Forlì, Alessandrini (Pd): "Integrazione territoriale, un vantaggio per la città"

Forlì, Alessandrini (Pd): "Integrazione territoriale, un vantaggio per la città"

In Germania, che è un Paese veramente Federalista, per aumentare la competitività del "sistema paese" e dei territori stanno discutendo sull'accorpamento dei Lander, che sono ben più corposi delle nostre Regioni. In Italia sta per essere varata definitivamente la legge che introduce un federalismo molto sgangherato, presentabile solo per i correttivi introdotti dal Centrosinistra in sede di discussione ed approvazione della legge delega. L'Italia rimarrà, fondamentalmente, uno stato centralista e saranno introdotte nuove tasse su cittadini, famiglie ed in particolare imprese. I territori non guadagneranno quote aggiuntive di maggiore competitività In Romagna le opposizioni di Centrodestra cercano di tenere vivo un dibattito surreale proponendo la separazione di questa parte di territorio dall'Emilia, illudendo i cittadini che in tal modo possano giungere maggiori risorse dallo Stato.

 

In Romagna, purtroppo, ci si continua a dividere sulle scelte riguardanti i singoli territori, dando precedenza ai localismi, ai campanilismi, ai corporativismi di maniera. Nella nostra Provincia, i partiti di opposizione negli Enti Locali, generalmente di Centrodestra, anziché incalzare i Sindaci e le forze di maggioranza alla testa degli stessi, per effettuare scelte necessarie per rendere più competitive le nostre città ed i nostri territori, si prestano a piccole strumentalizzazioni, addossando alla Regione le colpe delle presunte debolezze di Forlì.

 

Ad esempio, si fa finta di non sapere che la fiera di Forlì non può avere futuro nella competizione su scala nazionale ed internazionale. Sono oltre 15 anni che tutte le Organizzazioni Economiche della provincia chiedevano di accorpare le fiere di Forlì e di Cesena. Certo oggi, e già da alcuni anni, sappiamo che questo tipo di accorpamento è un passaggio superato dagli eventi e, quindi, non più sufficiente. Le manifestazioni fieristiche, infatti, devono essere finalizzate a promuovere le imprese nei mercati nazionali ed internazionali, non per realizzare i bilanci delle società di gestione delle Fiere. Allora, è fin troppo scontato che il sistema fieristico, con proiezione nazionale ed internazionale, debba fare perno sulle fiere di Bologna e di Rimini, ed i territori adiacenti debbano convergere su queste due importanti realtà. Ma non basta. Il futuro immediato richiede che Rimini e Bologna collaborino e facciano "sistema" altrimenti saranno fagocitate dalle grandi fiere europee, del mondo, ed anche dalla fiera di Milano, che è già un concorrente più che temibile. E, con l'Expo alle porte, per noi sarà ancor più difficile. Pertanto, l'accorpamento delle fiere non è una sconfitta, bensì, una vittoria dell'economia e dei singoli territori. I territori, infatti, vanno rispettati e non tirati in ballo ad uso e consumo e, se critica deve esserci, sia quella che si arriva a questo appuntamento fuori tempo massimo. Infatti, un conto è governare i processi, altro conto, invece, è rincorrerli!

Forlì ha altri importanti problemi da affrontare. Ho sempre sostenuto in tutte le sedi che portare Sapro SpA al fallimento,  o non fare di tutto per impedirlo, al di là delle pecche che possono essere state commesse in passato, sarebbe stato un gravissimo errore, per le conseguenze che le imprese, l'economia, il territorio avrebbero dovuto pagare. L'ammissione alla riscossione dei crediti (privilegiati o chirografari) stilata dal curatore fallimentare, ci ha già dato un assaggio dei danni che provocherà il fallimento della società. Pertanto, azionisti e banche si sono caricati di una grave responsabilità che in parte pagheranno direttamente, in parte, invece, scaricheranno sulle imprese e, di conseguenza, sui cittadini e sulle famiglie.

