Forlì, Alpina Acque. Nervegna (FI): "Esempio di protervia del sindaco Masini"

Forlì, Alpina Acque. Nervegna (FI): "Esempio di protervia del sindaco Masini"

FORLI' - "Ancora una volta il sindaco di Forlì, Nadia Masini, memore della sua cultura di stretta osservanza politica stalinista, ha offerto il migliore esempio di protervia del potere e di cieca analisi dei fatti". Antonio Nervegna, consigliere regionale e capogruppo di Forza Italia a Forlì, torna all'attacco dell'Amministrazione comunale sul caso della vendita di "Alpina Acque", società controllata da Romagna Acque spa.

 

"Sabato 28 febbraio, dopo avere negato nei giorni scorsi un incontro ai dipendenti di Alpina Acque coinvolti nella vendita decisa da Romagna Acque - racconta Nervegna -, ha ricevuto i sindacati territoriali asserendo tra le altre cose che il consiglio di Amministrazione della stessa società di progettazione risultava decaduto. Cosa che non era vera".  Nonostante le dimissioni in sequenza di due membri (Luisa Babini e l' avvocato Stefano Giannini), fa notare Nervegna, i Consiglio di  amministrazione di Alpina Acque "è comunque legittimato a procedere in quanto ancora composto, come stabilito dallo Statuto, dalla maggioranza dei consiglieri nominati ed accettati dall'Assemblea".

 

"Piuttosto sono altre le informazioni che il Comune  di Forlì dovrebbe fornire all'opinione pubblica - è l'opinione di Nervegna -. Poiché , come è noto, tutti i consiglieri di amministrazione delle società pubbliche partecipate della Romagna sono designati dai sindaci, in testa anche la Masini, e le poltrone e gli sgabelli sono lottizzati dalla sinistra con logica rigorosamente politica".


"Al di là delle ragioni, che io stesso ho espresso pubblicamente, in sede istituzionale attraverso numerose pubbliche denunce ed interrogazioni politiche - spiega Nervegna -  nel corso delle ultime settimane si sono registrati anche fatti nuovi: un esposto alla magistratura penale di Forlì è stato presentato dalla UIL e  ricalca i rilievi di irregolarità esposti nella mia interrogazione. Inoltre corre voce che  la Corte dei Conti possa contestare il danno erariale dato che Romagna Acque che è una società interamente pubblica non può autorizzare una cessione che determini un inutile svantaggio".

 

"Col 100% della proprietà di Alpina Acque la legge consentirebbe a Romagna Acque di affidare i progetti e le direzioni lavori direttamente a se stessa - prosegue Nervegna -, con evidente  risparmio di tempo e burocrazia e godendo di vantaggi finanziari del quale potrebbero trarre grande beneficio anche gli oltre 50 comuni soci di Romagna Acque, compresa l'amministrazione comunale di Forlì".


Nervegna rinnova l'accusa di quella che considera una manovra "poco chiara" e pone alcune domande. "Perché la vendita alla Dam di Ravenna è avvenuta a trattativa privata, dopo  che le carte messe in tavola con la gara pubblica andata deserta erano state modificate, a vantaggio della stessa Dam, con l'aggiunta di commesse che prima non c'erano?".

 

Altro quesito: "perché i consiglieri Babini e Giannini hanno rassegnato le dimissioni proprio ora, quando correttezza avrebbe voluto che si fossero eventualmente dimessi solo dopo l'approvazione del Bilancio e l'eventuale cessione delle quote all'acquirente; ciò, come normalmente accade, al fine di tutelare la società e il capitale per cui erano stati nominati consiglieri?".

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