Forlì, appello di Tonino Guerra per l'ospedale. Poletti: "Ha toccato le mie corde"

Forlì, appello di Tonino Guerra per l'ospedale. Poletti: "Ha toccato le mie corde"

Venerino Poletti

FORLI' - Ringrazia, si commuove perche' si tocca la corda delle radici romagnole, ma non accenna alla scelta di partire o restare. Da Barcellona, dove partecipa ad un convegno, il primario di Pneumologia dell'ospedale Morgagni-Pierantoni di Forli', Venerino Poletti, risponde alla lettera aperta del poeta romagnolo Tonino Guerra, che giovedì ha lanciato un appello, "un urlo", per la terra di appartenenza sua e del primario.

 

In pratica, Guerra ha fatto una richiesta chiarissima a Poletti: resti al Morgagni e non parta per il Policlinico Sant'Orsola-Malpighi di Bologna (se il primario vincera' il concorso). "Ringrazio moltissimo Tonino Guerra per la commovente e pubblica manifestazione di affetto nei confronti dell'ospedale di Forli' e miei, che esprime al massimo livello l'affetto che sento provenire da molti altri in citta'", scrive il luminare. La lettera, aggiunge poi, "tocca una corda che sento molto,  l'appartenenza ad una terra, le radici".

 

Da Guerra era venuto un "urlo grande" a favore della sanita' in terra di Romagna, da parte di un vero romagnolo. Che si rivolge ai cittadini e al primario di Pneumologia al Morgagni Pierantoni di Forli', Venerino Poletti, che pare in procinto di lasciare l'ospedale e che, invece, sarebbe meglio restasse. Prendendo spunto dalle recenti notizie di cronaca che vorrebbero il primario in partenza  per il S.Orsola di Bologna, dice la sua. "In tutta la mia vita non mi sono mai vantato di essere romagnolo perche' il mio tentativo e' stato quello di impormi come cittadino italiano". Ma  oggi "faccio un urlo grande, 'sono romagnolo', e lo dico anche all'amico medico Venerino Poletti per far capire che ci sono momenti nella vita in cui e' meglio sentire il profumo della propria terra mentre gli onori, come disse Dante, vanno via col vento".

 

Guerra ha parlato a difesa "dell'originalita' di questo grande ospedale di Forli'". Gli dispiacerebbe, ammette, se alcuni "grandi medici, come lei e altri che ho avuto modo di conoscere e apprezzare a Forli', pensassero che altrove c'e' piu' potenza e vigore rispetto ai nostri ospedali romagnoli". Il  desiderio di Guerra, che al Morgagni e' stato curato, sarebbe che "i grandi della medicina dell'ospedale restassero legati a questo mondo magico che e' stato al centro dell'attenzione di tutta  l"Europa". L'appello del poeta si chiude con una sorta di imperativo ai luminari: "Restate qui a creare insieme la Romagna valle del benessere". (Dire)

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