Forlì: alla direzione Ausl ritiro a sorpresa di Nicolini, dal cilindro esce Petropulacos

Forlì: alla direzione Ausl ritiro a sorpresa di Nicolini, dal cilindro esce Petropulacos

L'uscente Claudio Mazzoni

FORLI' - Sarebbe Kyriakoula Petropulacos, direttrice sanitaria dell'Ausl di Modena, la dirigente che l'assessore regionale alle Politiche sanitarie Giovanni Bissoni ha designato alla direzione sanitoria dell'Ausl di Forlì, in sostituzione di Franco Nicolini, che ha rinunciato alla nomina lunedì mattina. L'indiscrezione viene da Antonio Nervegna, consigliere regionale di Fi-Pdl. L'assessore regionale Bissoni è giunto a Forlì proprio per dipanare l'intricata matassa.

 

Ci sono stati contatti frenetici per tutta la giornata di lunedì tra i sindaci del territorio per la nomina del nuovo direttore dell'Ausl di Forlì. Nel week-end il nome che era arrivato da Bologna, designato dall'assessore regionale Giovanni Bissoni, è quello di Franco Nicolini, dirigente dell'Ausl di Reggio Emilia, figlio di Germano Nicolini, il partigiano "Diavel" condannato ingiustamente dell'omicidio di don Umberto Pessina (si fece dieci anni di carcere prima della piena riabilitazione).

 

A gettare nello scompiglio gli amministratori del Forlivese è stata la decisione di Nicolini di rinunciare all'incarico, per motivi famigliari. A quanto pare Nicolini non aveva ancora sciolto le sue riserve quando Bissoni ha deciso di nominarlo. Lo stesso assessore regionale è stato questa mattina a Forlì per dipanare l'intricata vicenda, incontrando il sindaco Roberto Balzani e il presidente della conferenza sanitaria territoriale Paolo Zoffoli, sindaco di Forlimpopoli.

 

 La conferenza dei sindaci del territorio, a quanto punto, starebbe lavorando ad una sorta di "piano degli obiettivi della sanità forlivese", che funga da garanzia per il territorio. Destinatario del documento sarebbe appunto Kyriakoula Petropulacos. Il timore, ormai malcelato dai vari attori in campo, è che una nomina proveniente fuori dalla realtà locale romagnola comporti un indebolimento dell'Ausl di Forlì nei progetti dell'area vasta romagnola.

 

Ad incarnare tutti i dubbi c'è appunto Nervegna (PdL): "Ancora una volta il centralismo burocratico di Bologna avrà  la meglio contro l'autonomia gestionale e  politica degli amministratori  locali forlivesi, sintomatico di una ormai esigua capacità rappresentativa della stessa classe di sinistra della provincia di Forlì-Cesena".

 

Continua Nervegna: "Nonostante la conferenza dei sindaci avesse confermato la fiducia all'attuale direttore Ausl di Forlì, Claudio Mazzoni (con l'eccezione, però, del Comune di Forlì e della Provincia di Forlì-Cesena, ndr), emerge come ormai certa la nomina  dell'attuale direttore sanitario dell'ospedale di Modena, già responsabile programmazione sanitaria dell'assessorato regionale, segno di un cordone ombelicale strettissimo con il presidente Errani".

Commenti (4)

  • Avatar anonimo di benpensante
    benpensante

    Bartolini e Nervegna hanno fatto bene il loro lavoro di opposizione,non sta a loro designare il nome del direttore generale della USL ma all'assessore regionele ed alla conferenza dei sindaci.Loro ,bartolini e nervegna,avevano detto che doveva essere uno competente e che assicurasse una gestione corretta del territorio forlivese meglio se conoscendolo direttamente.Di persone di questo tipo ce ne erano almeno 5 da poter nomenare.Se non è stato fatto è perchè di Fori sanità a Bologna nulla importa e non è neanche vero che una buona sanità si fa solo con le sinergie soprattutto quando queste sono da una sola parte.L'area vasta cosi come è portata avanti adesso è una pena prospettica che ci farà andare tutti col ventre a terra.altro che sanità di eccellenza.Vedrete vedrete.

  • Avatar anonimo di ReArtù
    ReArtù

    Ma non sarebbe possibile nominare un manager che non venga da una precedente esperienza nello stesso campo?. Come mai i dirigenti, in pratica, non si cambiano e restano sempre ai loro posti. Prima la poi quà e poi su e ancora giù, sempre loro. Mi piacerebbe sapere quanta liquidazione prendono per passare da un incarico all'altro facendo sempre lo stesso lavoro. Mi convinco sempre più che una buona parte della spesa sanitaria se ne va in ruberie e disfunzioni varie. Buona salute a tutti.

  • Avatar anonimo di Davide1
    Davide1

    In questi giorni si sono fatti diversi nomi. Su tutti i candidati Nervegna e Bartolini si sono affrettati a screditarli (uno è comunista, l'altro è amico dei ravennati e così via) senza proporre nessuno. Così siamo capaci tutti... L'indipenza gestionale della nostra sanità è una balla. A me non iteressa una sanità autonoma ma una sanità che funzioni bene nonostante le minori risorse che il governo centrale eroga. Per far questo occorrono delle economie di scala che si raggiungono facendo delle sinergie con le altre AUSL.

  • Avatar anonimo di corso.rossi
    corso.rossi

    Hanno ragione nervegna e bartolini : i nostriamministratori non hanno saputo difendere la nostra sanità che è la migliore in regione sottostando alla politica di occupazione di errani e carradori.Questo è il rinnovamento della sinistra e del pd forlivese : portarci nelle fauci del lupo ravennate che farà di noi un boccone grazie alla debolezza della nostra politica e poi ,con le nostre idee,si farà bello per la sua carriera.

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