Forlì: aperta la mostra sui Fiori, tutti i quadri in mostra

Forlì: aperta la mostra sui Fiori, tutti i quadri in mostra

Forlì: aperta la mostra sui Fiori, tutti i quadri in mostra

FORLI' - "Questa è la nostra quinta mostra in cinque anni e la filosofia è rimasta la stessa: partire dalle nostre radici per guardare oltre il nostro territorio". Così Piergiuseppe Dolcini presidente della Fondazione Carisp di Forlì ha introdotto l'anteprima della mostra sui Fiori, riservata alla stampa, che si è tenuta sabato mattina ai musei del San Domenico. Erano presenti anche giornalisti della testate nazionali che hanno dedicato già grande risalto all'esposizione.

 

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Forlì riparte dai "Fiori". Volendo mutuare un'espressione del presidente della Fondazione della Cassa dei Risparmi Piergiuseppe Dolcini, sarebbe meglio mettere nero su bianco che "Forlì accetta la sfida". L'avventura della quinta rassegna allestita nell'incomparabile scenario dei Musei San Domenico, è scattata con la "vernice" per le autorità e la stampa. Forte della notizia delle prime ventimila prenotazioni già incassate, la mostra "Fiori, natura e simbolo dal Seicento a Van Gogh", in onda fino al 20 giugno prossimo in piazza Guido da Montefeltro, è partita sotto i migliori auspici con gli interventi del sindaco di Forlì Roberto Balzani, del presidente del comitato scientifico Antonio Paolucci e dei curatori Daniele Benati, Fernando Mazzocca e Alessandro Morandotti.

 

Già l'introduzione del coordinatore Gianfranco Brunelli ha messo in luce il "fil rouge" che lega "I Fiori", rassegna di genere, ai quattro eventi pregressi tutti imperniati su un nome di grido: "Anche la nuova esposizione prenderà le mosse da un capolavoro che è già patrimonio della città". Trattasi della prima opera che incanta il visitatore appena salito al primo piano: la Fiasca Fiorita, di proprietà della Pinacoteca Civica di Forlì. "Il nome dell'autore rimane un mistero - precisa Paolucci - ma è fuor di dubbio che si tratti di una mano eccelsa, di chiara ispirazione caravaggiesca". Dalla Fiasca ai due Van Dyck, ai tre Monet - due dei quali prestati dal Museo egiziano de Il Cairo, con due suoi emissari presenti alla "vernice" - al Gauguin, pezzo unico ma eccelso, al Sorolla e al Van Gogh, splendente con il celebre "Vaso con astri, fiasca e altri fiori" offerto da un collezionista olandese, il passo non è breve: si tratta infatti di ammirare ben 120 quadri, 2 sculture e alcuni volumi importanti, per un totale di 140 pezzi.

 

"Sono tre - dichiara il presidente Dolcini - le parole di riferimento per sintetizzare questa nuova provocazione al buon gusto artistico degli italiani: continuità, modello e sviluppo. Le quattro mostre allestite sinora al San Domenico hanno fatto di Forlì un modello nazionale da copiare: attorno ad un'eccellenza locale - per il Canova fu l'Ebe, per i "Fiori" sarà la Fiasca Fiorita - la "task force" costituta dal Comune e dalla Fondazione Carisp costruisce un percorso artistico di interesse e di richiamo assoluto. Oltre a lanciare la città nei circuiti culturali che contano, le "sfide" del San Domenico costituiscono un volano irrinunciabile per lo sviluppo locale. Adesso "si tratta di battere il ferro finché è caldo, pensando per il futuro a qualcosa di altrettanto valido ed attraente".

 

Cosa bolle nella pentola di Brunelli, Dolcini e Balzani? Una riedizione in grande stile di una monografica sul Melozzo, o piuttosto uno sguardo a Forlì e il Novecento, con un occhio di riguardo all'architettura del Ventennio? Interrogato in proposito, il presidente della Fondazione Carisp è stato laconico: "Ci stiamo pensando". Dipende anche da come andranno "I Fiori", per la cui realizzazione è stata investita una cifra intorno ai due milioni di euro.

Piero Ghetti


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