Forlì, anche il Master in infermieristica oncologica celebra la festa della donna

Forlì, anche il Master in infermieristica oncologica celebra la festa della donna

FORLI' - Martedì 8 marzo, un ideale filo rosa legherà la festa alla donna al Master Universitario di I° livello "Percorsi clinici e di ricerca nell'infermieristica oncologica", promosso dall'Ausl di Forlì e dall'Irst di Meldola. Proprio in questa giornata, infatti, nell'ambito del modulo dedicato alla prevenzione, curato dal dott. Fabio Falcini, direttore dell'U.O. di Prevenzione Oncologica dell'Ausl di Forlì, si terrà un seminario sulla breast unit senologica, dal titolo "Riflessione sugli aspetti organizzativi e diagnostico-terapeutici". A sviscerare il tema saranno lo stesso dott. Falcini, e il dott. Secondo Folli, direttore dell'U.O. di Senologia dell'Ausl di Forlì, che si soffermerà su "Chirurgia conservativa e nuove tecniche ricostruttive". Introdurrà i lavori Nadia Masini, presidente della Lilt (Lega italiana lotta contro i tumori) Forlì-Cesena, associazione da sempre impegnata a  costruire attorno al malato oncologico una rete di solidarietà, sicurezza e informazione.

 

Il tumore al seno è il più frequente nel sesso femminile, e rappresenta il 25% di tutti i tumori che colpiscono le donne. Tale neoplasia costituisce, inoltre, la prima causa di morte per tumore nel gentil sesso: una donna su 33 ha la probabilità di morire di cancro alla mammella. Negli ultimi anni, tuttavia, a fronte di un aumento dell'incidenza, si è registrata una riduzione della mortalità. A Forlì, la sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi di tumore della mammella sfiora il 90%, con una crescita, negli ultimi vent'anni, dell'8,1%. Risultati conseguiti in virtù del proficuo lavoro svolto dal gruppo senologico multidisciplinare, presente nella nostra città sin dal 2000 e formato dagli specialisti di diversi reparti: la Prevenzione oncologica, la chirurgia senologica, l'anatomia patologica, la medicina nucleare, la radioterapia, l'oncologia dell'Irst, la fisiatria e l'anestesia, cui si sono aggiunti il chirurgo plastico, la genetista, e la psiconcologa. Tutti questi professionisti sono in costante contatto, con riunioni settimanali, per valutare la situazione del paziente e personalizzare il più possibile il percorso di cura. In questo modo, la donna, una volta iniziato l'iter diagnostico, non deve più preoccuparsi di nulla: l'accesso ai diversi specialisti è più che mai facilitato, al punto che non c'è bisogno nemmeno di prenotare le visite. Il livello d'eccellenza raggiunto da tale tipo di organizzazione è stato recentemente certificato dalla 12° Commissione Igiene e Sanità del Senato, che ha individuato l'esistenza di tutti i requisiti per il riconoscimento formale in breast unit, soluzione considerata dall'Unione Europea la più efficace per accrescere la qualità della vita e la sopravvivenza delle donne affette da cancro al seno.

 

All'interno del percorso, è cruciale il ruolo della figura infermieristica. A prendersi cura delle donne lungo tutto l'iter senologico sono, infatti, due infermiere case-manager, chiamate a tenere i collegamenti e l'integrazione fra i diversi professionisti coinvolti, assicurando continuità di cura e mettendo la paziente al centro di un percorso personalizzato di assistenza. Nel corso del seminario, che durerà tutta la giornata, dalle 9 alle 18, nel polo formativo dell'Ausl di Forlì (padiglione Valsalva), interveranno pertanto le due infermiere case-manager, Maria Rosa Ciani e Paola Nensor.

 

L'obiettivo del Master, non a caso, è formare infermieri con competenze professionali specifiche al fine di rispondere ai bisogni di natura preventiva, curativa, riabilitativa e palliativa negli ambiti operativi dell'area oncologica e delle cure palliative. In Italia, Forlì è fra le poche città a ospitare iniziative di questo genere, a conferma dell'eccellenza raggiunta nel settore oncologico, specie dopo l'attivazione dell'Istituto scientifico Romagnolo per lo Studio e la cura dei Tumori di Meldola, punto nevralgico per l'"Area Vasta Romagna". L'importanza di essere riusciti a portare a Forlì, «grazie a un investimento non di poco conto da parte dell'Ateneo», un Master di tale livello, è stata sottolineata anche dal prof. Gianandrea Pasquinelli, presidente del Corso di laurea in Infermieristica dell'Università di Bologna, di recente in visita al polo formativo forlivese.

 

Quella in corso è la seconda edizione del Master, capace, quest'anno, di richiamare ben 17 studenti da tutta Italia, in larga maggioranza donne. Le lezioni sono iniziate a novembre col modulo "Percorsi clinici in oncologia e ricerca" del prof. Dino Amadori, direttore scientifico dell'Irst e dello stesso Master, il quale  ha dato un taglio decisamente multidisciplinare agli argomenti trattati, chiamando, per ogni patologia presa in esame, tutti gli specialisti coinvolti nella sua cura. Un approccio didattico innovativo che ha riscosso grande consenso fra i discenti. Le lezioni, giunte all'ottava settimana, proseguiranno sino al 6 aprile, per lasciare poi spazio agli appelli e agli stages, previsti nei diversi centri oncologici di eccellenza di Area Vasta Romagna. Da sottolineare che il Master, diretto dal prof. Gaetano La Manna, è sostenuto fortemente dallo IOR, l'Istituto Oncologico Romagnolo, che, per questa edizione, si è impegnato a finanziare un terzo di tutte le quote d'iscrizione, ed è stato promosso, sin dalla prima edizione, dalla Direzione Infermieristica e Tecnica dell'Ausl di Forlì, diretta dalla dott.ssa Silvia Mambelli. Due le sedi: il polo formativo dell'Ausl di Forlì, coordinato dalla dott.ssa Sandra Montalti, e l'Irst di Meldola.

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