Forlì, aperture domenicali. I sindacati: "Ora i lavoratori sono tutelati"

Forlì, aperture domenicali. I sindacati: "Ora i lavoratori sono tutelati"

Forlì, aperture domenicali. I sindacati: "Ora i lavoratori sono tutelati"

Forlì diventa "città d'arte", dopo il sì della Regione e così le attività commerciali comprese nel perimetro della cinta murata hanno, per 9 mesi all'anno, libertà di apertura e chiusura. E i lavoratori? "Finalmente - spiega Maria Giorgini, segretario Filcams Cgil Forlì - abbiamo ottenuto una regolamentazione dei loro diritti, con l'aumento della maggiorazione domenicale dal 30 al 40% e, per le domeniche di dicembre, al 45%. Inoltre è garantito il turno di riposo".

 

"L'accordo siglato il 21 marzo 2011 tra le OO.SS del commercio , Comune di Forlì, Associazioni di Categoria e centro commerciale, limita le aperture fuori dal centro storico a 22 ( diversamente da quanto avviene in altri territori dove ci sono strutture di pari dimensioni, vedi Rimini) e nel centro storico i mesi sono 9 di cui però 2 , giugno e luglio, finalizzati in particolare all'inziativa dei mercoledì sera. L'accordo oltre agli aumenti limita il disagio dei lavoratori inserendo i concetti di volontarietà e rotazione per la prestazione domenicale e cosa ancora più importante prevede l'obbligo di chiusura per tutti i festivi, cosa che molti comuni stanno derogando. Pertanto ci sentiamo di definire l'accordo un' equa mediazione tra interessi diversi. Auspichiamo inoltre che ci siano spazi anche per andare a breve a definire maggiori modalità di programmazione delle aperture già previste che a nostro avviso devono essere legate ad un calendario di eventi finanziabili , grazie all'accordo, anche grazie al contributo che il Comune ha ottenuto dal Centro Commerciale. "

 

Oltre alle 8 domeniche previste dalla legge Bersani, l'accordo tra sindacati, associazioni del commercio, Comune e Centro Commerciale Punta di Ferro, approvato dalla Regione, lascia libertà agli esercizi commerciali della cosiddetta "città d'arte" da aprile a luglio e, dalla terza domenica di ottobre alla terza domenica di gennaio comprese, anche a tutto il territorio comunale. Continua ad essere vigente l'obbligo di chiusura domenicale e festiva nelle seguenti giornate: 1° gennaio, 25 aprile, domenica di Pasqua, lunedì di Pasqua, 1° maggio, 2 giugno, 15 agosto, 1° novembre, 25 e 26 dicembre.

 

"La soddisfazione - continua Giorgini - sta proprio nella obbligatorietà di chiusura per le feste comandate e nella regolamentazione delle aperture domenicali concesse alle grandi strutture, cosa che non accade in altre città. Questo regolamento è valido per 3 anni". In poche parole l'iper ha a disposizione 22 domeniche, mentre il centro può sfruttare anche il periodo da aprile a luglio. "I mesi di giugno e luglio - precisa Giorgini - sono stati inseriti soprattutto per l'iniziativa dei Mercoledì del cuore, così da garantire l'apertura fino a mezzanotte. Sicuramente saranno pochi gli esercenti che decideranno di tenere aperto anche la domenica in quel periodo. Per le domeniche resta comunque la volontarietà della prestazione e l'obbligo della rotazione".

 

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Chiara Fabbri

Commenti (3)

  • Avatar anonimo di R_I_C_K_
    R_I_C_K_

    queste parole sante sono il sale della vita anche per me @rmy e p.kc. purtroppo questa societa ha perso tutti i valori di una volta, che io con molta nostalgia rimpiango e vorrei rivendicare...continuiamo a tenere duro come capisaldi dei valori VERI!!!!

  • Avatar anonimo di @rmy
    @rmy

    Caro Palmiro non ti sarà certo di consolazione ma spero possa farti sentire "meno solo" sapere con certezza che siamo almeno in due a pensarla ESATTAMENTE come hai scritto. A me conforta molto non sapere che sono l'unico "diverso".

  • Avatar anonimo di P.Kc.
    P.Kc.

    C’era una volta il sabato di biblica memoria. Poi venne la domenica giorno del Signore, in cui si sospendevano le usuali attività lavorative e ci si dedicava al riposo ed alla socializzazione all’incontro con amici e parenti, perché si sapeva che quel giorno si sarebbero fermati anche loro. Credo che l’invenzione biblica del sabato sia stata una delle più grandi e utili per l’umanità, perché come recitano i vangeli il sabato (poi la domenica) è fatto per l’uomo. Mi dicono che i tempi siano cambiati; capisco che le modifiche al regolamento comunale, che liberalizza l’apertura dei negozi di domenica, possano apparire come ormai ineludibili. Siamo una città d’arte, abbiamo frotte di turisti che non ambiscono altro che a fare la spesa, pardon lo shopping di domenica. Mi dicono che siamo in una società di mercato, dove l’uomo ha valore come soggetto consumatore. La mia è ormai una mentalità superata, anche se amo pensare che sia solo diversa; la penso in sostanza come mio cognato che una volta ebbe a dire: “Sentivo spesso che le donne quando sono depresse vanno a fare “il Shopping, io che non sapevo cosa volesse dire, chissà cosa mi immaginavo che fosse”, accompagnandola frase con un gesto eloquente, “poi ho scoperto che non è altro che andare a fare la spesa. Che delusione!”  Palmiro capacci

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