Forlì, al teatro Testori torna il musical "Hamelin"

Forlì, al teatro Testori torna il musical "Hamelin"

FORLI' - "Nell'anno 1284 il giorno di Giovanni e Paolo e cioè il 26 giugno 130 bambini nati ad Hamelin sono stati ammaliati da un pifferaio in abiti multicolori e condotti verso il monte Calvario nei cui recessi sono spariti"

 

Questo l'incipit dello spettacolo "Hamelin" giunto, dopo aver riscosso un enorme successo nei teatri regionali, alla sua ennesima replica forlivese. Il musical ritorna, infatti, MARTEDI' 12 APRILE 2011 al Teatro "Giovanni Testori" di Forlì (Via Vespucci, 13). La preventiva dei biglietti (Euro 12 per gli adulti e euro 6 per i ragazzi sotto i 12 anni e gli adulti sopra i 65 anni) si terrà telefonicamente al 347/9462557 a partire dal 2 Aprile 2011.Tutto l'incasso sarà devoluto in beneficenza per il "Villaggio della Gioia" sorto a Villafranca di Forlì dell'Associazione "Comunità Papa Giovanni XXIII" di Forlì. Un grazie particolare al Rotay Club di Forlì e alla Banca di Forlì-Credito Cooperativo che hanno sponsorizzato l'iniziativa e alle Amministrazioni che hanno patrocinato il tutto: Comune di Forlì, Provincia di Forlì-Cesena e Provveditorato agli Studi di Forlì-Cesena

"Hamelin" ed è un'opera rock in due atti liberamente tratta da "La fantastica storia del pifferaio magico" di Edoardo Bennato e portata in scena dalla Associazione Culturale Forlivese "Il Sicomoro".

 

Lo stesso cantautore (il quale ha partecipato attivamente allo sviluppo del musical presenziando alle date di Forlì e Cervia) ha accettato con entusiasmo di collaborare alla stesura dello spettacolo della Compagnia concedendo di utilizzare le sue musiche, Non è escluso poi, che Bennato, salvo imprevisti sia presente alla serata faentina. La trama del musical  (il cui testo originale è stato scritto a sei mani dai forlivesi Fabio Toni, Cristiano Colinelli e Paolo Vallicelli che ne hanno curato l'adattamento e la regia) è nota: un pifferaio libera la città di Hamelin dall'invasione dei topi, ma trova un sindaco e una giunta comunale non disposti a pagare il compenso pattuito. Di conseguenza il pifferaio si vendica attirando con la sua musica i bambini della città e portandoli via. A questo punto la storia ha diverse conclusioni a seconda dell'autore che l'ha raccontata, fra cui i fratelli Grimm. A sorpresa sarà quella scelta dalla Compagnia de "Il Sicomoro".


Lo spettacolo per le tematiche e lo sviluppo narrativo è, a nostro avviso, molto attuale perché "quello che accade ad Hamelin ci rimanda un po' alle nostre vite: la progressiva scomparsa dei valori importanti e l'incapacità di distinguere fra bene e male. La frenesia della vita degli abitanti impedisce di considerare tutto ciò che non è lavoro, affari, soldi. La violenza trasmessa attraverso la televisione, il computer e i videogiochi sta offuscando le menti e proibisce anche ai bambini di sognare un mondo migliore. Anche noi, sempre di fretta, incapaci di fermarci per un sorriso o un attimo di silenzio, ci dimentichiamo quanto era bello da piccoli vivere con la gioia negli occhi e lo stupore di chi vede le cose per la prima volta. Ci si sente insoddisfatti e, dato che non si riesce a capire bene per che cosa, ci si lamenta solo per il gusto di contestare. Il progresso rende la città sempre più imponente e maestosa, tutto il resto conta poco...le emozioni, le speranze, i sogni.. Qualcuno che può ricostruire l'ordine in città c'è... ma risulta evidente la critica verso l'incapacitò di affrontare i veri problemi e la bravura nello schivarli e sostituirli con altri assurdi. La sete di potere impedisce di vedere bene le cose: le frasi fatte vuote e senza senso, gli aggiramenti, le bugie, il doppio gioco... Ma il Pifferaio crede ancora nella sua musica... perché la sua magia può salvare la città...."

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