Forlì, al festival Crisalide il coreografo Alessandro Carboni

Forlì, al festival Crisalide il coreografo Alessandro Carboni

FORLI' - Continuano gli appuntamenti di Crisalide XVI che martedì 6 ottobre ospiterà il coreografo sardo Alessandro Carboni a Forlì con l'ultima tappa del suo lavoro What burns never returns dal titolo WBNR#8_Inverse power of wavelengths  (ore 20 Ex Filanda). 
 
What Burns Never Returns è un progetto multidisciplinare di ricerca, diviso in diversi step. La metodologia esplorativa si basa sulla creazione di piattaforme di lavoro in diverse città, europee ed asiatiche, per la creazione di un metodo di composizione performativa a partire dall'analisi dello spazio urbano.
L'ultimo segmento WBNR#8_Inverse power of wavelengths, in scena all'Ex Filanda, nasce da una recente residenza ad Hong Kong e vuole ripensare lo spazio urbano non come qualcosa di dato, ma come luogo di esperienza e produzione in cui il corpo nelle sue diverse specificità, diventi l'agente, l'asse portante di discussione e di cambiamento. 
 
«Nell'ultima piattaforma del progetto - spiega l'artista - sviluppata ad Hong Kong, ho voluto considerare gli aspetti peculiari di piccole aree urbane e come queste si trasformino in relazione a grosse pianificazioni: un lavoro "molecolare", uno spatial frame, che analizza da diversi punti di vista le vibrazioni, le striature, le temperature, gli odori e sapori di piccole porzioni di tessuto urbano... La mia ricerca si è concentrata su un area urbana di Hong Kong delimitata dal Kai Tak River, un piccolo fiume urbano, la Kowloon Walled City rasa al suolo nel 1993, il Kaitak Airport chiuso nel 1997 e To Kwa Wan, un area che si estende nella parte est della penisola del Kowloon district. In mezzo si trova il Nga Tsin Wai village, l'ultimo antico villaggio rimasto nel Kowloon district e in tutta l'area urbana di Hong Kong... Dopo una prima analisi delle trasformazioni della città ho tracciato sulle mappe odierne delle linee, punti, contorni di aree urbane importanti che avevano avuto relazioni di carattere urbano con il Nga Tsin Wai village. Utilizzando queste nuove mappe ho esplorato fisicamente le stesse aree. Ogni documento raccolto diventava un frammento, una memoria urbana. Ogni frammento dello spazio urbano ricomposto nella mia mappa soggettiva mostrava sempre più chiaramente un "senso di assenza". Dopo che la Walled City venne abbattuta, e nello stesso anno anche il Kaitak Airport, il Nga Tsin Wai village è rimasto uno dei pochi superstiti dell'area urbana della Kowloon: secondo una mia visione, e' come se il villaggio si trovasse al centro di un grande cratere lasciato da una bomba esplosa.»
 
Alessandro Carboni è un artista multidisciplinare che divide le sue diverse pratiche tra l'esplorazione del corpo e del movimento in relazione con lo spazio. Da diversi anni concentra il suo lavoro nello studio e nell'indagine metodologica sulla danza generativa osservando la matematica e la teoria dei sistemi. La sua pratica artistica si esprime inoltre, attraverso l'insegnamento e la ricerca presso la School of Architecture di Hong Kong, la Central Saint Martin's University of Art di Londra, la Naba di Milano e il Dipartimento di Architettura di Cagliari dove coordina il LaDU: laboratorio di densità e trasformazione urbana.
 
