Forlì, Alessandrini (Pd): "La politica non è fatta tutta di predoni"

Forlì, Alessandrini (Pd): "La politica non è fatta tutta di predoni"

FORLI' - non è semplice affrontare problematiche delicate come il riordino istituzionale, anche locale, soprattutto sull'onda di un malcontento diffuso dell'opinione pubblica, determinato dalle profonde incertezze e dalle paure di cui è pervasa. Una di queste è certamente data dalla instabilità economica che toglie speranza al futuro, soprattutto dei giovani.


Il trattamento profondamente iniquo che le persone avvertono sulla propria pelle, anche per responsabilità della politica che non riesce a parlare linguaggi comprensibili, trasparenti e, soprattutto, prospettici, portano ad effettuare grossolane semplificazioni. Spesso questa pratica coinvolge anche pezzi di classe dirigente che, anziché dare prospettive di fiducia indicando strade alternative alle "scorciatoie di turno", si lascia prendere da atteggiamenti che assumono più il sapore della demagogia e della velleità, anziché lavorare per risolvere i problemi dei cittadini i quali, detto per inciso, nella stragrande maggioranza non avvertono come prima esigenza la necessità di unificare o scomporre Province e Comuni.


I cittadini in primo luogo si attendono che la politica e gli eletti facciano funzionare a dovere le istituzioni. Le oggettive difficoltà a farle funzionare, per le scellerate politiche dei tagli promossi dal Governo, occorre vanificarle attraverso la ricerca di strade diverse ed alternative.


Prima di tutto attraverso percorsi autenticamente democratici, fatti di duro lavoro, mediazione, pazienza, volontà vera all'ascolto nelle sedi opportune: all'interno dei Partiti (che non possono essere visti come intralci), nei consessi elettivi dove il confronto si arricchisce dell'opinione delle opposizioni e nella società, che andrà coinvolta nelle forme e nei modi decisi nelle sedi opportune.


I movimenti d'opinione hanno certamente una funzione importante ma bisogna fare attenzione al fatto che sovente l'aggregazione avviene per rappresentare interessi che non sempre assumono l'aspetto generale ed altre volte sono soprattutto funzionali ai promotori.


In fatto di semplificazione, conviene ricordare che in Emilia-Romagna abbiamo realizzato obiettivi importanti ed altri si raggiungeranno. Abbiamo lasciato invariato a 50 il numero dei Consiglieri regionali quando per Statuto avremmo dovuto eleggerne 65 (a proposito di poltrone). Abbiamo ridotto drasticamente le Comunità Montane, i Consorzi di bonifica, le Aziende per il diritto allo studio. Ieri abbiamo approvato la legge che porterà razionalizzazioni nei Consorzi fitosanitari. A breve arriverà la legge regionale per la riduzione della burocrazia e per la semplificazione amministrativa.


Come noto, abbiamo anche ridotto i costi della "politica pura" con meno risorse ai gruppi assembleari. Proprio l'ultima Assemblea ha restituito alla Giunta un milione di euro frutto di risparmi e tagli. Già dal dicembre scorso abbiamo eliminato i vitalizi per i Consiglieri e per gli Assessori, ridotto le indennità e trasformato i rimborsi forfettari con quelli a piè di lista, introducendo la marcatura della presenza, proprio come fanno gli impiegati. Ma per farlo abbiamo seguito la strada maestra e, con pazienza e tenacia, abbiamo portato altre forze, a partire da quelle di opposizione, a condividere le nostre proposte.


Allora, non facciamo inutili proclami lanciando sfide indistinte a tutti i Partiti, come se tutti fossero predoni di poltrone. Il PD forlivese, la sua giovane classe dirigente, ad esempio, non ha bisogno di accettare queste sfide perché è il medesimo Partito che le lancia. Tutto a posto allora? Ovvio che no. Ci sono resistenze e retro pensieri anche nelle nostre file, ma l'importante è non mollare l'osso dell'innovazione che si sta faticosamente portando avanti.


Con modestia e forza d'animo mettiamoci a lavorare tutti portando ognuno il proprio granello di sabbia affinchè in Italia si realizzi un vero programma di riduzione dei costi, inclusi quelli della politica, senza fare confusione con i costi della democrazia, attraverso una vera riforma dell'assetto istituzionale a partire dalla riduzione dei Parlamentari, con inclusa riduzione delle retribuzioni ed eliminazione dei vitalizi (disegno di legge PD già depositato in Parlamento); dal superamento del bicameralismo perfetto (costituendo il Senato Federale o la Camera delle Regioni) e dalla ridefinizione del ruolo dello Stato centrale (e delle sue articolazioni), delle Regioni, delle Province (disegno di legge PD già depositato in Parlamento) e dei Comuni. Infine, occorre sopprimere quella pletora di Enti veramente inutili e quei numerosi organismi del sottobosco politico.


La nostra Regione incoraggia la costituzione delle Associazioni dei Comuni. In tal modo si possono accorpare funzioni e responsabilità, diminuendo non solo il numero dei dirigenti, ma anche, seppur gradualmente, gli impiegati d'ordine (in concomitanza con il pensionamento). In tal modo risparmiamo risorse, che possiamo dirottare sugli investimenti o verso servizi più strategici e, soprattutto per i piccoli Comuni, aumentiamo la qualità degli stessi per cittadini ed imprese.


Nessuno impedisce ai Comuni, grandi, piccoli e medi di fare questo. Certo bisogna essere capaci e bisogna spendersi, ancora una volta con umiltà e determinazione, imboccando la via del confronto che richiede tempo e pazienza, piuttosto che la via degli annunci. Stesso discorso, a maggior ragione, per eventuali fusioni.

 

 

Tiziano Alessandrini

Consigliere regionale PD Emilia-Romagna

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