Forlì: alla Festa Democratica il giornalista Peter Gomez racconta la 'Ndrangheta

Forlì: alla Festa Democratica il giornalista Peter Gomez racconta la 'Ndrangheta

FORLI' - Minacciati, intimiditi, isolati, oltraggiati. Succede ai giornalisti calabresi con il vizio della legalità, a quelli abituati a chiamare le cose con il giusto nome. Cronisti che raccontano la Calabria senza tacere sulle "gesta" e le connivenze delle cosche più feroci della ‘ndrangheta, la mafia più potente e sottovalutata del Paese.
A loro, ai giornalisti calabresi con la schiena dritta, è dedicato "Avamposto nella Calabria dei giornalisti infami", il libro-inchiesta scritto da Roberta Mani e Roberto Rossi ed edito da Marsilio, che viene presentato giovedì 8 luglio (ore 18) alla Festa Provinciale del PD di Forlì (piazzale Berlinguer, Ronco).
 
A commentare il libro assieme all'autore ci saranno anche Silvia Resta, giornalista di LA7 e Peter Gomez, saggista e giornalista de "Il Fatto Quotidiano".
 
"Avamposto" è il racconto di una terra al buio, di un giornalismo ai margini fatto da volti sconosciuti, giovani freelance senza paura, firme e sigle in fondo alle pagine dei quotidiani locali calabresi. Lo hanno scritto Roberta Mani, caporedattore centrale di News Mediaset, e il giovane siciliano Roberto Rossi, due giornalisti accomunati dall'impegno nell'osservatorio della Fnsi sui cronisti minacciati "Ossigeno per l'informazione". 
 
«È lunga la serie di giornalisti intimiditi in Italia - dicono Roberta Mani e Roberto Rossi - ma è in Calabria che si registra il primato negativo». In "Avamposto", però, non ci sono però eroi. «Ci aspettavamo - continuano i due autori - di trovare personaggi mitici. Abbiamo incontrato invece persone normali, a rischio per aver creduto nel diritto di cronaca. La loro colpa è quella di vivere troppo, troppo vicino alle ville dei mammasantissima». 
 
Nel loro libro Mani e Rossi ripercorrono così le storie di cui sono protagonisti e vittime sedici giornalisti "infami" dei quotidiani calabresi. Sono storie di mafia, di faide sanguinose, di ragazzi uccisi e mai più ritrovati, di cattiva politica, di imprenditoria marcia, di giudici nel mirino e magistrature compiacenti. Storie pericolose ma poco conosciute, nonostante siano il miglior termometro per comprendere la realtà di una terra ostaggio della peggiore forma di sovranità.    

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