Forlì, Alessandrini (Pd): "Cosa c'entra la Regione con i controlli Inps sugli invalidi?"

Forlì, Alessandrini (Pd): "Cosa c'entra la Regione con i controlli Inps sugli invalidi?"

Sabato mattina ho partecipato al Congresso di una importante Associazione di rappresentanza dei mutilati ed invalidi civili: la ANMIC di Forlì-Cesena. In quella sede ho potuto spiegare cosa sta facendo la Regione per questo importante segmento, più sfortunato, della nostra società. Prima di tutto, lo scopo del Fondo Regionale per la non Autosufficienza, la cui capienza è sensibilmente maggiore di quello nazionale, che opera per tutta l'Italia. Già questo è un segnale importante di come si affrontano i problemi in Emilia-Romagna che solo a questo fondo, la manovra ed i tagli del Governo, nel 2011, farà mancare 30 milioni di euro. Nel 2012 e negli anni a venire sarà peggio. Ho potuto raccontare cosa stiamo facendo sul collocamento mirato di queste categorie e per garantire l'integrazione scolastica. Ho spiegato che abbiamo riorganizzato la "disciplina degli accertamenti della disabilità"; abbiamo ampliato i servizi socio-riabilitativi e socio-occupazionali, con l'assegno di cura e nuovi interventi di assistenza domiciliare; abbiamo lavorato per facilitare la mobilità privata (anche se permane ancora il problema delle barriere architettoniche) e l'autonomia nell'ambiente domestico. Tutto questo testimonia l'impegno della  Regione e degli Enti Locali affinchè le persone con disabilità possano partecipare attivamente alla vita sociale.

 

Sabato mattina ho potuto anche tranquillizzare i presenti sul fatto che la Regione, seppur con molti sacrifici e penalizzazioni per altre categoria di spesa, farà di tutto per non fare mancare neppure un euro di quelli spesi nel 2010 al Welfare e quindi agli invalidi prima di tutto, per mantenere e rilanciare la nostra strategia che fonda sul binomio sviluppo e coesione sociale, facendo perno sul coraggio dell'innovazione degli interventi che il nuovo quadro nazionale comporta. L'Emilia-Romagna quindi ha scelto di favorire la coesione, la solidarietà sociale come asse fondante della comunità regionale in cui tutti possano trovare il proprio spazio per le rispettive opportunità di vita, di lavoro e di intrapresa.

 

Sosterremo anche la questione ambientale come chiave per rilanciare uno sviluppo basato sulla qualità prodotta dall'insieme delle intelligenze, della ricerca, della conoscenza, della cultura, del lavoro capace di creare nuova e solida occupazione, condizione per dare prospettiva alla nostra Regione ed all'Italia.

 

A fronte di un impegno così vasto ed alto mi chiedo: ma perché un consigliere regionale (Bartolini) che si presume conosca l'attività della Regione, le prerogative della stessa e dello Stato, debba sentirsi in diritto di confondere le acque e le idee dei cittadini, presentando una interrogazione alla Giunta della Regione come se dipendessero da lei i controlli assurdi che la direttiva dell'INPS nazionale impone alle sedi provinciali di verificare la permanenza o meno di invalidità come la sindrome di Down ed altre sindromi genetiche? Questa non è lotta alle false invalidità. Questa è pura vessazione nei confronti di cittadini già molto sfortunati. E allora, non è il caso di fare una sonora interrogazione al Governo ed ai Ministri competenti, chiamando in causa la loro responsabilità?!

 

 E' il Governo che per fare la lotta alle false pensioni di invalidità voleva aumentarne la percentuale (dal 74% all'85%), poi ritirata per il netto contrasto e l'avversità della nostra Regione, delle Associazioni di rappresentanza degli invalidi e dell'Opposizione parlamentare. E, ancora, perché chiedere alla Regione se ritiene positiva l'azione atta a controllare i falsi invalidi? Si vuole forse dare la sensazione ai cittadini che l'Emilia-Romagna pratica la forma dell'assistenza più squallida? Non è anche questo un depistamento dei cittadini? Ancora una volta è il Governo, attraverso le sue articolazioni, che deve garantire la correttezza dei comportamenti: suoi, degli Enti e dei cittadini, e deve punire chi trasgredisce, con controlli mirati. Alla fine del 2012 saranno passate al setaccio 800.000 posizioni previdenziali, una impresa titanica se si tiene conto che le persone con certificazione di invalidità sufficiente ad avere una qualsiasi prestazione pensionistica non supera i 2 milioni. Non sarà allora che questo meccanismo abbia un obiettivo inconfessabile che è quello di ridurre la spesa pubblica anche forzando su settori e categorie come quelle degli invalidi?

 

Tiziano Alessandrini

Consigliere regionale Pd

Commenti (1)

  • Avatar anonimo di germano pestelli
    germano pestelli

    Occorrerebbe chiarire alcune cose per correttezza di informazione: -chi gestisce le commissioni di invalidità ,ovvero di fronte a chi si presenta il cittadino e dove qualora richieda di essere riconosciuto invalido ,specificando a quale titolo,allora si scoprirebbe che alcune commissioni sono statali ed altre gestite dalle USL. -Essere corretti ed appropriati non è scandalo per nessuno,l'invalidità occorre darla a chi ce l'ha e non usarla in modo clientelare -stessa cosa per l'assegno di cura che andrebbe valutato con attenzione e non dato a pioggia -da 14 anni sono direttore della U.O. di riabilitazione dell'Azienda USL di Forli e da 14 anni chiedo a gran voce che siano ampliati i servizi "socio riabilitativi e socio occupazionali e che sia attivata la riabilitazione domiciliare"; l'occupazione di disabili è perlomeno difficoltosa se non impossibile,i servizi socio riabilitativi e domiciliari non sono affatto aumentati in maniera da soddisfare i bisogni,anzi spesso si deve ricorrere a ricoveri prolungati proprio per la mancanza di servizi territoriali o della cosiddetta rete di servizi territoriali. -Barriere architettoniche e ambiente domestico: se si è fatto qualcosa lo si deve a 3 o 4 ragazzi volonterosi,mi ci metto anch'io,che hanno cercato di sfondare muri e mentalità. Mi chiedo(anzi VI CHIEDO) che fine ha fatto il progetto "CAsa Facile" e dove sono finiti i soldi stanziati da Regione e Comune per 12 appartamenti senza barriere architettoniche di cui iniziammo a parlare nel 2002 e che si dovevano costruire in via Alferello. Cari signori di destra e di sinistra nonchè di centro: quando si parla di disabili occorre conoscere la materia del contendere e non parlare per sentito dire e fomentare disinformazione e qualnt'altro.La disabilità non puo' essere strumento personale ed elettorale.Rimboccatevi le maniche ed aiutateci a fare qualcosa di concreto per i bisogni reali delle persone disabili,dando spazio a concetti innovativi e moderni di presa in carico della disabilità a livello del territorio e smettendola di fare chiacchiere.Quando vi deciderete sarà sempre troppo tardi !

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