Forlì, aeroporto: privatizzazione entro la fine del 2009

Forlì, aeroporto: privatizzazione entro la fine del 2009

Forlì, aeroporto: privatizzazione entro la fine del 2009

Brusca accelerata di Seaf, la società pubblica che gestisce l'aeroporto di Forlì, sulla privatizzazione dello scalo aeroportuale. Il presidente Franco Rusticali punta a compiere la cessione delle quote ai privati "entro la fine dell'anno", ma per farlo occorrerà ricapitalizzare la società portando il capitale sociale a 6 milioni di euro: ""E' una necessita' per fare da ponte fino alla privatizzazione", ha detto Rusticali parlando davanti alle commissioni consiliari del futuro dello scalo.

 

Il prossimo 15 aprile il consiglio d'amministrazione di Seaf dovrebbe approvare la proposta, con il via libera dei soci (che sono principalmente Comune, Provincia, Regione, Camera di Commercio, Comune di Cesena assieme ad altri piccoli azionisti).

 

L'appello di Rusticali al consiglio comunale è stato esplicito. "Chiediamo a questo consiglio il massimo sforzo possibile, consapevoli che i soci pubblici non possono continuare a svenarsi per l'aeroporto". Rusticali è convintio che "ci siano interessi" per un privato ad investire nell'aeroporto di Forli', tanto che gia' da novembre del 2009, secondo le aspettative della Seaf, il 60% della proprieta' andrebbe in mani private e solo il 40% restererebbe in mani pubbliche.

 

I potenziali acquirenti saranno selezionati attraverso un "bando europeo" e il loro apporto porterebbe il capitale sociale della Seaf a 14,8 milioni di euro (con nove milioni di euro di capitali privati, anche in piu' soluzioni e da piu' soggetti imprenditoriali).

 

Per Franco Rusticali, sindaco di Forlì del 1995 al 2004, l'interesse di partner privati per l'aeroporto (in deficit perenne e crescente da anni) nascerebbe da un piano industriale ben confezionato e che prospetta "business importanti, come l'attivita' cargo indirizzata soprattutto verso la Cina e la Russia, la manutenzione e hangaraggio dei grossi velivoli e il polo della formazione aeronautica". Altro punto interessante della partita, forse il vero ‘business' che può mantenere in piedi lo scalo senza emoraggie di denaro pubblico delle attuali dimensioni, sta nella realizzazione di attivita' commerciali intorno allo scalo, il cosiddetto "non-aviation", che rappresenta una delle voci di maggior reddito di un aeroporto.

 

Nel frattempo, però, occorre ricapitalizzare la società e solo il Comune di Forlì, per le quote di cui dispone (pari al 48% dopo l'uscita dei bolognesi di Sab), dovrà mettere mano al portafoglio per altri 2,3 milioni di euro. Una quota di circa 1,5 milioni, sara' "pagata" dal Comune intestando alla Seaf un terreno ai margini dell'aeroporto acquistato di recente (necessario per il progetto di sviluppo contenuto nel piano industriale approvato a dicembre 2008).

 

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"La privatizzazione e' l'unica alternativa rispetto ad una cronicizzazione del deficit intorno ai due milioni di euro l'anno", ribadisce Rusticali. Lo scalo, per quest'anno, dopo l'abbandono della compagnia Ryanair, punta a confermare il numero dei passeggeri del 2008 (circa 750 mila), ma in un trend di crescita. La crisi vissuta dopo l'addio della compagnia irlandese sembra ormai superata: la compagnia low-cost italiana Wind Jet ha gia' avviato a Forli' la base operativa per un velivolo (a cui se ne aggiungeranno altri due), mentre il 'Ridolfi' ha scippato al Marconi di Bologna i voli Wizz Air, la terza compagnia low-cost europea, specializzata nei collegamenti est-ovest del continente. "A breve saremo a regime, con 27 destinazioni, di cui 22 internazionali- conclude Rusticali-. C'e' il buco del collegamento con Londra, ma cercheremo di risolverlo il prima possibile". 

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