Forlì: al via il processo al ''santone'' smascherato da Striscia la Notizia

Forlì: al via il processo al ''santone'' smascherato da Striscia la Notizia

Forlì: al via il processo al ''santone'' smascherato da Striscia la Notizia

FORLI' - Prometteva sedicenti cure miracolose contro il tumore e finisce a processo. E' iniziato lunedì il dibattimento contro il Markò Endre, 75 anni, nato a Budapest, smascherato direttamente su Striscia la Notizia nel marzo del 2005. In quel servizio una complice di Max Laudadio, volto noto del tg satirico, si finse cliente e tutto il raggiro venne mandato in onda. Da allora il "santone" è scomparso nel nulla, ricercato da tutte le forze dell'ordine.

 

L'imputato è accusato di violenza sessuale, truffa ed esercizio abusivo della professione. Era il 7 marzo quando, per primo, il tg satirico di Canale 5 fece scoppiare il caso del mago di Castrocaro in grado di salvare da malattie mortali. Tutto falso, naturalmente. L'uomo, all'epoca 72enne, non solo prometteva queste guarigioni prodigiose con l'imposizione delle mani e utilizzando uno strano marchingegno di sua invenzione, ma si diceva anche in grado di diagnosticare tumori e altre malattie.

 

Riusciva a vederli e combatterli, così raccontava. E lo faceva con una macchina di sua invenzione che riusciva a eliminare tutti i mali in poche sedute che si svolgevano in un residence di Castrocaro e in un poliambulatorio a Roma. Niente più chemioterapia, niente più disagi e fastidi. Insomma, era un mago e, per i suoi servigi chiedeva fior di quattrini, da cento euro in su per ogni incontro. E in circa una quarantina, purtroppo, gli hanno creduto, cadendo nella sua rete.

 

Una ragazza ha raccontato la sua vicenda, spiegando di essersi rivolta al ‘guaritore' per curare un tumore che i medici avevano diagnosticato al padre. Ogni seduta costava tra i 50 ed i 100 euro. Ma l'uomo poi morì. Una signora, però, ha preso Endre, affermando di esser stata guarita da un tumore alle ovaie grazie ad una terapia ad impulsi elettrici.

 

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Le indagini per far luce sul caso scattarono immediatamente, ma da quei giorni nessuno ha più visto il "guaritore", nonostante le ricerche congiunte di polizia, carabinieri e guardia di finanza allargate anche alla riviera, Rimini in particolare dove il guaritore risiedeva, e a Roma, dove pare avesse un aggancio o, addirittura, un altro studio.  L'ipotesi più accreditata è che abbia trovato rifugio nel suo paese d'origine, l'Ungheria.

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