Forlì, appello dei farmacisti: "Cittadini chiedete la ricetta rossa

Forlì, appello dei farmacisti: "Cittadini chiedete la ricetta rossa

Forlì, appello dei farmacisti: "Cittadini chiedete la ricetta rossa

FORLI' - Un'inserzione a pagamento su un quotidiano locale fa riesplodere la guerra, cessata solo temporaneamente e in attesa di nuovi confronti, tra Ausl di Forli' e le farmacie del territorio, rappresentate da Federfarma provinciale, sulla questione dell'estensione del numero dei farmaci disponibili nei centri di distribuzione dell'Ausl. Nell'annuncio a mezza pagina e' contenuto un vero e proprio appello ai cittadini da parte delle farmacie.

 

Ricorda Federfara, che i cittadini  "per legge (R.D. 1265/1934) non sono obbligati a prelevare i medicinali presso i centri di distribuzione dell'Ausl, ma al contrario e' un loro diritto chiedere al medico di base la prescrizione dei farmaci su ricetta rossa, per poi ritirarli comodamente presso tutte le farmacie del territorio, aperte tutti i giorni dell'anno".

 

E' l'espressione 'ricetta rossa' ad essere scritta a caratteri cubitali nell'annuncio, considerato che la nuova direttiva dell'Ausl consiglia ai medici di famiglia di fare la prescrizione dei medicinali fuori dai moduli ufficiali del Sistema sanitario regionale, documenti che possono essere accolti solo dai punti di distribuzione dei farmaci dell'azienda sanitaria, lasciando i cittadini, sostengono i farmacisti, senza la possibilita' di esercitare il diritto di scelta su dove servirsi. (

 

Sono solo fogli bianchi, senza alcuna ufficialita', che vengono accettati dall'Ausl per una decisione interna loro", rileva Giorgio Molossi, vice-presidente regionale e presidente provinciale di

Federfarma, mentre le farmacie non possono erogare farmaci se non col classico modulo rosso del Ssn.     L'iniziativa, partita il 30 marzo scorso, prevede l'estensione dell'erogazione diretta dei farmaci, che vengono acquistati in grandi quantita' dall'azienda sanitaria: l'Ausl conta di risparmiare in questo modo piu' di un milione di euro all'anno.

 

 Un "beneficio per la collettivita'", ci tengono a precisare nell'ente sanitario. A farne le spese, lamenta Federfarma, saranno solo le farmacie, visto che il cittadino gia' non paga questi prodotti di classe A. Per l'Ausl, inoltre, si parla solo di medicinali per i malati cronici. "Non e' affatto cosi': distribuiscono un sacco di medicine di uso ricorrente, non solo per i cronici, e, visto che fanno le gare, hanno un prodotto solo, mono-marca, senza dare la possibilita' di scegliere", continua Malossi, che punta il dito anche sui disagi.

 

"Un cittadino di Forli' deve andare in centro oppure all'ospedale, e una volta arrivato li' deve anche fare la fila, un costo sociale per gli ammalati". Per questo la decisione dell'annuncio sul giornale: "Abbiamo voluto solo informare- spiega- che non e' obbligatorio andare ai centri Ausl e che e' un diritto del cittadino richiedere la ricetta rossa per servirsi della farmacia".

 

Il timore e' che, inoltre, certi farmaci, non avendo piu' mercato, spariscano dai banchi delle farmacie e non si trovino neanche nei punti di distribuzione dell'Ausl. Come e' andato il primo mese di sperimentazione? "Siamo in attesa dei dati di aprile, che arriveranno a giorni- spiega Malossi-, ma la sensazione e' che ci sara' un calo notevole degli introiti".

Commenti (5)

  • Avatar anonimo di Roberto S
    Roberto S

    Beh se per un semplice suggerimento che la Ausl ha dato ai medici di base si è scatenato tutto questo putiferio allora mi vien da pensare che ci sia sotto qualche interesse veramente grosso! Tanto più che sia il sindacato dei lavoratori che il sindacato dei farmacisti hanno contestato le indicazioni della Ausl... E se per legge ci fosse la possibilità di ritirare i tutti i farmaci con necessaria prescrizione medica direttamente all'ospedale 24 ore su 24 per tutti i giorni? non sarebbe meglio per i cittadini?

  • Avatar anonimo di Caplaz
    Caplaz

    LA LOBBY,PAROLA MOLTO IN USO NEL NOSTRO BEL PAESE, ORA FA TAPPA ANCHE NELLA NOSTRA PROVINCIA.Ma finiamola una volta tanto, cari signori del farmaco, non siete ancora stanchi di fare soldi a palate, approfittando della salute di chi non può permettersi farmaci e cure nelle vicina Svizzera. Una tiratina d'orecchie la voglio dare a tutti i politici in quanto su questa lunga e noiosa (per i pazienti)telenovela, non muovono un dito..Che pretendono tutti assieme che si torni ai Zambutèn, termine e personaggio molto noto nella nostra terra.

  • Avatar anonimo di nando
    nando

    ma quali disagi per il paziente se la ricetta bianca vale fino ad un anno mentre quella rossa non è ripetibile, in quanto immediatamente ritirata dal farmacista.Insomma le file in sala d'attesa si ridurrebbbero ed anche la perdita di tempo del medico per la compilazione ripetuta di ricette Poi è ora che i farmacisti la smettano di consigliare ai pazienti quello che devono chiedere ai loro medici di base.

  • Avatar anonimo di innominato
    innominato

    se posso far risparmiare soldi pubblici perdo volentieri un po di tempo ,e ora di finirla con i privilegi delle caste farmacisti o altri, quoto sonny

  • Avatar anonimo di Sonny
    Sonny

    E' ora di finirla con queste caste di privilegiati che pretendono di continuare a fare i soldi alle spalle della povera gente!!! Il cambiamento li sommergerà perchè invece di adeguarsi, vogliono rimanere coi loro privilegi.... certo, lavorare è fatica.... eh? cercate di muovere il culo fannulloni!!!!!

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