta per Forlì.

  • Avatar anonimo di samigidi2
    samigidi2

    D'accordissimo con Liberamente e gli altri. Premetto che mi servo dell'aereoporto di Forlì 3/4 volte all'anno per lavoro e situazioni familiari ma molte più volte all'anno impreco contro le tasse che devo pagare! Non è possibile che si debano sempre tenere in piedi i carrozzoni inutili sventolando progressi e sviluppo inesistenti o, peggio ancora, questioni di immagine: Sapro, Ridolfi e a livello nazionale Alitalia per citarne solo alcuni! Il tentativo è stato fatto non una ma tante volte, se non sta in piedi non sta in piedi, che la piantino di ciularci dei soldi vendendoci fumo, please!

  • Avatar anonimo di Matteo1
    Matteo1

    @ Rob: Posso garantirti per esperienza diretta che "l'altra compagnia" come lei la definisce non riceve un euro da Forlì eppure i voli sono molto pieni, come la mettiamo? La windjet oltre che farsi far pagare i biglietti (scritto anche sul giornale) purtroppo non investe nella pubblicità e quindi la gente non sa che un volo è stato aperto e deve per forza chiuderlo.

  • Avatar anonimo di rob
    rob

    Non ritengo corretto sbandierara sempre il fatto del numero dei passeggeri e del secondo aeroporto regionale quando si sa perfettamente che tale numero deriva dalle "pieghe" contrattuali con wind jet e l'altra compagnia. Qualsiasi aeroporto che accettasse le loro "condizioni capestro" (delle compagnie aeree) potrebbe replicare le stesse performances in qualsiasi momento a partire dal giorno successivo.

  • Avatar anonimo di LiberaMente
    LiberaMente

    A me sembra più "tafazzista" ripianare con soldi pubblici i milioni di euro di passivo dovuti, tra le altre cose, a biglietti comprati (per avere la compagni aerea) e non venduti. Generare un indotto mantenendo con soldi pubblici un'azienda in perdita è roba da piano quinquennale che tanto successo ha avuto nell'Europa dell'Est (o da propaganda politica, tipo il PDL con Alitalia, o tutti i governi con Fiat, o il PD forlivese con Sapro).

  • Avatar anonimo di Paolo Ricci
    Paolo Ricci

    tu bello... ma chi paga? i soliti 100.000 mila folivesi immagino ... ci sa quanti usufruiscono abitualmente dello mini scalo forlivese

  • Avatar anonimo di dottorzivago
    dottorzivago

    Ecco, ci mancava il commento tafazzista. L'aeroporto è una ricchezza dell'intera città, non è solo un datore di lavoro, ma uno dei pochissimi motori di Forlì. L'intera zona del Ronco beneficia dell'aeroporto che, non dimentichiamolo, è il secondo in regione. Bisogna fare di tutto per mantenerlo, altrochè pernsare di chiudere. Come si fa ad iscriversi al Comitato che lo faccio con grandissimo piecere?

  • Avatar anonimo di LiberaMente
    LiberaMente

    Se "questa importante struttura, fonte di lavoro per famiglie e di sviluppo per il territorio" si mantenesse da sola, andrebbe bene. Ma poichè è a gestione pubblica, e ha milioni di euro di debiti, significa che il presunto "diritto al lavoro" di questa gente deve essere pagato con soldi pubblici (ricapitalizzare, e ricapitalizzare ancora per coprire i buchi del Ridolfi) a persone che operano per fornire un servizio che interessa a pochi e costa molto. Sarebbe il caso di smetterla. Ci sono aeroporti vicini (Rimini e Bologna), altrettanto efficienti, che non pesano sui bilanci comunali. Visto che nessuno chiede il permesso di utilizzare i soldi pubblici (già estorti con le tasse, poi si dà la colpa alla crisi se non si arriva a fine mese: no, la colpa è dei soldi che mancano dalla busta paga per imposte e contributi) per finanziare un aeroporto, almeno lasciamo in piedi quelli che funzionano, e col bilancio in attivo. Per me il Ridolfi può chiudere anche oggi, e lo specchietto dei molti passeggeri non tragga in inganno: ridurre i prezzi, proponendo un low-cost sempre più low (tanto poi il passivo a fine anno lo ripiana "papà";) per far vedere di avere molti clienti è una vecchia tattica delle aziende pubbliche e simili, e più o meno hanno fatto tutte la stessa fine.

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