Alessandro Carboni, insieme alla studiosa Elisa Poli intavoleranno dopo lo spettacolo un Dialogo (ore 21,30 Ex Filanda)sui temi dell'urbanizzazione in relazione al lavoro del coreografo, prendendo spunto da una riflessione di Iosif Brodskij a proposito di Venezia e della sua bellezza: «...il nostro secolo si assicurerebbe un ottimo titolo per essere ricordato se lasciasse intatto questo posto» e dal "viaggiatore" nella sua dimensione caleidoscopica. Il passaggio da Occidente a Oriente è ormai definitivamente segnato da un'estetica del luogo che, nata come imitazione dei simboli del potere nostrano, si è trasformata in citazione dell'isola che non c'è: le metropoli verticali che da Hong Kong a Shanghai costellano l'Asia non imitano l'architettura europea o americana ma l'idea di città che, chi le ha commissionate, immaginava esistesse in Occidente. Questa discrasia dell'abitare nasce da un errore di fondo: l'Oriente è diventato uno specchio deformante dei nostri sistemi di crescita ed ovviamente anche dei nostri sistemi di vita.
Elisa Poli critica e storica dell'architettura indaga nel suo percorso di ricerca le complesse relazioni tra arte contemporanea, sociologia, architettura e urbanistica. Nella pratica curatoriale predilige progetti che sviluppino i processi di relazione tra i vari agenti della scena metropolitana capaci di instaurare forme di rigenerazione urbana sia spontanea sia veicolata. Il suo ultimo progetto B-city riguarda le strategie d'intervento - effimere e semi-permanenti - nella rete infrastrutturale di Bologna.
 
Crisalide si sposta poi all'Area Sismica (ore 22.30) per la performance di Gabriella Rusticali e Monica Petracci  dal titoloEsse, opera musicata per un'attrice.
Un'attrice e una videomaker si misurano con tempo e spazio, usando immagini, canto, suono e musica dal vivo, guidate dal ritmo della chitarra elettrica di Vanni Bendi. (Basso: Davide Garattoni; suoni: Mirko Fabbri; luci: Catia Gatelli; interfaccia di controllo: Lorenzo Pazzi)
 
Si parte da quella parte mancante che spinge ad uscire, quel «re» finale che segue «esse», nella parola essere.
Esse - Re del tempo verticale, dove vibra il cuore, dove la testa testimonia ma non comanda all'ascolto, dove femminile e maschile non si distinguono. L'orecchio riceve e trasmette al cuore e la bocca resta aperta senza parole, con ancora una memoria depositata o risvegliata in noi.
Gabriella Rusticali e Monica Petracci  sono mondi indipendenti ma in simbiosi che danno corpo a quest'opera in uno spazio libero da scenografie, solo oggetti necessari alle azioni. Le immagini via via si materializzano guidate dai ritmi sonori, dando corpo al luogo, lasciando spazio all' immaginario dello spettatore.
L'attrice indossa un abito da sera colore blu notte, come per una festa che forse non ci sarà mai o forse c'è già stata. Memoria e presente sono strettamente intrecciati qui. Le immagini sommergono spazio e attrice, diventando un tutt'uno. Immagini, canto, suono e musica dal vivo si stagliano alternandosi, per tutta la durata dell'opera. Ritmo e armonia guidano gli astanti presenti, ognuno con la propria arte.  La poesia è la gioia che si sprigiona nel corpo di un animale o di una foglia animata dal vento.
Gabriella Rusticali attrice storica del Teatro Valdoca, tiene laboratori vocali dal 1996.
Monica Petracci, videomaker, collabora fin dai primi anni novanta con diverse formazioni del teatro di ricerca italiano. I suoi lavori, presentati in numerosi festival  hanno ricevuto premi, riconoscimenti e segnalazioni.
Vanni Bendi Dal 1991 fino al 2007 è stato chitarrista nei Bevano Est. Attivo nel panorama musicale dal 1982, vanta diverse collaborazioni fra gruppi rock blues e teatro sperimentale (Teatro Due Mondi, Masque Teatro, Teatro Valdoca). 
 
Con il patrocinio e il contributo di Regione Emilia-Romagna, con il contributo di Provincia Forlì-Cesena, Comune di Forlì, Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì. In collaborazione con: Area Sismica.
 
Programma sul sito: www.crisalidefestival.it <https://www.crisalidefestival.it>

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