Forlì: all’Auditorium Cariromagna l'incontro col premio Nobel Seamus Heaney

Forlì: all’Auditorium Cariromagna l'incontro col premio Nobel Seamus Heaney

Forlì: all’Auditorium Cariromagna l'incontro col premio Nobel Seamus Heaney

FORLI' - "Il poeta Seamus Heaney - scrive Gabriella Morisco nella prefazione a Seamus Heaney poeta dotto,il volume fatto appositamente ristampare dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì per l'ultimo "Incontro con l'Autore" prima della pausa estiva - è anche studioso e traduttore raffinato della poesia classica latina. Il conferimento del premio Nobel per la Letteratura (nel 1995) riconosce alla sua poesia, mai separata dalla consapevolezza etica, una lirica bellezza che «innalza i miracoli quotidiani e rende vivo il passato». È questo ritorno incessante al passato e l'intenso dialogo con i poeti latini a suggerire il nostro interesse alle poesie qui scelte e tradotte, che attraversano tutta la carriera di Heaney, a testimonianza di una dedizione alla poesia classica, iniziata fin dagli anni del liceo e che lo ha costantemente accompagnato".

 

Nato nel 1939 in Ulster da una famiglia cattolica, dopo la laurea al Queen's College di Belfast Seamus Heaney ha insegnato letteratura inglese a Dublino fino al 1984, anno in cui è chiamato dall'Università di Harvard a insegnare retorica. Nel 1989 passa quindi all'università di Oxford, dove ottiene la cattedra di poesia a Oxford. Come poeta, viene considerato il massimo rappresentante contemporaneo del rinascimento poetico irlandese, per il suo forte richiamo alle tradizioni, alla terra, e al mito delle origini. Con un linguaggio modernista, che poco concede al plurilinguismo barocco di celebri connazionali come Joyce, si avvicina alla perfezione cristallina di poeti come Ted Hughes o Philip Larkin. Della sua poesia ha osservato: "penso alle tematiche personali e irlandesi come fossero le vocali e la consapevolezza letteraria nutrita dall'inglese le consonanti". Alla sua opera prima "Deat of a Naturalist" (1966) sono seguite "Door into the dark" (1969), "Wintering out" (1972), "North" (1975), fino alla svolta di "Field work"(1979) e "Station Island" (1984), che prende il nome da un luogo di pellegrinaggio cattolico nella contea di Donegal e che propone lo scontro tra due imperativi: restare fedele all'esperienza storica collettiva, o mantener fede alla propria soggettività. Del 1991 è "Seeing things", in cui si realizza il ritorno vigoroso alla fisicità, alla fedeltà a "the grain of things", alla venatura e alla fibra stessa del mondo.

 

L'incontro di venerdì 13 con il Premio Nobel per la letteratura - fissato per le 20.45 presso l'Auditorium della Cariromagna - darà anche l'abbrivio alla serie di eventi, raccolti sotto il titolo di "l'Accento sulle bellezza", che la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì dedicherà, fino a giovedì 20 giugno al Centro Storico, per promuovere la conoscenza delle sue bellezze storico artistiche.

 

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All'incontro, affidato alla conduzione di Giovanni Tesio, interverrà anche l'assessore comunale alla cultura e all'università Gianfranco Marzocchi, che porterà a Seamus Heaney il saluto della città di Forlì.

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