Forlì, al Circolo della Scranna il nuovo libro di Alessandro Gaspari

Forlì, al Circolo della Scranna il nuovo libro di Alessandro Gaspari

FORLI' - Giovedì 7 ottobre alle ore 21 serata dedicata alla cucina tradizionale al Circolo della Scranna di Forlì (Palazzo Albicini, corso Garibaldi, 80) dove Alessandro gaspari presenterà il suo libro "C'era una volta in cucina" (CartaCanta editore). Non di un vero manuale di ricette si tratta, ma di una deliziosa galoppata nel mondo più genuino della tradizione culinaria romagnola degli ultimi cinquant'anni.

 

Tra fontane di farina e sfoglia dalla forma perfetta, saporiti ripieni per cappelletti e invitanti grigliate, golose zuppe inglesi e succulente cotolette, l'autore realizza un inno alla lentezza in cucina tra ricordi di vita vissuta e aneddoti di un'arte che può facilmente trasformarsi in passione, dando ancora una volta dignità, come già aveva Pellegrino Artusi, all'arte culinaria casalinga e alla valorizzazione dei prodotti locali. Un libro non solo da leggere, ma da sperimentare, che invita anche le giovani generazioni a impugnare il matterello e a imbracciare il tagliere per rilanciare nel futuro le tradizioni enogastronomiche locali. A introdurre la serata sarà Gabriele Zelli, autore della prefazione. La serata sarà coronata da una degustazione a sorpresa.

 

Un brano tratto dal libro

«Noi romagnoli abbiamo il mare nelle vicinanze di casa ed è inevitabile che il pesce entri a far parte della nostra alimentazione. Oggi troviamo il pesce ancora guizzante sui banchi di vendita, ma siccome sono malfidente di natura e per me il pesce è fresco solo se io lo giudico fresco, spesso e volentieri me lo vado a cercare sul molo di Cervia. Ci metto un niente ad arrivare al mare, ad annusare i banchi del pesce, a ficcare il naso nelle reti ancora nei mastelli, ancora da svuotare, che non sai cosa trovi, se sono canocchie o corvine oppure mormore o un bel branzino o seppie. Gironzolare lungo il porto canale di Cervia è sempre un divertimento.

 

Ma l'elemento che più attira la curiosità di chi cerca il lato più genuino delle cose è senz'altro quello umano. È fuori di dubbio che il romagnolo di terra è diverso dal romagnolo di mare, per cui quando un terricolo come me si avvicina all'acqua rimane sempre sorpreso da un mondo che ha aperture e prospettive fuori dagli schemi abituali. È uno dei miei massimi divertimenti osservare mentre sono magari intento a fare due chiacchiere con Stefano al suo banco, il turista sprovveduto che guarda con aria dubbiosa e qualche volta schifata le seppie freschissime, ancora iridescenti o le canocchie che si inarcano agitando le chele e chiede spiegazioni che ti lasciano disarmato, tanta è l'ingenuità della domanda.

 

Trasformare del pesce fresco in un buon piatto è facile e difficile allo stesso tempo: dipende da come si affronta il problema. Una delle portate più semplici è la teglia di molluschi che un tempo rappresentava un secondo formidabile per il suo basso costo e per il consumo di pane che comportava, ma che ora non è altro che un antipasto o un trastullo in attesa dei secondi piatti.

 

Per mettere assieme una bella e profumata teglia di pavarazze e cozze, a Cervia purazi e bdocc, ci vogliono poche e fondamentali avvertenze. Le pavarazze, assieme alle cozze che vanno pulite bene, vanno tenute

 

in acqua fredda per almeno 12 ore affinché si spurghino dalla sabbia. Il tempo di cottura di questo piatto non supera, in base anche alla quantità, i 30 minut,i per cui, a tempo debito per portarlo in tavola, si prepari un abbondante battuto di aglio e di prezzemolo avendo cura di scartare i gambi. Si prenda una capace teglia proporzionata alle quantità da gestire tenendo conto che i molluschi aperti occupano il doppio del volume e si mettano tutti insieme gli ingredienti ovvero: abbondante olio, una spolverata di pepe, il battuto e i molluschi, rimestando con la paletta di legno ben bene. Si metta la teglia sul fuoco col coperchio e si facciano aprire i molluschi avendo cura di rimestare un paio di volte per uniformare la cottura. Si formerà un ottimo sughetto. La teglia va consumata entro un'ora al massimo dalla fine cottura in modo da conservare la sua fragranza».

 

 

 

L'autore

Forlivese, classe 1943, è laureato in Scienze Politiche. Dopo una vita lavorativa passata tra battaglie con clienti e fornitori è ora finalmente padrone di sé stesso e si dedica alle attività che ritiene più gratificanti: il volontariato e la cucina tradizionale sia raccontata sia, soprattutto, messa in pratica. È segretario della Libera Università per gli Adulti di Forlì e vice presidente di una associazione eno-cultural-gastronomica, La Famèja de Bgonz.

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