 

Anche sull'aeroporto di Forlì siamo in presenza di problemi seri. La gestione caratteristica, in persistente, forte e crescente disavanzo, ha inevitabilmente portato alla necessità di ricercare un partner per privatizzare lo scalo, con la speranza di un rilancio attraverso consistenti investimenti. Ciò si rendeva necessario perché la strategia della Regione Emilia-Romagna, di puntare sul sistema aeroportuale regionale integrato, premiando le vocazioni territoriali e le specializzazioni di ciascun aeroporto, giusta in sé, non è mai decollata per l'indisponibilità, a tutt'oggi, degli azionisti della Sab SpA che gestisce lo scalo di Bologna. La Holding, che la Regione si accinge a costituire per la gestione degli aeroporti di Forlì e Rimini, pur rappresentando un aspetto positivo, di fatto, si delinea quale elemento parziale che, probabilmente, non risolverà i problemi né dello scalo di Forlì, nè per quello di Rimini. D'altra parte Rimini non fa mistero di volersi accaparrare tutti i voli e Forlì non comprende quali dovrebbero essere le funzioni e le prerogative aeroportuali rimanenti.  Dal bando per la privatizzazione, forse per qualcuno inaspettatamente, è giunta una importante manifestazione di interesse da parte della Save SpA di Venezia. Non si tratta di un gruppo industriale qualunque o di un indistinto fondo di investimenti che, come spesso accade, del territorio alla fine gli interessa relativamente, piantandoti in asso alla prima difficoltà. La manifestazione di interesse, prima di tutto, rappresenta un premio per gli azionisti della Seaf SpA: Comune di Forlì in primis, Provincia di Forlì-Cesena, Camera di Commercio Forlì-Cesena e Regione dal 2008 i quali, ripianando puntualmente i pesanti deficit prodotti dalla medesima Seaf SpA, hanno dimostrato di credere nelle potenzialità e nel futuro dell'aeroporto forlivese. Oggi, pertanto, è doveroso approfondire la manifestazione di Save SpA in sede di dialogo competitivo come prevede il bando di gara e creare le strade dell'intesa perché il sistema regionale integrato degli aeroporti dell'Emilia-Romagna è importante, ma lo è ancor di più quello del sistema interregionale ed europeo che Save SpA ha già dimostrato di portare avanti con diverse partecipazioni in altri importanti aeroporti. Le opportunità  che si aprono per Forlì con l'accordo con Save SpA (aumento bacino di traffico, attività extra aviation, formazione, polo tecnologico aeronautico) non possono essere tarpate dalle logiche chiuse che persegue l'aeroporto di Bologna attraverso i suoi azionisti di riferimento che, di fatto, rifiuta la visione integrata della politica aeroportuale.

 

Infine, due parole sulla sanità forlivese. La scelta della Regione Emilia-Romagna di ripianare il deficit 2008-2009 per circa 60 milioni di euro, a fronte di maggiori spese non autorizzate per qualificare la nostra sanità, e non già per generici buchi di bilancio e la conferma del contributo alla nostra ASL di oltre 20 milioni di euro per gli anni 2010 e 2011, dimostra che la medesima Regione non solo crede nella nostra sanità ma, ritenendola di eccellenza, fin'ora, vi ha investito abbondantemente di più che altrove. A fronte di questa situazione abbiamo l'obbligo morale e materiale di riportare la nostra sanità alla capacità di spesa consentita dalla programmazione regionale e, quindi, si sta lavorando su più versanti. La Regione è in procinto di licenziare le nuove direttive per organizzare meglio e con più certezze l'attività in capo all'Area Vasta Romagna, che dovrà portare alla assunzione delle decisioni con più trasparenza e coinvolgimento. Le ASL, noi ci preoccupiamo di Forlì e Cesena perché le due avendo insieme più o meno gli stessi abitanti di quelle di Ravenna e di Rimini, hanno in capo due grandi ospedali a fronte di uno per la provincia di Ravenna e uno di Rimini. Quindi spetta a noi, Forlì e Cesena, trovare le forme di collaborazione in ambito amministrativo ed ospedaliero introducendo quegli elementi di razionalizzazione, attraverso accorpamenti e specializzazioni, capaci di mantenere qualificati ed eccellenti i servizi per i cittadini e, nel contempo, di risparmiare risorse per riportare in equilibrio i conti della sanità forlivese.

Questo rappresenta il mio pensiero sulle problematiche trattate che, con trasparenza e coerenza, cerco di portare avanti nella mia attività in Regione, attraverso continue relazioni con gli Assessori interessati, con l'attività nelle Commissioni di lavoro e con l'attività legislativa vera e propria in seno all'Assemblea.

 

Tiziano Alessandrini

Consigliere Regionale

Membro e Capo Gruppo PD Commissione Politiche Economiche

Membro Commissione Territorio, Ambiente, Mobilità

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