Forlì, appello delle Clarisse: "Collocare la Vergine della Ripa nella nuova chiesetta"

Forlì, appello delle Clarisse: "Collocare la Vergine della Ripa nella nuova chiesetta"

Forlì, appello delle Clarisse: "Collocare la Vergine della Ripa nella nuova chiesetta"

FORLI' - "Nella nuova casa del Signore desideriamo che trovi una dignitosa collocazione l'immagine affrescata della Beata Vergine delle Grazie, detta della Ripa". L'accorata richiesta proviene dalla superiora delle Sorelle Povere di Santa Chiara, meglio conosciute come Clarisse di San Biagio, suor Roberta Bruschi. Nel novembre scorso, il vescovo di Forlì-Bertinoro monsignor Lino Pizzi ha, infatti, benedetto le fondamenta della nuova chiesetta del monastero.

 

Le dieci religiose attualmente residenti nel monastero di piazzetta Garbin non potevano scegliere momento migliore per divulgare il proprio sogno. Una volta ultimata, la costruzione completerà il chiostro interno del restaurando complesso religioso. Dalle ricerche operate dai progettisti, è emerso che anticamente l'attuale monastero clariano vantava un intero "claustrum". Il cosiddetto quarto lato fu, infatti, abbattuto nel 1798, durante l'occupazione napoleonica della città, un anno dopo che l'area era stata espropriata ai Frati Minori Osservanti per darla ai privati.

 

E qui si arriva al dunque: quale edificio appare più adatto a contenere l'effige trecentesca della Beata Vergine delle Grazie dopo ben due secoli di "fuori sede", se non l'erigendo luogo di culto? "Perché una nuova chiesa - si chiedono le stesse monache - ce ne sono già tante... troppe, dirà qualcuno, e quasi sempre chiuse?". In effetti, a pochi metri dalle Clarisse si staglia San Biagio Nuova, inaugurata nel 1952 sulle ceneri della basilica quattrocentesca, disintegrata il 10 dicembre 1944, assieme agli affreschi del Melozzo e a 19 povere vite, da una bomba ad alto potenziale sganciata da un aereo tedesco.

 

La "pretesa" di una nuova chiesa è ampiamente motivata: "La nostra vita ruota intorno alla preghiera e alla lode del Signore. Lo sanno bene le tante persone che ogni giorno ci chiedono di presentare al Signore le loro situazioni di fatica, di sofferenza, talvolta di gioia, e i gruppi che vogliono condividere con noi un momento di preghiera o di riflessione. Desideriamo che chiunque vuole farlo possa partecipare liberamente alla nostra preghiera in una piccola chiesa semplice, ma accessibile durante tutta la giornata". La costruzione di un nuovo luogo di culto intrinseco al monastero rappresenta una sfida nella sfida, al punto che è stata svincolata dai concomitanti lavori di restauro del convento.

 

Le stesse Clarisse suggeriscono alcuni modi di contribuzione: ci si può limitare ad adottare un mattone, versando 15 euro, oppure coprire un metro quadro di pavimento (50 euro), sino a regalare nientemeno che una vetrata istoriata, e sarebbero 3.000 euro. A chi contribuisce con almeno 300 euro, versando un offerta sul c/c postale n. 17820473 intestato a "Monastero delle Clarisse di San Biagio - Forlì", sarà fatto dono di una piastrella in terracotta con l'effige della Madonna della Ripa. L'imponente gara di solidarietà in favore delle Sorelle Povere di piazzetta Garbin, più che mai alle prese con il recupero del loro malandato monastero, che nelle pietre porta ancora i danni dell'ultimo conflitto mondiale, potrebbe presto sortire un doppio risultato: il completamento dei restauri iniziati nell'ormai lontano 1998, e un nuovo sito per l'affresco della Beata Vergine delle Grazie, in cerca di una sistemazione definitiva sin dalla soppressione del Monastero della Ripa, decretata dalle truppe napoleoniche nel 1797.

 

L'effigie trecentesca è chiamata anche "Madonna della Ripa", perché dipinta sul muro del Molino della Ripa, che utilizzava l'acqua di un braccio secondario del Montone oggi interrato. L'icona era venerata dal popolo perché rimasta miracolosamente illesa in una straordinaria piena del fiume. Gli stessi forlivesi nel 1495 vollero metterla al sicuro, affidandola alle Clarisse che all'epoca dimoravano nel grande monastero della Ripa. E qui rimase per tre secoli. "Quando - continua suor Roberta - nel 1892 le nostre consorelle si stabilirono definitivamente a San Biagio, l'immagine le raggiunse qui. Ora desideriamo che sia proprio lei a vegliare su questo nuovo spazio di vita e di incontro con la città".

 

Piero Ghetti

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